Tortorici: Ricorso elezioni. Udienza al Tar rinviata al 5 dicembre

Il ricorso proposto, davanti al Tar di Catania dal dott. CARMELO RIZZO NERVO (foto in alto), ex sindaco di Tortorici, assistito dal prof. avvocato MARIO CALDARERA, per l’annullamento delle elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale di Tortorici tenutesi il 28 aprile scorso, è stato rinviato al 5 dicembre (l’udienza era stata fissata per il 24 ottobre scorso). Nella prima udienza era stato rigettato l’altro ricorso presentato dal candidato sindaco, e attuale consigliere comunale, ANTONIO PATERNITI MASTRAZZO…

Il ricorso proposto, davanti al Tar di Catania, dal dott. Carmelo Rizzo Nervo, ex sindaco di Tortorici, assistito dal prof. avvocato Mario Caldarera, per l’annullamento delle elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale di Tortorici tenutesi il 28 aprile scorso, è stato rinviato al 5 dicembre (l’udienza era stata fissata per il 24 ottobre scorso), previa verifica da parte della Prefettura di Messina o un suo delegato, alla presenza delle parti costituite assistite e difese dagli avvocato Silvano Martella e Pietro Paterniti La Via, soltanto delle schede autenticate e non utilizzate contenute nella busta n. 3-CS e solo della Sezione n. 3 (plesso scolastico di contrada Mercurio). Nella prima udienza – come si ricorderà – erano già state rigettate tutte le altre eccezioni formulate nel ricorso. Per quanto riguarda il ricorso presentato dal dott. Antonio Paterniti Mastrazzo, assistito sempre dal prof. avvocato Mario Caldarera, anche questo per l’annullamento e la riforma delle operazioni elettorali delle elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale di Tortorici, era stato rigettato. Il Tar, nella sentenza, ha anche condannato Paterniti Mastrazzo Antonio alla refusione delle spese di lite nei confronti dei controinteressati, rappresentati ed assistiti dagli avvocati Paterniti Pietro La Via e Silvano Martella, liquidandole distintamente nell’importo di €. 3.000,00 nei confronti di Paterniti Martello Carmela, Trusso Cafarello Carmelo e Galati Sardo Emanuele e 2.500 euro nei confronti di Foti Randazzese Lucia e Tilenni Scaglione Alessio oltre accessori di legge. Il Tar aveva disposto la trasmissione del fascicolo, alla Procura di Messina, in adempimento agli obblighi di cui all’art. 331 c.p.p., in relazione ai profili di rilevanza penale che possano emergere dall’esame di quanto rappresentato all’interno della sentenza.

IL RICORSO DELL’EX SINDACO RIZZO NERVO (essendo ancora valido lo ripubblichiamo)

ON.LE TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA – SEZIONE STACCATA DI CATANIA

Ricorso elettorale ex art. 130 C.p.A.

nell’interesse del sig. Rizzo Nervo Carmelo, (C.F. RZZCML51C26L308E) nato a Tortorici il 26.3.1951 e ivi residente in Via Stradale Santa Nagra n. 38, elettore del Comune di Tortorici, rappresentato e difeso per procura in calce su foglio separato materialmente congiunto al presente atto, dal Prof. Avv. Mario Caldarera, con studio in Messina via del Vespro n. 57, il quale dichiara di voler ricevere le comunicazioni e notificazioni relative al presente procedimento all’indirizzo di posta elettronica certificata avvmariocaldarera@pec.giuffre.it o fax 090671520 presso cui elegge il do-micilio digitale ai sensi degli artt. 25 del C.P.A. e 16 sexies del D.L. n. 179/2013

contro il Comune di Tortorici, in persona del Sindaco pro-tempore;

il Consiglio comunale di Tortorici, in persona del Presidente pro-tempore e nei confronti dei sig.ri Galati Sardo Emanuele, Foraci Luisa, Agostino Ninone Mauro, Paterniti Martello Carmela, Parteniti Barbino Carmelo, Vanadia Bartolo Andrea, Lupica Spagnolo Vincenzo, Di Marco Pina, Foti Randazzese Lucia, Tilenni Scaglione Alessio, Trusso Cafarello Carmelo, Mazzurco Masi Riccardo, Basile Maria Grazia Tindara, Paterniti Mastrazzo Antonio, Conti Mica Sebastiano, Galbato Muscio Flavia e Marino Flavia Elisabetta

