Tortorici: Tentata estorsione con metodo mafioso. In appello assolto Antonino Bontempo Scavo, pena ridotta per il figlio

La Corte d’Appello di Messina ha riformato la sentenza di primo grado che aveva condannato ANTONINO BONTEMPO SCAVO ed il figlio SEBASTIANO (foto in alto), entrambi di Tortorici, difesi dall’avvocato ALESSANDRO PRUITI CIARELLO, arrestati per estorsione aggravata dal metodo mafioso, in danno dei fratelli imprenditori di Castell’Umberto GIUSEPPE SALVATORE e ANDREA RUBINO e condannati in primo grado. In appello assolto Antonino e condanna ridotta per il figlio. Solo la Gazzetta del Sud riporta questa notizia nel pezzo a firma del responsabile di questo sito…

Di Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

La Corte d’Appello di Messina (presidente Alfredo Sicuro, componenti Maria Eugenia Grimaldi e Maria Teresa Arena) ha riformato la sentenza di primo grado che aveva condannato Antonino Bontempo Scavo ed il figlio Sebastiano, rispettivamente di 54 e 27 anni, entrambi di Tortorici. In primo grado, il 13 novembre dello scorso anno, il collegio giudicante del tribunale di Patti (presidente Ugo Scavuzzo, a latere Eleonora Vona e Rita Sergi) aveva condannato Antonino Bontempo Scavo alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa ed il figlio Sebastiano a 3 anni e 900 euro di multa (nella requisitoria il pm della Dda di Messina, Fabrizio Monaco, aveva chiesto 7 anni per il padre e 6 per il figlio). In appello, adesso, Antonino Bontempo Scavo è stato assolto per non avere commesso il fatto mentre al figlio la condanna è stata ridotta a 2 anni, riconosciuto il recesso attivo. I due congiunti sono stati difesi dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello (foto sotto).

La vicenda- Padre e figlio, allevatori, erano stati arrestati ad Augusta, dove si trovavano in quel periodo, dai carabinieri il 18 settembre 2017 raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Messina su richiesta della Dda che aveva coordinato le indagini. L’accusa contestata era quella di tentata estorsione in concorso con l’aggravante del metodo mafioso (da qui la competenza dalla Procura di Patti alla Dda di Messina). Nel mirino erano finiti due imprenditori operanti nel settore dell’agricoltura biologica e dei mangimi di Castell’Umberto, i fratelli Giuseppe Salvatore e Andrea Rubino, che avevano aperto un punto vendita anche a Mirto. Secondo l’accusa i due Bontempo Scavo dapprima avrebbero chiesto un lavoro, poi avrebbero iniziato a portare via la merce senza pagare e, infine, avrebbero chiesto un’ingente somma di denaro. I carabinieri, attraverso una meticolosa raccolta di informazioni, supportata da un’intensa attività tecnica di intercettazione, erano riusciti a risalire all’identità dei due presunti estorsori avviando le indagini nell’inverno del 2016. Diverse volte padre e figlio avrebbero minacciato e posto in essere atti intimidatori nei confronti dei due fratelli di Castell’Umberto. A Mirto, in particolare, in epoca antecedente e prossima all’8 febbraio 2016, Antonino Bontempo Scavo si sarebbe presentato nel negozio cercando di imporre l’assunzione del figlio Sebastiano in una delle loro imprese e in cambio gli imprenditori sarebbero stati lasciati in pace. A distanza di qualche tempo il giovane Sebastiano sarebbe tornato nel locale, esigendo dai commercianti un cospicuo “regalo”. Intanto, però, secondo l’accusa, i due allevatori oricensi, in due diverse occasioni, avevano prelevato della merce dall’attività commerciale ma senza pagare il corrispettivo. Antonino Bontempo Scavo è un nome noto alle forze dell’ordine con la condanna riportata nell’ambito del processo scaturito dall’operazione “Mare Nostrum” scattata il 6 giugno 1994. L’uomo era stato condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina a 13 anni e 6 mesi di reclusione per associazione mafiosa quale componente della cosca tortoriciana dei Bontempo Scavo. La mattina del 13 settembre 1990, all’ingresso di Rocca di Caprileone, provenendo dal territorio di Mirto, Antonino Bontempo Scavo fu vittima di un agguato, rimanendo gravemente ferito mentre perse la vita l’allevatore Armando Craxi, che viaggiava sulla stessa auto.

Edited by, sabato 15 giugno 2019, ore 11,22.

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