San Fratello: Intitolata al piccolo Giuseppe Di Matteo la Sala Multimediale del centro escursionistico

Ricorre oggi il ventiduesimo anniversario dell’uccisione del piccolo GIUSEPPE DI MATTEO (foto in alto), rapito a 11 anni da falsi agenti della Dia nel giugno 1993 e sciolto nell’acido nel gennaio 1996 su ordine del boss di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca. Lo ricorda il presidente del Parco dei Nebrodi GIUSEPPE ANTOCI (foto sotto) e, per questo, al piccolo Giuseppe, d’intesa con l’amministrazione comunale, è stata intitolata la Sala Multimediale del centro escursionistico di San Fratello…

Ricorre oggi il ventiduesimo anniversario dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito a 11 anni da falsi agenti della Dia nel giugno 1993 e sciolto nell’acido nel gennaio 1996 su ordine del boss di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca. Il tutto per costringere il padre, Santino Di Matteo, collaboratore di giustizia, a ritrattare le accuse contro lo stesso Brusca ed i clan di Cosa Nostra che avevano progettato la strage di Capaci nella quale, il 23 maggio 1992, persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti di polizia della scorta.
Una data importante, nella quale il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, di concerto con l’amministrazione comunale di San Fratello, guidata dal sindaco Mario Fulia, ha deciso di intitolare al piccolo Giuseppe Di Matteo la Sala Multimediale del centro escursionistico dedicato al cavallo sanfratellano di prossima ricostruzione. E proprio andare a cavallo era la grande passione del piccolo Giuseppe.
“Il nostro punto informativo, distrutto da un incendio nel dicembre 2016, rinascerà anche nel nome del piccolo Giuseppe, per il tramite dei cavalli che amava tanto” dichiara Antoci- che affida queste sue parole al ricordo.
“22 anni fa vili e vigliacchi assassini si accanivano contro un bambino, Giuseppe Di Matteo. Un bambino che amava la vita, andare a cavallo, piccolo, gentile, dolce e sensibile. Una morte atroce, sciolto nell’acido. Questa terra ha dovuto sopportare anche questo: ecco perché qualche settimana fa a Corleone pronunciai quelle parole: mafiosi senza dignità. Questo lo dico e lo grido insieme a tutte le persone oneste e laboriose alle quali, quel maledetto giorno, togliendo la vita ad un bambino, un pezzo di dignità è stata tolta. Abbiate vergogna di presentarvi agli esseri umani, di esistere, soprattutto abbiate paura di presentarvi al cospetto di Dio: riposa in pace, piccolo Giuseppe” ha così concluso il presidente Antoci.

Sara La Rosa

Edited by, venerdì 12 gennaio 2018, ore 15,28.

 

 

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