per l’annullamento delle elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale del Comune di Tortorici, tenutesi il 28.4.2019; dei verbali dei Seggi elettorali e dell’Adunanza dei Presidenti dell’1.5.2019; della proclamazione alla carica di Sindaco del signor Galati Sardo Emanuele e della proclamazione degli eletti alla carica di consigliere comunale; delle schede votate e dei voti attribuiti nelle sezioni nn. 3 e 11; delle operazioni e dei provvedimenti tutti dell’Adunanza dei Presidenti di sezione, nonché dei verbali delle operazioni e dei provvedimenti tutti dell’Ufficio elettorale delle sezioni nn. 3 e 11, ivi compresi quelli relativi all’attribuzione dei voti sopradetti; di tutti gli ulteriori atti e provvedimenti, antecedenti e successivi, comunque connessi o conseguenziali a quelli sopra indicati, e quindi per l’annullamento integrale dei risultati elettorali e della proclamazione di tutti gli eletti (Sindaco e Consiglieri comunali) con ogni consequenziale statuizione ed ordine di rinnovo delle operazioni elettorali nelle sezioni nn. 3 e 11 ovvero, in subordine, di integrale ripetizione di tutte le operazioni elettorali relative alla elezione tanto del Sindaco che del Consiglio comunale

Premesse:

Il 28 aprile 2019 si è tenuta l’elezione del Sindaco ed il rinnovo del Consiglio Comunale di Tortorici e alla quale hanno partecipato 3 candidati a sindaco e le 3 liste collegate, il candidato a sindaco sig. Antonio Paterniti Mastrazzo e la collegata lista n. 1 “Insieme per Tortorici Paterniti Sindaco”, il candidato sindaco sig. Galati Sardo Emanuele e la collegata lista n. 2“Uniti per cambiare Tortorici” ed il candidato a sindaco sig. Foti Maurilio e la collegata lista n. 3 “Tortorici Terzo Millennio”. In esito alla tornata elettorale, secondo quanto risulta dal verbale dell’Adunanza dei Presidenti di Sezione, il Presidente dell’Adunanza, riassumendo i risultati delle operazioni elettorali verbalizzati da ciascuna sezione, determinava in n. 1.460 i voti che il candidato a sindaco Galati Sardo Emanuele aveva riportato, in n. 1.434 i voti che aveva riportato il candidato a sindaco sig. Antonio Paterniti Mastrazzo e in n. 1063 i voti che aveva riportato il candidato a sindaco sig. Foti Maurilio. Il Presidente dell’Adunanza determinava, altresì, la cifra elettorale di ciascuna lista, costituita dalla somma dei voti validi riportati da ogni lista in tutte le sezioni del Comune e risultanti dai relativi verbali, nella misura di n. 1459 voti a favore della lista n. 1 “Insieme per Tortorici Paterniti Sindaco”, di n. 1308 a favore della lista n. 2 “Uniti per cambiare Tortorici” e di n. 1.115 a favore della lista n. 3 “Tortorici Terzo Millennio”. Per effetto di tali risultati elettorali l’Adunanza proclamava eletto Sindaco del Comune di Tortorici il candidato sig. Galati Sardo Emanuele e, avendo ritenuto di determinare la ripartizione dei seggi ai sensi dell’art. 2, comma 5, della l.r. 35/97, attribuiva il premio di maggioranza e, dunque, 8 seggi alla lista n. 2 “Uniti per cambiare Tortorici collegata al sindaco eletto mentre soli 4 seggi sono stati assegnati alla più votata lista n. 1 “Insieme per Tortorici Paterniti Sindaco”. Tutti i suddetti risultati elettorali, la proclamazione dell’eletto alla carica di Sindaco, l’attribuzione dei seggi e parimenti la proclamazione degli eletti alla carica di consigliere comunale, sono illegittimi in quanto gravemente inficiati ed alterati dalle gravi violazioni di legge in cui sono incorsi gli uffici elettorali delle sezioni nn. 3 e 11 nell’espletamento delle operazioni elettorali la cui regolarità e trasparenza è stata a tal punto lesa da compromettere pesantemente le garanzie di autenticità, affidabilità e certezza delle schede votate e dei voti attribuiti nelle sezioni nn. 3 e 11. In particolare, i gravati risultati elettorali meritano di essere annullati per i seguenti motivi di

