Sinagra: Patteggia la pena (20 mesi) la cassiera del Credito Siciliano che ha arraffato quasi 200.000 euro a 12 correntisti

Ha patteggiato la pena (sospesa) a 20 mesi MARIA TERESA LINCOLN, di Raccuja, cassiera dell’allora filiale del Credito Siciliano di Sinagra (foto in alto) accusata di essersi impossessata di quasi 200.000 euro da dodici correntisti dell’istituto di credito. L’indagine partì, da parte dei carabinieri, a seguito della denuncia presentata da una ragazza accortasi di qualcosa di anomalo dal conto corrente della nonna…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Avrebbe trafugato quasi duecentomila euro, in un periodo circoscritto di quattro anni, alleggerendo i conti correnti di dodici persone e, per questo, ha patteggiato la pena a 20 mesi di reclusione con la sospensione della stessa ed una multa. E’ finito così il procedimento che ha visto coinvolta Maria Teresa Lincoln, residente a Raccuja, impiegata della filiale della banca del Credito Siciliano di Sinagra. Stando alle denunce raccolte dai correntisti e che portarono i carabinieri della locale Stazione ad aprire un fascicolo d’indagine, coordinato dalla Procura di Patti, l’impiegata, per tanti anni in servizio a Sinagra, avrebbe alleggerito dodici conti correnti, in prevalenza di anziani o di risparmiatori ai quali erano intestati libretti raramente movimentati per, appunto, una cifra complessiva quasi di 200.000 euro. Una volta scoperto il clamoroso ammanco, la Lincoln venne sospesa dall’istituto di credito sul filo di quanto avvenne, con un clamore di livello nazionale, alla filiale della Banca Carige di Capo d’Orlando nel 2010: un ammanco di 4 milioni e 700 mila euro, ai danni di 92 correntisti, perpetrato dall’impiegato messinese Fabrizio Ingemi che, come la sua ex collega, patteggiò poi una condanna a cinque anni di reclusione. A fare scoprire l’ammanco a Sinagra fu la prima denunciante: una ragazza del posto che aveva chiesto informazioni sul conto della nonna e trovando qualcosa di anomalo. Dopo il rinvio a giudizio, la ex impiegata, attraverso il legale di fiducia, avvocato Antonio Muscarà, ha chiesto di accedere al patteggiamento della pena accordato dal giudice del tribunale di Patti Andrea La Spada e concordato a venti mesi con la sospensione della pena. Visto che al dibattimento non ci sono state costituzioni di parte civile è probabile che lo stesso istituto di credito, come fece la Carige per la vicenda suddetta di Capo d’Orlando, ha provveduto al risarcimento dei correntisti che si erano visti alleggerire i soldi depositati in banca.

Edited by, mercoledì 25 luglio 2018, ore 11,19.

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