San Fratello: Calunnia nei confronti di un ex giudice dell’esecuzione immobiliare, assolto Mammana

Il giudice monocratico di Reggio Calabria, LAURA PALERMO, ha assolto perchè “il fatto non costituisce reato” GIOVANNI MAMMANA, originario di San Fratello, accusato del reato di calunnia nei confronti del dott. SALVATORE SAJIA, ex giudice dell’esecuzione immobiliare presso il Tribunale di Patti. L’imputato è stato difeso dall’avvocato SALVATORE CAPUTO (foto in alto)…

Il giudice monocratico di Reggio Calabria, Laura Palermo, alla conclusione di un processo durato 18 udienze, tra fase preliminare, Tribunale del Riesame e dibattimento, ha assolto perchè “il fatto non costituisce reato” Giovanni Mammana, originario di San Fratello, accusato del reato di calunnia nei confronti del dott. Salvatore Sajia, ex giudice dell’esecuzione immobiliare presso il Tribunale di Patti. Infatti, il predetto era stato tratto a giudizio a seguito dell’archiviazione di un procedimento instaurato contro il magistrato, accusato di avere compiuto degli abusi nella trattazione di un procedimento esecutivo immobiliare che vedeva come debitrice la sorella defunta del Mammana. Costituitosi parte civile a ministero dell’avvocato Giuseppe Ciminata, il magistrato Sajia, oggi al Massimario della Cassazione, aveva ripetutamente richiesto il sequestro conservativo degli immobili dell’imputato, ottenendolo nell’aprile del 2016. Dopo un lungo iter in cui si sono avvicendati più giudici e sono stati sentiti numerosi testi, il PM ha concluso la sua requisitoria chiedendo una condanna di 2 anni e 6 mesi di reclusione per il Mammana. Quindi, intervenuta la parte civile, è stata la volta dell’avvocato Salvatore Caputo, del foro di Patti, che ha perorato le ragioni del proprio assistito, in particolare spiegando l’insussistenza del reato a fronte di specifici episodi che, in base alle conoscenze del cittadino comune, hanno ingenerato nell’imputato la convinzione di avere subito dei torti. Nell’emettere la sentenza di assoluzione il giudice reggino si è riservato il termine di 90 giorni per depositare le motivazioni e, soprattutto, ha revocato il sequestro conservativo.

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, giovedì 7 novembre 2019, ore 18,10. 

 

 

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