Mafia Nebrodi: Confiscati beni per 200 milioni di euro all’imprenditore di Capizzi Mario Giuseppe Scinardo

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Come riportato ieri con una Ansa, la Corte di Cassazione ha confermato la confisca dei beni, eseguita dalla Dia di Catania e di Messina, per circa 200 milioni di euro di valore (foto al centro ed in seconda foto alcuni degli immobili confiscati), riconducibili all’imprenditore di Capizzi MARIO GIUSEPPE SCINARDO (foto in alto), ritenuto organico a Cosa nostra e a SEBASTIANO RAMPULLA, di Mistretta, deceduto quattro anni fa. Ecco i particolari ed i retroscena attraverso l’articolo pubblicato su Gazzetta del Sud, nelle pagine di cronaca regionale, a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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Op. “Gotha 4″: Le nuove leve della criminalità barcellonese. Chiesti 33 rinvii a giudizio dalla Dda (pm Verzera, Di Giorgio, Cavallo)

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Sono 33 le richieste di rinvio a giudizio in merito all’operazione “GOTHA 4” (foto in alto il cartellone), scattata il 10 luglio dello scorso anno e che portò alla luce una serie di estorsioni, rapine ed attentati, messi in atto dalle nuove leve della criminalità organizzata barcellonese. Le hanno presentate all’ufficio Gip i sostituti procuratori della Dda di Messina GIUSEPPE VERZERA, VITO DI GIORGIO e ANGELO CAVALLO, titolari del fascicolo. L’operazione fa riferimento ai nuovi capi e affiliati dei clan del barcellonese dopo le tre precedenti “Gotha” e si è avvalsa delle dichiarazioni dei nuovi collaboratori di giustizia SALVATORE CAMPISI e SALVATORE ARTINO…

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S.Agata M.: Op. “Camelot”. Revocato il divieto di dimora all’architetto Carmelo Gambadauro. Già libero l’ing. Silla, in Cassazione per l’ingegnere Contiguglia

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Ancora novità nell’ambito dell’operazione “Camelot” che, il 15 febbraio scorso, ha azzerato l’Ufficio Tecnico del Comune di S.Agata Militello. Dopo la remissione in libertà (si trovava agli arresti domiciliari) dell’ingegnere CALOGERO SILLA (foto in basso), è stato revocato il divieto di dimora a S.Agata al quale era stato sottoposto l’architetto CARMELO GAMBADAURO (foto in alto). Il personaggio principale dell’indagine, l’ingegnere GIUSEPPE CONTIGUGLIA, è sempre ai domiciliari ed i legali hanno presentato ricorso in Cassazione…

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Op. “Last Orange”: Traffico illecito di rifiuti nel barcellonese, otto persone raggiunte da provvedimenti (tre arrestati). Ai domiciliari anche un imprenditore di Militello Rosmarino

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I carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, insieme a quelli del NOE di Catania, hanno eseguito otto misure cautelari in diversi comuni della Sicilia e a Napoli nei confronti di altrettante persone accusate di traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’operazione, coordinata dalla Dda di Messina, denominata “LAST ORANGE”. Tre di loro sono agli arresti domiciliari, quattro hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, uno ha l’obbligo di dimora. E’ stato anche disposto il sequestro preventivo di una ditta che produce succhi di frutta e di diversi autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti. Secondo quanto emerso dall’inchiesta gli indagati avrebbero ceduto, smaltito e gestito abusivamente ingenti quantità di rifiuti speciali costituiti dalla trasformazione industriale degli agrumi, guadagnando circa due milioni di euro. Nella foto gli indagati raggiunti dai provvedimenti (risoluzione del nostro esperto tecnico Simone Scaffidi), dall’alto da sx: FORTUNATO ARCORACI; NUNZIO CALABRO’; SEBASTIANO CONTI MICA (di Militello Rosmarino); SALVATORE CRINO’; GIOVANNI FLORAMO; ANTONINO MAZZEO; MARIO PANTE’; GIUSEPPE TRIOLO…