DIRITTO:

Violazione degli articoli 31 e 36 del D.P.R.S. 20 agosto 1960 n. 3 e ss.mm.ii. Violazione delle norme e dei principi in materia di trasparenza ed affidabilità dei risultati elettorali, nonché della libera e sincera espressione di voto. Violazione dell’art. 97 della Costituzione e del principio di trasparenza. Eccesso di potere, travisamento e sviamento. Come è noto, gli articoli 31 e 36 del D.P.R.S. 20 agosto 1960 n. 3 regolano minutamente i tempi e le modalità di utilizzazione e di custodia delle schede, le operazioni di identificazione ed ammissione al voto e di tutte le altre connesse operazioni elettorali al cui corretto espletamento è tenuto ogni sezione. Del compimento e del risultato di ognuna di tali operazioni deve farsi menzione nel verbale di sezione che va firmato in ogni sua pagina da tutti i componenti dell’ufficio elettorale a garanzia dell’autenticità delle risultanze ivi contenute onde evitare illegittimamente correzioni ed alterazione ex post. In particolare, la suddetta normativa prevede agli artt. 31 e 36 soprarichiamati, che preliminarmente alla apertura delle votazioni il Presidente deve procedere all’autenticazione delle schede occorrenti per la votazione, apponendo su ciascuna di esse il bollo della sezione e facendovi apporre la firma (da due scrutatori); le depone, indi, nella prima urna, dopo averne controllato il numero, di cui fa menzione nel verbale e che deve coincidere con quello degli elettori iscritti nella sezione (…)”. Chiusa la votazione il Presidente: accerta il numero dei votanti; estrae e conta le schede autenticate non utilizzate e riscontra se corrispondano al numero degli elettori iscritti che non hanno votato; riscontra la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate e indicate nel verbale; riscontra la necessaria corrispondenza tra il numero dei votanti e le schede scrutinate. Di tali riscontri si deve fare espressa menzione nel processo verbale. Prescritte per lo svolgimento delle operazioni elettorali le suddette specifiche e dettagliate formalità ed adempimenti – peraltro da eseguirsi in un preciso ordine e della cui osservanza è necessario fare espressa menzione nel processo verbale – a garanzia della trasparenza del comportamento dei componenti del seggio elettorale, della libera espressione di voto e della regolarità della votazione e delle operazioni elettorali successive, conseguente è la necessità di annullare le operazioni di voto qualora, come nella fattispecie in esame, le suddette formalità e i predetti adempimenti non siano stati rispettati come pianamente provato dalle fidefacenti risultanze del verbale delle operazioni elettorali. Ad una mera lettura dei verbali delle sezioni nn. 3 e 11 risultano, infatti, lapalissiane le gravi irregolarità, omissioni ed alterazioni commesse dai relativi uffici elettorali che hanno illegittimamente inficiato l’esito tutto dell’elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di Tortorici. In particolare, dall’esame del verbale della n. 3 – oltre alla mancata apposizione della firma del Presidente alla pag. 47 (relativa alla chiusura delle operazioni dell’ufficio elettorale e di individuazione degli allegati e delle Buste da inviare all’Adunanza dei Presidenti unitamente al predetto verbale) ed alle diverse inspiegabili correzioni ex post del numero degli iscritti nelle liste della sezione, del numero delle schede autenticate e di quelle non autenticate (vedi pagg. 6 e 7) già di per sé indici sintomatici dell’inattendibilità delle risultanze del verbale, emerge una grave ed incomprensibile discordanza in ordine al numero delle schede autenticate e non utilizzate per la votazione.

