Tusa: Gestione dei rifiuti, bufera al comune. Cinque indagati tra cui il sindaco Tudisca

 

Da “Fiumara d’Arte” alla “Bandiera Blu” conseguita per due anni di seguito. Tusa rischia di perdere la fama acquista in questi anni a seguito di una inchiesta della Procura di Patti (pm ALESSANDRO LIA) che adesso è arrivata alla conclusione delle indagini preliminari. Per la gestione del servizio dei rifiuti sono indagate cinque persone: il sindaco, avvocato ANGELO TUDISCA, la responsabile dell’Area Tecnica del comune GIUSEPPA LEVANTO, un ex consigliere comunale e i due titolari dell’impresa, la “Barbera Servizi e Logistica”, che aveva in appalto il servizio. Gli avvisi sono stati notificati dai carabinieri della Compagnia di Mistretta che hanno apposto i sigilli ad alcuni siti (foto in alto)…

I carabinieri della Compagnia di Mistretta, su disposizione del titolare delle indagini, il sostituto procuratore di Patti Alessandro Lia, hanno notificato cinque avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dell’avvocato Angelo Tudisca, sindaco di Tusa; Giuseppa Levanto, responsabile Area Tecnica del comune di Tusa; di un ex consigliere comunale di Tusa appartenente al gruppo di maggioranza e dei due titolari e gestori, di fatto, dell’impresa “Barbera Servizi e Logistica s.r.l.s.” che, fino allo scorso mese di marzo, ha avuto in gestione l’appalto per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti solidi urbani dei comuni di Tusa e Motta d’Affermo.

Foto in alto: il sindaco di Tusa Angelo Tudisca

Le accuse nei confronti degli indagati sono abuso d’ufficio, turbata libertà della scelta del contraente, interruzione di pubblico servizio, per una serie di reati ambientali ed urbanistici. Nello scorso mese di aprile i carabinieri della Compagnia di Mistretta, nell’ambito di un’attività investigativa atta alla prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale, fecero irruzione nei locali della ditta “Barbera Servizi e Logistica” che, dal gennaio 2014, gestiva il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani per conto del comune di Tusa. Al termine, a carico dei titolari dell’impresa, furono mossi numerosi reati ambientali, tra i quali lo svolgimento di un’attività di gestione rifiuti speciali non autorizzata. All’interno dell’area in cui è ubicata l’impresa, adiacente al greto del torrente Tusa, fu individuata una discarica abusiva di rifiuti ingombranti, anche pericolosi, senza la prevista autorizzazione. Quindi fu scoperta una vasca interrata, realizzata abusivamente, contenente il percolato prodotto dai rifiuti urbani che, collegata attraverso una tubatura sotterranea, sversava, da circa tre anni e mezzo, tali liquidi direttamente nel torrente e poi finiva in mare. Buona parte della zona fu posta sotto sequestro dagli inquirenti. Il luogo in questione deve la sua fama alla presenza della fondazione “Fiumara d’Arte” con il patron Antonio Presti che sul torrente stesso ha scelto di collocare le sue prime opere e da cui deriva il nome stesso e la località è inoltre rinomata perché ha ottenuto l’ambito riconoscimento internazionale di “Bandiera Blu” recentemente. Oltre alla sussistenza dei reati ambientali furono accertate numerose violazioni urbanistiche, dato che la stessa impresa non chiese nessuna autorizzazione né al comune per la costruzione di alcuni fabbricati e manufatti, né alla Sovrintendenza dei beni culturali, trattandosi di zona soggetta a vincolo paesaggistico. Al vaglio dei magistrati anche le modalità di affidamento del servizio da parte del comune di Tusa che, dai primi accertamenti, risulterebbe affidato con molteplici ordinanze contingibili e urgenti alla ditta “Barbera Servizi e Logistica”, nonostante la mancanza dei requisiti.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 21 novembre 2017, ore 12,06. 

 

 

 

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