San Salvatore di Fitalia: Revocati gli arresti domiciliari all’operaio che accoltellò la ex compagna

Il Gip del tribunale di Patti UGO DOMENICO MOLINA ha revocato gli arresti domiciliari sostituendoli con il divieto di dimora in provincia di Messina, nei confronti di GIUSEPPE BARONE (foto in alto), operaio di San Salvatore di Fitalia. Un mese fa l’uomo era stato raggiunto dal provvedimento per avere ripreso a pedinare e minacciare la ex compagna rumena, che accoltellò nel 2013 subendo la condanna in primo grado per tentato omicidio, poi derubricata in appello per lesioni personali…

Il Gip del tribunale di Patti Ugo Domenico Molina, in accoglimento della richiesta avanzata dall’avvocato Nunziatina Armeli, ha revocato gli arresti domiciliari sostituendoli con il divieto di dimora in provincia di Messina, nei confronti di Giuseppe Barone, 49 anni, operaio di San Salvatore di Fitalia. L’uomo, un mese fa esatto, era stato raggiunto dal divieto di avvicinamento alla ex compagna, una rumena, la quale aveva denunciato presunti pedinamenti e minacce da parte del Barone, temendo per la sua incolumità. Per questo, a fine giugno, l’operaio era stato colpito da un aggravamento della misura con applicazione dei domiciliari a Barberino del Mugello (Firenze), suo attuale luogo di residenza. All’esito dell’interrogatorio di garanzia, svoltosi a Patti, l’avvocato Armeli è riuscita a dimostrare l’infondatezza dell’aggravamento della misura, spiegando come il suo assistito, che ha respinto le accuse di atti persecutori nei confronti della donna, non sia mai rientrato in Sicilia dopo l’applicazione della prima misura restrittiva. Il giudice Molina, riconoscendo per altro i propositi dell’uomo di stabilirsi lontano dalla Sicilia, dove già lavora, ha quindi applicato il solo divieto di dimora nel messinese e l’obbligo di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla parte offesa. Giuseppe Barone era stato arrestato il 17 maggio 2013 dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo, in una via del centro fitalese, aveva aggredito la rumena con la quale aveva intrattenuto in passato una relazione sentimentale, ferendola con un coltello. Nella circostanza la vittima, che aveva riportato delle ferite da taglio agli arti superiori ed al busto, prontamente soccorsa dai sanitari del 118, venne trasferita al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti per ricevere le cure del caso. In primo grado il Barone venne condannato a 13 anni per tentato omicidio, reato poi derubricato in appello in lesioni personali e quindi condannato a 5 anni, dei quali 2 condonati: da qui il ritorno in libertà da circa due anni.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, lunedì 31 luglio 2017, ore 10,20.

 

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