 

Se inizialmente, infatti, risulta che le schede di votazione effettivamente consegnate sono 448, e che di queste si è proceduto all’autenticazione di n. 406 schede pari al numero degli elettori iscritti nelle liste della sezione e se ancora il numero totale dei votanti è stato pari a 332 (vedi paragrafo 24 – pag. 19 del verbale) con 74 elettori iscritti che non hanno votato appare assolutamente ed inspiegabilmente discordante rispetto al numero delle schede autenticate e non utilizzate per la votazione pari a n. 42 così come indicato al paragrafo 25 del Verbale (vedi pag. 20). A ciò si aggiunga l’ulteriore grave omissione in cui è incorso l’ufficio elettorale della Sez. 3 relativa al mancato riscontro e verbalizzazione – in aperta violazione dell’obbligo espressamente previsto all’art. 36 cit. – sia delle operazioni di inserimento delle schede autenticate e non utilizzate nella BUSTA n. 3-CS contenente anche quelle non autenticate “rimaste nel pacco consegnato al Presidente” sia del numero totale delle schede consegnate (autenticate e non) non utilizzate per la votazione presenti nella suddetta BUSTA n. 3-CS (vedi paragrafo 25 – pag. 20 del verbale). A tutto ciò si aggiunge l’ulteriore grave anomalia rappresentata dalla inspiegabile divergenza ed inconciliabilità tra il numero complessivo dei voti validi per le liste pari a n. 320 così come indicato al par. 38 ed al par. 39 del Verbale della sez. 3 (pagg. 37, 38, e 39), il numero dei voti validi per i candidati a sindaco con valida espressione di voto anche per le liste pari a 324 così come indicato nel predetto verbale al paragrafo 37, Tabella a) ed il numero di voti “espressi solo in favore del sindaco” pari a 37 così come indicato nella predetta Tabella a). Si tratta all’evidenza di dati palesemente contrastanti ed inattendibili tenuto conto che ai sensi dell’art. 2 della L.r. n. 35 del 1997 e ss.mm.ii. ad ogni voto valido espresso a favore di una delle liste non può non corrispondere un voto valido a favore di un candidato a Sindaco e che, pertanto, il numero di schede con espressione di voto solo a favore del Sindaco deve corrispondere alla differenza tra il numero totale dei voti validi per i Sindaci [n. 324] ed il numero totale di voti validi per le liste [n. 320] (dati entrambi riportati nel prospetto riepilogativo di pag. 39). D’altro canto, anche il dato riportato nel Verbale della Sez. 3 relativo al numero totale di voti validi con espressione di voto per le liste (indicato in 320) risulta palesemente contraddittorio ed incongruo avuto riguardo al numero totale delle schede scrutinate valide pari a 324 (332 – 3 bianche – 5 schede nulle) indicato al par. 39 (pag. 39) ed al numero totale delle schede recanti valida espressione di voto solo a favore dei Sindaci pari a 37 così come indicato alla Tabella a) del par. 37 (pag. 35). Stando così le cose non v’è chi non veda come il verbale della sez. 3 presenta indicazioni e risultanze assolutamente contradditorie ed inconciliabili con la conseguente ovvia inattendibilità dei risultati riportati nel suddetto verbale, incertezza questa certamente rilevante, nella specie, tenuto conto che lo scarto tra il Sindaco eletto sig. Emanuele Galati Sardo il candidato Antonio Paterniti Mastrazzo è di soli 26 voti e che nella Sez. n. 3 al primo sotto stati attributi 141 voti ed al secondo 111 con una differenza di 30 voti. Analoghe gravi anomalie inficiano le operazioni elettorali della n. 11. Invero avuto riguardo al verbale della suddetta Sezione risulta, per un verso, che delle 408 schede elettorali consegnate si è proceduto all’autenticazione di n. 359 schede pari al numero degli elettori iscritti nelle liste della sezione, e, per altro verso, che tutti gli elettori iscritti nelle liste della sezione hanno votato con un numero totale di votanti pari a 362 [359 (elettori iscritto nelle liste della sezione) + 3 (elettori ammessi a votare ai sensi dell’art. 28 del T.U. reg. n. 3/1960)] (vedi paragrafo 24 – pag. 19 del verbale). Rispetto alle suddette fidefacenti risultanze del verbale della Sez. n. 11 – appare inspiegabilmente discordante il numero delle schede autenticate e non utilizzate per la votazione pari a n. 59 indicato al