Salute&Benessere: Steatosi epatica non alcolica, riflettori sul fegato

L’argomento di questa settimana della rubrica “Salute&Benessere”, come sempre curata dalla nutrizionista e giornalista ISABELLA SALVIA, riguarda il fegato e le conseguenze che ne potrebbero derivare da una cattiva alimentazione…

Il fegato rappresenta un vero e proprio “motore” del nostro metabolismo poiché, essendo il più voluminoso dei visceri, è direttamente coinvolto nel metabolismo di tutti i nutrienti, nella trasformazione degli ormoni e delle vitamine e nel mantenimento dell’omeostasi idrosalina e minerale.

La forma più comune di malattia epatica cronica è indicata con l’acronimo NAFLD (Non-Alcoholic Fatty Liver Disease), ovvero epatopatia steatosica non alcolica. Questa patologia comprende un ampio spettro di manifestazioni patologiche che, oltre alla semplice steatosi, includono la steatoepatite (NASH), la cirrosi epatica e il carcinoma epatocellulare.

L’epatopatia steatosica non alcolica arriva a colpire il 57-90% dei soggetti obesi e oltre il 75% dei soggetti affetti da diabete mellito di tipo 2.

Risulta quindi che la popolazione a più rischio di sviluppo di epatopatie croniche è proprio quella diabetica.

Alla luce dei recenti dati della letteratura scientifica si tiene conto di tutti i fattori patologici che determinano lo sviluppo e l’evoluzione della patologia, tra cui il microbiota intestinale, le citochine pro-infiammatorie, lo stress ossidativo e la predisposizione genetica.

Ad oggi l’approccio terapeutico per il trattamento della steatosi non alcolica è incentrato esclusivamente su misure dietetiche e sulla promozione dell’attività fisica.

Questa sarebbe infatti legata a un consumo eccessivo di carboidrati raffinati, grassi saturi e colesterolo e a un apporto insufficiente di acidi grassi insaturi, fibre e antiossidanti (vitamina C e vitamina E).

Secondo alcuni studi un consumo eccessivo di fruttosio potrebbe procurare danni epatici e quindi si consiglia di eliminare bibite ricche di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Semaforo verde invece per frutta e verdura, che sono buone fonti di vitamine antiossidanti.

Chiaramente non esiste una dieta che vada bene per tutti; sarà quindi compito del nutrizionista adattare il regime dietetico alle esigenze individuali tenendo conto anche dei trigliceridi, del colesterolo e delle concentrazioni di insulina e dell’eventuale presenza di sovrappeso e obesità.

           Isabella Salvia

Ricordo a tutti che eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (dietologo, biologo nutrizionista o dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da qualsiasi patologia accertata.

Edited by, venerdì 7 luglio 2017, ore 19,44.

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