Tortorici: Falso, rinviati a giudizio sindaco Rizzo Nervo e sei fra assessori ed ex. Prosciolti dall’abuso d’ufficio

Rinviati a giudizio per falso, prosciolti per l’abuso d’ufficio. Questa la decisione del Gup del tribunale di Patti UGO DOMENICO MOLINA su una inchiesta della guardia di finanza della Tenenza di Capo d’Orlando sulla cattiva gestione economica dell’Ente Comune di Tortorici. Rinviati a giudizio il sindaco CARMELO RIZZO NERVO (foto in alto), gli ex assessori ROSARIO CONTIGUGLIA, GIUSEPPE GALBATO MUSCIO, ENRICO TALAMO, VALENTINA PARASILITI e gli assessori attuali SEBASTIANO CONTI MICA e ANTONELLA FOTI…

Il Gup del tribunale di Patti Ugo Domenico Molina ha rinviato a giudizio con l’accusa di falso il sindaco di Tortorici Carmelo Rizzo Nervo ed i componenti delle sue giunte nel corso delle due ultime legislature. Gli imputati, invece, sono stati prosciolti dall’accusa di abuso di ufficio. Il processo prenderà il via nel febbraio 2018. Secondo l’accusa, sindaco ed assessori avrebbero falsificato i bilanci del comune di Tortorici del 2012 e del 2014 per evitare il dissesto economico.

A inizio febbraio scorso il pm aveva concluso le indagini preliminari. Sono stati rinviati a giudizio: il sindaco Carmelo Rizzo Nervo, il già vice sindaco, avvocato Rosario Contiguglia, gli assessori Sebastiano Conti Mica e Antonella Foti, l’ex assessore Valentina Parasiliti, gli ex assessori Giuseppe Galbato Muscio ed Enrico Talamo. Secondo l’accusa le due giunte in carica avrebbero falsificato i bilanci del comune degli anni 2012 e 2014 con lo scopo di evitare il dissesto finanziario. Le indagini sono state svolte dalla guardia di finanza della Tenenza di Capo d’Orlando e sarebbero state avviate a seguito di alcune denunce relative alla cattiva gestione economica dell’Ente e ad alcune operazioni che avrebbero attestato il falso. Per l’anno 2012 il sindaco Rizzo Nervo e gli assessori del tempo Contiguglia, Talamo e Galbato Muscio, si sarebbero resi responsabili di abuso d’ufficio per avere attestato entrate derivanti dalla vendita della legna del bosco e per mezzo milione di euro derivati dalla raccolta dei rifiuti, nonostante questa venisse effettuata dall’Ato Messina 1. Per il 2014 il sindaco Rizzo Nervo, il vice sindaco allora in carica Contiguglia e gli assessori Conti Mica, Foti e l’allora in carica Parasiliti, avrebbero attestato una entrata di 800.000 euro per la vendita della legna del bosco di proprietà comunale che poi non si è concretizzata. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Alessandro Pruiti Ciarello, Fulvia Galbato, Laura Todaro e Rosario Ventimiglia.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 20 settembre 2017, ore 17,39.

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