paragrafo 25 del Verbale (vedi pag. 20) e conseguentemente anche il numero totale di schede (autenticate e non autenticate) non utilizzate ed inserite nella Busta n. 3-CS indicato in verbale come pari a 105. A ciò si aggiunga la grave ed abnorme discordanza riportata nel suddetto verbale della Sez. 11 relativa all’inspiegabile ed inammissibile divario tra il numero totale delle schede scrutinate pari a 303 ed il numero totale dei votanti della sezione pari a 362. (vedi paragrafo 39, pag. 39). Le suddette gravi anomalie afferenti l’inspiegabile divergenza tra il numero dei votanti e il numero totale delle schede scrutinate nonché la non corrispondenza tra le schede autenticate, quelle utilizzate per il voto e quelle non utilizzate inficia gravemente la validità delle operazioni elettorali svolte nelle Sezioni n. 3 ed 11 comporta inevitabilmente l’illegittimità degli atti successivi e del verbale di proclamazione degli eletti. Al riguardo è appena il caso di richiamare la consolidata giurisprudenza amministrativa secondo la quale “ai fini della legittimità delle operazioni elettorali vi deve essere un’esatta simmetria tra il numero dei votanti e le schede scrutinate, nonché tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede autenticate ed utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate” (Cfr. TAR L’Aquila, sentenza 21 dicembre 2017, n. 574; TAR L’Aquila, 6 luglio 2017, n.287; T.A.R. Salerno sez. I, 31.01.2011, n.143; T.A.R. Abruzzo Pescara, sez. I, 31 luglio 2008 , n. 722). La stessa costante giurisprudenza amministrativa ha aggiunto che “la mancata corrispondenza tra il numero delle schede autenticate e non utilizzate ed il numero degli elettori che non hanno votato è di per sé sufficiente a provare l’illegittimità del procedimento elettorale, potendo le schede autenticate mancanti essere state utilizzate per effettuare delle sostituzioni e, comunque, prospettandosi il pericolo di un’alterazione dei risultati ai fini della legittimità delle operazioni elettorali, ciò che rileva è il rispetto delle formalità previste dalla legge per garantire la trasparenza del comportamento dei componenti del seggio elettorale e tra tali formalità rientra la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate e indicate nel verbale” (Cfr. Cons. stato, sez. V, 21 giugno 2007, n.3323; Cons. St., sez.V, 17 luglio 1991 n. 1042 ; T.A.R. Catanzaro sez. II, 28/11/2012, n. 1163; T.A.R. Salerno sez. I, 25/03/2010, n. 2324 T.A.R. Palermo sez. I, 16/05/1991, n. 359) ed ancora che nel caso di erronea menzione a verbale del numero delle schede autenticate e non utilizzate, risulta impedito, di fatto, il riscontro preventivo dell’effettivo numero delle schede utilizzate e quindi votate con conseguente incertezza in ordine alla regolarità delle operazioni di voto, le quali non possono dunque essere considerate valide. (Cfr. da TAR L’Aquila, sentenza 21 dicembre 2017, n. 574; T.A.R. Basilicata, 1 aprile 2000, n. 203; T.A.R. Calabria, Catanzaro, 24 novembre 1998 n. 1029; T.A.R. Friuli V.G., 16 dicembre 1988, n. 741). Da ultimo il giudice amministrativo ha ribadito ancora una volta che ai fini della regolarità delle operazioni elettorali della Sezione è necessaria l’esatta corrispondenza delle schede autenticate alla somma delle schede adoperate effettivamente dagli elettori e di quelle non utilizzate e indicate nel verbale, e che in mancanza di siffatta corrispondenza, le operazioni elettorali della Sezione deve ritenersi illegittime e, pertanto, vanno annullate e rinnovate laddove ricorra la fattispecie prevista dall’art. 77 del d.p.r. n. 570/1960 (in Sicilia art. 56 D.Lgs. P. Reg. 20.8.1960 n. 3 (Cfr., fra le ultime, TAR Latina, sez. I, 9.11.2018, n. 575). A sua volta l’Ecc.mo Consiglio di Stato ha recentemente statuito che le discordanze recate nel verbale di Sezione e relative al numero delle schede scrutinate, delle schede autenticate e non utilizzate e dei votanti comportano l’inattendibilità dei risultati elettorali della relativa Sezione trattandosi di discordanze “che offrono un quadro assolutamente opaco in ordine alle modalità nelle quali si è svolta la competizione elettorale.” (Cfr. Cons. Stato, Sez. III, 17.7.2018, n. 4335). Nel