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Patti: Op. “Fake”. Avviata l’udienza preliminare, con 101 indagati, per i presunti brogli alle elezioni del 2011. Chiesto il rinvio a giudizio, nell’elenco anche il deputato del Pd Maria Tindara Gullo

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Il “dominus” era l’allora vice sindaco uscente FRANCESCO “CISCO” GULLO, colui che decideva le mosse politiche a Patti, che aveva piazzato il nipote, avvocato LUIGI GULLO come consigliere provinciale e poi, l’anno dopo, la figlia MARIA TINDARA (foto in basso), alla Camera come deputato del Pd. Il tema conduttore dell’operazione “FAKE” fa riferimento a colui che comandava prima di finire travolto dal blitz della polizia che, il 7 marzo 2013 (foto in alto il cartellone), ha impresso un significativo risvolto a quanto sarebbe avvenuto a Patti in occasione delle elezioni amministrative di fine maggio 2011. Adesso quelle vicende e tutto il corollario di accuse (per alcuni è contestata anche l’associazione a delinquere) fanno parte dell’udienza preliminare che è in corso di svolgimento davanti al Gup di Patti MARIA PINA SCOLARO. Sono 101 gli indagati, si proseguirà il 30 aprile…

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Op. “Coccodrillo”: Traffico di droga nello stefanese. Chieste 6 condanne, per 70 anni di carcere, al processo ordinario. Si riprende il 16 maggio

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Il pm GIUSEPPE VERZERA, applicato dalla Dda, davanti al tribunale di Patti, ha chiesto la condanna dei sei imputati, giudicati con il rito abbreviato, coinvolti, per un totale di 46 persone, nell’ambito dell’operazione “COCCODRILLO”, scattata il 25 maggio 2012 quando i carabinieri sgominarono due organizzazioni che avevano impiantato un vasto traffico di droga che, proveniente dalla locride, veniva spacciata in provincia di Messina e, in particolare, a S.Stefano di Camastra e hinterland, con l’apporto di presunti pusher della zona. In precedenza, con il rito abbreviato, sono state inflitte 31 condanne per 227 anni di carcere, prima ancora si erano registrati cinque patteggiamenti. Nella foto in alto (risoluzione di Giulio Schiavo) i sei imputati con l’ordinario per i quali il pm ha chiesto la condanna (indicata tra parentesi): BENEDETTO CASSARA’ (14 anni); SALVATORE TORCIVIA (9 anni e 3 mesi); LUIGI MAMMANA (9 anni); IGNAZIO VOLO (12 anni); ANGELO DI FAZIO (13 anni); LUANA RITA NICOSIA (13 anni e 6 mesi). Dal 16 maggio la parola passerà alla difesa prima della sentenza…

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Messina: Lo scandalo dei “Corsi d’oro” parte II. Svolti gli interrogatori dei 4 arrestati, due tacciono. Richiesta arresto in carcere per l’on. Genovese: da oggi alla Camera

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La lunga giornata degli interrogatori di garanzia davanti al Gip di Messina GIOVANNI DE MARCO per l’inchiesta sulla formazione è iniziata ieri mattina ed è finita nel pomeriggio. Dei quattro arrestati e posti ai domiciliari hanno taciuto e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ROBERTO GIUNTA e DOMENICO FAZIO, due “fedelissimi” dell’on. FRANCANTONIO GENOVESE (foto in alto) mentre si sono difesi ed hanno a lungo risposto l’ex sindaco di San Piero Patti SALVATORE LA MACCHIA (foto in basso) ed il commercialista STEFANO GALLETTI. Intanto l’on. GENOVESE è a Roma, in attesa che oggi si riunisca la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati: in ballo la decisione se dare il sì all’arresto in carcere richiesto dalla Procura e dal Gip. Ecco un ampio servizio sugli interrogatori di ieri, quindi la ricostruzione della vicenda…

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Op. “Vivaio”: Sentenza d’appello. Confermato l’ergastolo per l’omicidio-Rottino. Decise 13 condanne e 3 assoluzioni

