Ucria: Duplice omicidio di Ferragosto, in 4 a giudizio. Il 21 ottobre via al processo

Inizierà il 21 ottobre, in Corte d’Assise a Messina, il processo per il duplice omicidio della sera di Ferragosto dello scorso anno avvenuto a Ucria. Sono quattro i rinviati a giudizio a conclusione dell’udienza preliminare: il macellaio di Paternò SALVATORE RUSSO (foto in alto) e tre componenti della famiglia dei CONTIGUGLIA che contarono le due vittime…

Il Gup del tribunale di Patti Andrea Apollonio, a conclusione dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio quattro persone in relazione al duplice omicidio della sera dello scorso Ferragosto avvenuto a Ucria. A processo vanno Salvatore Russo, il macellaio di 30 anni di Paternò, con negozio a Belpasso, accusato di duplice omicidio, tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco nonchè alcuni familiari delle due vittime. Si tratta di Giovanni Santino Contiguglia, Vittorio Contiguglia e Salvatore Contiguglia, tutti di Ucria, accusati di violenza privata in con corso. Il Russo si trova ristretto in carcere dalla notte della tragedia mentre i Contiguglia sono tutti a piede libero. Il processo inizierà, davanti alla Corte d’Assise di Messina, il 21 ottobre.

Secondo l’accusa originaria Salvatore Russo sparò per legittima difesa con una pistola calibro 7,65 che aveva “strappato” – come lo stesso disse agli inquirenti a supporto della linea difensiva – ai Contiguglia che lo affrontarono in gruppo per la presunta occupazione abusiva di un parcheggio per invalidi della loro famiglia nel centro di Ucria. Fu inoltre indagato inizialmente, per concorso negli stessi reati, anche il cognato di Russo, il 38enne Daniele Balsamo, di Paternò, che si trovava con lui quella sera e, essendo il proprietario dell’abitazione di vacanza che aveva acquistato ad Ucria, vero bersaglio della spedizione punitiva organizzata dai Contiguglia. Ma, ecco il clamoroso risvolto emerso nella conclusione delle indagini e confermato all’udienza preliminare. Infatti i carabinieri del Nucleo Operativo di Patti, al comando del tenente Rocco Romeo e con la coordinazione del Procuratore di Patti Angelo Cavallo, sostituto procuratore Andrea Apollonio e del comandante della Compagnia, capitano Marcello Pezzi, hanno appurato che il Russo avrebbe acquistato la pistola nel 2017 da un rumeno. Avrebbe poi nascosto l’arma, caricata con otto proiettili, all’interno di una botola situata nel giardino dell’abitazione di Paternò. Tra il 14 e il 15 agosto 2019 l’uomo – in quei giorni in vacanza a Ucria con la famiglia – sarebbe ritornato a Paternò per prelevare l’arma e portarla con sè, nascondendola all’interno dell’abitazione che aveva preso in affitto per trascorrere le vacanze estive ad Ucria accanto a quella di proprietà del cognato. Quindi, secondo il Procuratore Cavallo e il sostituto Apollonio, sarebbe stato lo stesso Russo ad estrarre la pistola dalla tasca dei pantaloni e a sparare contro i Contiguglia e, pertanto, cade la tesi iniziale secondo la quale il macellaio etneo aveva strappato di mano la pistola ad una delle vittime che gliela aveva puntata contro in quella drammatica sera.

   

Le due vittime, da sx: Antonino e il nipote Fabrizio Contiguglia

Le investigazioni iniziali avevano permesso di ricostruire che Salvatore Russo avesse avuto una lite con un familiare dei Contiguglia per il temporaneo uso di un parcheggio nel centro storico del piccolo paese nebroideo. La sera del 15 agosto 2019, intorno alle ore 21, Antonino Contiguglia, detto Nuccio, pregiudicato per reati di criminalità organizzata e già condannato nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”, avrebbe capeggiato una vera e propria spedizione punitiva con la quale si sarebbe dovuta vendicare l’offesa subita dal loro parente e, spalleggiato dai nipoti, raggiunse l’abitazione di Russo. L’alterco sorto tra Russo ed i Contiguglia degenerò in una colluttazione nel corso della quale qualcuno estrasse una pistola calibro 7,65 con la quale Russo esplose i colpi che ferirono mortalmente lo stesso Antonino Contiguglia, centrato a bruciapelo alla tempia destra da una distanza di 70 centimetri ed il nipote Fabrizio Contiguglia, 27 anni, residente in Toscana, colpito alla regione zigomatica destra con ritenzione del proiettile nella scatola cranica da circa 1 metro e mezzo e a Ucria in quei giorni per le ferie estive. Inoltre Russo ferì un altro dei Contiguglia, Salvatore (adesso imputato), che riuscì a scampare alla morte venendo raggiunto da tre proiettili, alla mano sinistra e alla regione sotto clavicolare destra che non gli impedirono di doversi sottoporre ad altrettanti interventi chirurgici al Papardo di Messina.

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, martedì 14 luglio 2020, ore 12,11.   

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