solco di siffatto consolidato orientamento giurisprudenziale anche l’Ecc.mo Consiglio di Giustizia Amministrativa ha avuto modo di statuire che “le formalità inerenti la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente consegnate alla sezione ed autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate, ma non utilizzate ed indicate nel verbale ai sensi dell’art. 53 cit. è preordinata a garantire la trasparenza del comportamento dei componenti del seggio elettorale. Se ne è, coerentemente, dedotto che la mera identità numerica tra schede votate e numero dei votanti non è, in sé considerata, prova della correttezza del procedimento elettorale, laddove sia rilevata la mancanza di schede autenticate e non votate, per la cui integrità la legge prescrive le particolari operazioni sopra richiamate, potendo tale anomalia essere di per sé causa di nullità per il pericolo di alterazione dei risultati elettorali ( CdS, n. 1042/1991), confermandosi la conseguente necessità di annullare le operazioni di voto, sia nelle ipotesi in cui non sia stato verbalizzato il numero delle schede autenticate ovvero di quelle autenticate ma non utilizzate, sia nelle ipotesi in cui il numero delle schede autenticate ma non utilizzate risulti in verbale inferiore ovvero superiore rispetto a quello degli elettori iscritti nelle liste della sezione che non hanno votato (Cons. Stato, sez. V, 21 giugno 2007, n. 3323), sia, infine, nelle ipotesi in cui (…)non sussista la necessaria corrispondenza tra il numero delle schede complessivamente autenticate e la somma delle schede utilizzate dagli elettori e di quelle autenticate ma non utilizzate “. (Cfr. CGA, sez. giur., 5.2.2014, n. 46). A detta dell’Ecc.mo CGA si tratta di vizi di carattere sostanziale ed invalidante in quanto danno comunque corpo a fondati sospetti in ordine alla attendibilità del risultato elettorale, sia alla luce di una non corretta utilizzazione di un cospicuo numero di schede elettorali (nella specie addirittura pari a 32 numero questo certamente determinante in quanto superiore allo scarto di voti tra il Sindaco eletto ed il secondo più votato), “sia anche alla luce del possibile meccanismo fraudolento della cd. “scheda ballerina” (consistente nel far uscire dal seggio una scheda vidimata e non votata, sulla quale viene poi scritto il nome del candidato e consegnata all’elettore che, entrando nel seggio, ritira la scheda bianca assegnatagli, depositando nell’urna non già quest’ultima ma quella consegnatagli all’esterno del seggio); di tal chè appare opportuno disporre il rinnovo delle votazioni nei seggi de quibus” (Cfr. CGA, sez. giur., 5.2.2014, n. 46). A fronte delle suddette univoche coordinate giurisprudenziali non v’è chi non veda come le sopra censurate gravi anomalie risultanti dai verbali delle Sezioni nn. 3 e 11 inficiano insanabilmente l’attendibilità dei risultati ivi riportarti e, più in generale, la legittimità delle relative operazioni elettorali che vanno pertanto annullate con conseguente rinnovazione di dette operazioni limitate alle suddette sezioni ex art. 56 D.Lgs. P. Reg. 20.8.1960 n. 3 ovvero, in subordine, con l’integrale ripetizione di tutte le operazioni elettorali relative all’elezione tanto del Sindaco che del Consiglio comunale.

  1. M.

Si chiede che l’On.le Tribunale adito, previ i necessari adempimenti del Presidente per la fissazione dell’udienza, voglia accogliere il presente ricorso con l’annullamento dei provvedimenti e delle operazioni elettorali impugnate ivi compresa la proclamazione degli eletti e di ogni altro atto presupposto, connesso e/o comunque conseguenziale. Con ogni altra statuizione conseguenziale anche in ordine alla rinnovazione delle operazioni elettorali ed alle spese di giudizio e compensi di difesa.

Si dichiara che la presente controversia, ai sensi dell’art. 3, legge 23 dicembre 1966, n. 1147, è esente dal versamento del contributo unificato e dalle spese di cancelleria perché trattasi di materia elettorale.

Messina-Catania, 30 maggio 2019. (Prof. Avv. Mario Caldarera)

         Giuseppe Lazzaro

Edited by, giovedì 31 ottobre 2019, ore 11,43.

 

 

 

 

 

 

 

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