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La conferma di un ergastolo, 13 condanne, 3 assoluzioni e 5 prescrizioni. Questa la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina nel processo di secondo grado relativo all’operazione “VIVAIO” (foto in alto il cartellone), scattata il 10 aprile 2008 con quindici persone arrestate dai carabinieri del Ros. Tra le condanne confermato l’ergastolo ad ALDO NICOLA MUNAFO’ (foto in basso a sx), accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio di ANTONINO “NINI’” ROTTINO, ucciso a Mazzarrà Sant’Andrea la notte del 22 agosto 2006. Seppur ridotte condanne pesanti per TINDARO CALABRESE, ritenuto il capo del clan dei “Mazzarroti” (16 anni) e per il prof. SEBASTIANO “NELLO” GIAMBO’ (foto in basso a dx), condannato a 8 anni, ex sindaco di Mazzarrà e già presidente della Tirreno Ambiente…

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Op. “Zefiro”: Rapporti con il clan dei “Mazzarroti”. Sequestrati i beni, per 5 milioni di euro, all’imprenditore di Furnari Santi Bonanno

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Nuovo sequestro di beni eseguito stavolta dai carabinieri del Ros su indagini svolte dalla Dda di Messina. Messi sotto chiave i beni, per un valore di 5 milioni di euro, dell’imprenditore di Furnari SANTI BONANNO (foto in alto), secondo l’accusa vicino ai clan del barcellonese e dei “Mazzarroti” in particolare. L’uomo si trova detenuto in carcere, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, dal febbraio 2013, essendo stato arrestato per l’operazione “ZEFIRO”. Nelle altre foto: alcuni dei beni posti sotto sequestro e per i quali sono stati coinvolti anche i familiari dell’imprenditore, la moglie MARIA INTAGLIATA ed i figli GIUSEPPE e FEDERICO…

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S.Agata Militello, op. “Camelot”: Un comitato d’affari per gli appalti pubblici al Comune. Emessi 8 provvedimenti cautelari, 3 arrestati (ingegneri Contiguglia e Silla, architetto Naso). Tra gli indagati il senatore Mancuso. Dettagli e retroscena dello “tsunami” all’Ufficio Tecnico

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Un vero e proprio “tsunami” ha investito stamane l’Ufficio Tecnico del Comune di S.Agata Militello, la cui denominazione esatta è Area Strategia e Sviluppo Territoriale. Messa a segno dalla Squadra Mobile è scattata l’operazione “CAMELOT”, coordinata dal Procuratore di Patti ROSA RAFFA che ha richiesto al Gip MARIA PINA SCOLARO l’emissione di otto provvedimenti cautelari. Nel dettaglio 3 arresti e 5 fra divieti, obblighi e presentazioni alla P.G. Indagate, in tutto, 19 persone (11 gli avvisi di garanzia emessi), fra le quali il senatore del Nuovo Centrodestra ed ex sindaco BRUNO MANCUSO. Le accuse contestate sono turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico con l’aggravante dell’associazione a delinquere. Nel corso della conferenza stampa, svoltasi in Questura, svelati i retroscena dell’indagine, il Procuratore RAFFA ha parlato di “un vero e proprio comitato d’affari esistente all’Ufficio Tecnico di S.Agata Militello”. Nel mirino alcuni lavori pubblici e le strategie per la creazione di “Nebrodi- Città Aperta”. Nelle foto (risoluzione di Giulio Schiavo): in alto le persone raggiunte dai provvedimenti (tra parentesi indicato il provvedimento per ognuno di loro): prima fila in alto da sx: GIUSEPPE CONTIGUGLIA (arresti domiciliari); FRANCESCO ARMELI (divieto di dimora); CARMELO GAMBADAURO (divieto di dimora); SEBASTIANO LIUZZO (divieto di dimora); in basso, da sx: MARIA GRAZIA MELI BERTOLONE (obbligo di presentazione alla P.G.); ANTONINO NASO (arresti domiciliari); CALOGERO SILLA (arresti domiciliari); FRANCESCO ANTONINO SPITALERI (divieto di dimora); al centro il senatore BRUNO MANCUSO; in basso la conferenza stampa di stamane, al centro il Procuratore ROSA RAFFA ed il Questore di Messina GIUSEPPE CUCCHIARA…

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