Tortorici: Beni per 10.000 euro confiscati a Francesco Bontempo Scavo

La Corte d’Appello di Messina ha disposto la confisca dei beni nei confronti di FRANCESCO BONTEMPO SCAVO (foto in alto), di Tortorici, già coinvolto nelle operazioni “Mare Nostrum” e “Libeccio”. Il sequestro dei beni, pari a 10.000 euro, era scattato nel 2017 da parte della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina che aveva poi disposto la confisca adesso definitiva…

La Corte d’Appello di Messina ha disposto la confisca dei beni nei confronti di Francesco Bontempo Scavo, 58 anni, di Tortorici. L’uomo era stato coinvolto nell’operazione “Mare Nostrum”, scattata il 6 giugno 1994 e, successivamente, nell’operazione “Libeccio” per le presunte estorsioni avvenute tra il 2009 e il 2010 nei confronti dell’impresa “Maltauro” che aveva eseguito i lavori del Parco eolico di Floresta. A quanto pare alla base dell’estorsione, secondo quanto ricostruito al tempo dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Patti, non vi era la solita richiesta di “pizzo”, bensì la pretesa, presentata con violenza ed intimidazioni, che il figlio di Bontempo Scavo, Sebastiano, venisse assunto come guardiano notturno, in cambio di un corrispettivo mensile di 1.500 euro e la moglie, Maria Pruiti, come addetta alle pulizie negli uffici della stessa azienda, con un compenso di 500 euro al mese. Vicenda per la quale, comunque, padre, madre e figlio Bontempo Scavo-Pruiti furono assolti in primo grado.

Nel 2017 la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Messina, accogliento la richiesta avanzata dall’allora sostituto procuratore della DDA e oggi Procuratore aggiunto di Messina Vito di Giorgio, che da anni si occupa dell’aggressione ai patrimoni mafiosi delle cosche tirreniche e nebroidee, dispose il sequestro di alcuni terreni nel comune di Floresta e delle quote sociali in capo allo stesso Francesco Bontempo Scavo e del ristorante “La Rosa dei Nebrodi”, ubicato sempre a Floresta, per un valore di 10.000 euro. Quindi, il 30 maggio 2019, la stessa Sezione aveva confiscato i beni. La Corte d’Appello, adesso, ha respinto il ricorso presentato dall’avvocato Nino Favazzo e disposto la confisca definitiva dei beni.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, giovedì 7 gennaio 2021, ore 11,05. 

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