San Fratello: Evasione dai domiciliari, arrestato l’uomo che sparò al fratello e a un giovane

Evasione dai domiciliari. Questa l’accusa contestata dai carabinieri della Stazione di San Fratello a IGNAZIO MANCUSO (foto in alto) che, dopo il ricorso giudicato inammissibile in Cassazione nel luglio scorso, sta scontando la pena definitiva a 6 anni di reclusione, per avere sparato, senza centrarli, al fratello e a un giovane del luogo. I fatti avvennero il 2 luglio 2015…

I carabinieri della Stazione di San Fratello hanno arrestato un uomo del posto, Ignazio Mancuso, 63 anni, per evasione dagli arresti domiciliari, misura al quale era sottoposto da luglio scorso, in virtù di un provvedimento del Tribunale di Patti. Ovvero, stava scontando la pena della reclusione (6 anni) per aver tentato, nel luglio 2015, di uccidere il fratello e un altro conoscente, sparando nei loro confronti tre colpi con un fucile illegalmente detenuto. I militari, nella giornata di oggi, durante uno specifico servizio coordinato volto alla prevenzione e repressione dei reati che ha interessato tutto il territorio, hanno sorpreso l’uomo al di fuori della sua abitazione. E` stato quindi arrestato e riportato a casa, in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

LA VICENDA

La Corte di Cassazione nel luglio scorso ha giudicato inammissibile il ricorso presentato nell’interesse di Ignazio Mancuso, allevatore di San Fratello. La Suprema Corte, quindi, ha confermato la condanna emessa, nel marzo 2017, dalla Corte d’Appello di Messina (presidente Tripodi, a latere Blatti e Orlando) a sua volta confermativa della condanna, disposta nel dicembre 2016 dal Gup del tribunale di Patti Eugenio Aliquò con il rito abbreviato, a 6 anni di reclusione. Mancuso è stato definitivamente condannato per tentato omicidio, minaccia grave, detenzione e porto illegale di arma. Il 2 luglio 2015, in località Passo dei Tre di San Fratello, l’uomo, imbracciato un fucile da caccia, verosimilmente per ragioni legate al possesso di un fondo di comune proprietà, non esitò ad indirizzare contro il fratello maggiore Pino Mancuso ed il giovane sanfratellano Benedetto Vasi, tre colpi che però non raggiunsero l’obiettivo e venne poi arrestato, consegnandosi dopo quattro giorni di ricerche, ai carabinieri della Stazione di San Fratello e della Compagnia di S.Stefano di Camastra. Il fratello Pino, rimasto illeso per puro miracolo, essendo stato letteralmente sfiorato dai pallettoni con cui era stato caricato il fucile, si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Mancuso mentre il Vasi è stato assistito dall’avvocato Alessandro Nespola. La difesa è stata rappresentata dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello che è riuscito ad ottenere, per il proprio assistito, che permanesse agli arresti domiciliari e con l’autorizzazione a poter svolgere l’attività lavorativa. 

    Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 26 settembre 2018, ore 14,35.

 

 

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