Salute&Benessere: Un aiuto per il cuore

Sono ancora le malattie cardiache, quindi con il cuore al centro dell’attenzione, gli argomenti trattati in questa settimana dalla dottoressa ISABELLA SALVIA per la rubrica “Salute&Benessere” giunta alla puntata numero 140…

Questa settimana voglio continuare ad aiutare voi affezionati lettori in una sfida importante contro le malattie cardiache, che costituiscono una delle principali cause di morte in Italia.

Oggi voglio raccontarvi di un recentissimo studio su un alimento che aiuta il cuore e le arterie. E’ il peperoncino. Un recente studio italiano, condotto dalla Neuromed di Pozzilli (Isernia) dal Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità, con la collaborazione dell’Università dell’Insubria di Varese e del Cardiocentro Mediterranea di Napoli, pubblicato sul prestigioso “Journal of the American College of Cardiology” (www.onlinejacc.org), ha confermato che il peperoncino può essere considerato una valida opportunità per proteggere la salute cardiovascolare, come era già emerso in due studi condotti in Cina e negli Stati Uniti.

Questo importante studio italiano ha analizzato un vasto campione di persone (circa 23mila) dedito a mangiare peperoncino per 4 giorni a settimana, per un periodo di 8 anni. Gli italiani, soprattutto al Sud, sono dei buoni consumatori di peperoncino. Ma non tutti sanno che, oltre ad apprezzarne il sapore piccante, è un vero toccasana per la prevenzione. infatti, si è riscontrato come in chi consuma regolarmente il peperoncino, vi sia una diminuzione della mortalità cardiaca. Addirittura del 40%. Non solo. Sembrerebbe che potrebbe ridurre gli eventi cerebrovascolari e l’ictus addirittura del 60 per cento. Ai benefici per il cuore e le malattie cerebrovascolari, chi utilizza il peperoncino per insaporire i propri piatti, ha un altro vantaggio. Potrebbe avere un rischio di mortalità ridotto del 23 per cento, rispetto a chi ne fa a meno di utilizzarlo.

Lo studio ha preso in considerazione le condizioni di salute di decine di migliaia di persone, mettendole in rapporto con le loro consuetudini alimentari. I ricercatori hanno così potuto constatare come l’uso regolare di peperoncino sia benefico per la salute di chi lo consuma.

Il peperoncino fa da sempre parte della nostra cultura alimentare, come in particolare è noto nella vicina Calabria. Oggi, invece, se ne comincia a conoscere più concretamente le sue proprietà benefiche, dovute, molto probabilmente, al suo costituente principale che è la capsaicina. Come essa possa svolgere, da un punto di vista biochimico, la funzione di protezione su cuore ed arterie, ancora non si sa. La scienza ci darà, molto probabilmente, la soluzione nei prossimi anni.

Oggi è importante ricordare, però, che, nonostante le molteplici proprietà benefiche, vi sono alcune controindicazioni al consumo di peperoncino piccante, perché può risultare irritante per la mucosa gastrica e intestinale. In particolare è sconsigliato a chi soffre di ulcera peptica, gastroenterite, cistite, malattie infiammatorie intestinali, epatite, emorroidi o prostatiti.

Oggi abbiamo trovato un possibile aiuto per il nostro proprio cuore. Come ripeto in questa rubrica da ormai 140 articoli (che potete leggere liberamente su questo sito), è certamente opportuno non abusare mai di un singolo alimento, né esagerare sulle quantità, principalmente per coloro che hanno patologie accertate. In casi di difficoltà, piuttosto che spendere soldi in inutili “pillole magiche”, è bene rivolversi ad un professionista della nutrizione, come un biologo nutrizionista, per trovare il miglior piano alimentare possibile, sulla base di una diagnosi individuale.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 21 febbraio 2020, ore 19,23. 

 

 

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