Tuodi

Capo d’Orlando: Dopo l’estradizione, l’ex deputato Massimo Romagnoli ristretto in un carcere di Manhattan. Per la difesa nominato l’avvocato Bruce J. Maffeo

l43-massimo-romangnoli-141218150406_medium

 

 

 

 

 

 

Si trova rinchiuso al Metropolitan Correction Center, carcere di Manhattan a New York, l’ex deputato nazionale ed ex presidente dell’Orlandina calcio MASSIMO ROMAGNOLI (foto in alto), estradato la settimana scorsa negli Usa dopo oltre due mesi di detenzione nel carcere di massima sicurezza di Podgorica (Montenegro) con l’accusa di traffico internazionale di armi. Ne dà notizia il senatore di Area Popolare ALDO DI BIAGIO, che segue il caso dal suo inizio. Per volere della famiglia, ROMAGNOLI è difeso dall’avvocato BRUCE J. MAFFEO. Avvisato l’Ambasciatore italiano negli Usa CLAUDIO BISOGNIERO…

Leggi tutto…

Sfaranda di Castell’Umberto: Fa il giro d’Europa la vicenda del bambino “comprato” per 30.000 euro dai coniugi-cugini Conti Nibali

23794_3_medium_thumb_medium400_212

 

 

 

 

 

 

Ha fatto il giro d’Europa la notizia della presunta “vendita” di un bambino di 8 anni rumeno ad una famiglia residente a Lugano ed originaria di Sfaranda, frazione di Castell’Umberto. I genitori “acquirenti”, CALOGERO CONTI NIBALI e LORELLA CONTI NIBALI (coniugi ma anche cugini lontani), sono rispettivamente in carcere e agli arresti domiciliari dopo l’operazione dei carabinieri della settimana scorsa sfociata in altri sei fermi, poi trasformati in arresti dai Gip di Messina MARIA MILITELLO e di Patti INES RIGOLI. Sabato sera, nella prima parte di “Che tempo che fa” su Rai Tre, ne ha parlato il conduttore FABIO FAZIO con ospite il giornalista e scrittore MASSIMO GRAMELLINI. Dopo una breve ricostruzione dei fatti (i particolari sono pubblicati in archivio, sempre sul link Cronaca), ecco come affronta la vicenda un quotidiano svizzero, Il Caffè, in un pezzo a firma di MAURO SPIGNESI (in alto la vignetta apposita pubblicata a inizio del pezzo)…

Leggi tutto…

Sfaranda di Castell’Umberto: La vicenda del bambino rumeno “venduto” per 30.000 euro. I giudici firmano 7 arresti in carcere e uno ai domiciliari. Il profilo dei Galati Rando, uno scampò ad un agguato

10991674_10206318539305083_6035022392630785679_o

 

 

 

 

Sette ordinanze di custodia cautelare in carcere ed una ai domiciliari. Questo, nel fine settimana trascorso, l’esito al termine degli interrogatori delle otto persone inizialmente sottoposte a fermo, dai carabinieri del Comando Provinciale e del Nucleo Investigativo di Messina, per la triste vicenda del bambino rumeno di 8 anni, che stava per essere “venduto”, per 30.000 euro, ad una coppia di coniugi, residente a Lugano ma originaria di Sfaranda, popolosa frazione di Castell’Umberto. Si è proceduto in separate sedi. Il Gip di Messina MARIA MILITELLO ha firmato quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per la mamma rumena che stava per cedere il figlioletto, l’altro figlio di 19 anni, il tortoriciano FRANCO GALATI RANDO ed il pugliese VITO COLIANNO, tutti fermati agli imbarcaderi del capoluogo dello Stretto. Il Gip di Patti INES RIGOLI ha firmato tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per ALDO GALATI RANDO, l’umbertino VINCENZO NIBALI ed il potenziale padre dell’adozione irregolare portata avanti. Arresti domiciliari, invece, per la moglie di quest’ultimo. Altre novità emerse nell’indagine ed un profilo di ALDO GALATI RANDO (in passato arrestato e condannato per l’operazione “3X”) e FRANCO GALATI RANDO che, nel 1988, scampò ad un agguato a Barcellona dove rimasero uccisi due giovani di Tortorici. Nella foto in alto (risoluzione di Simone Scaffidi), da sx: Franco Galati Rando; Vincenzo Nibali; Aldo Galati Rando; Vito Colianno. INTEGRIAMO NELL’ARTICOLO UNA NOTA DELL’AVVOCATO DECIMO LO PRESTI INVIATA IN DATA 3 MARZO 2015…

Leggi tutto…

Op. “Gotha 3″: I nomi eccellenti svelati dal pentito Carmelo D’Amico. Dopo il senatore Mimmo Nania, ecco il già deputato e assessore all’Ars Nino Beninati. Poi due omicidi, la Corda Fratres, altri fatti

amico-carmelo

 

 

 

 

 

662

 

 

 

 

 

 

 

Ancora nomi eccellenti rivelati dall’ex capo del braccio armato del clan dei “Barcellonesi” CARMELO D’AMICO (foto in alto) nel corso della nuova deposizione, in video conferenza, relativa al processo d’appello scaturito dall’operazione “Gotha 3”, scattata il 24 luglio 2012. Dopo quello dell’ex senatore MIMMO NANIA nella precedente udienza, il collaboratore ha fatto il nome dell’ex assessore e deputato regionale messinese NINO BENINATI (foto in basso), a proposito di presunti favori elettorali ricevuti attraverso GIOVANNI RAO, il capo del “locale” mafioso di Castroreale. E non solo: D’Amico ha parlato di due omicidi, l’associazione culturale Corda Fratres ed altri fatti. Si riprenderà il 29 marzo…

Leggi tutto…

Op. “Affari di famiglia”: Il traffico di droga controllato dal clan dei Batanesi. Via al primo processo con sette imputati, seguiranno l’abbreviato ed un altro ordinario

affari-di-famiglia-il-cartellone

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ incardinato in tre tronconi il procedimento relativo all’operazione “AFFARI DI FAMIGLIA” (in alto il cartellone), scattata il 6 giugno 2014 quando i carabinieri sgominarono un vasto traffico di droga che aveva come base Tortorici ed il clan dei Batanesi in particolare. In questa settimana è iniziato, davanti al Tribunale di Patti, il processo ordinario a carico di sette imputati, tutti di Tortorici ed uno di Rocca di Capri Leone; il 4 marzo si svolgerà il rito abbreviato a carico di altri originari indagati; l’1 giugno via ad un altro processo ordinario con altri imputati. Inizialmente furono emesse 22 misure cautelari. Ecco l’articolo in merito pubblicato oggi su Gazzetta del Sud a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

Leggi tutto…

Rocca di Capri Leone: L’omicidio di Andrea Bruno. Concluso il dibattimento, l’11 marzo inizia la discussione e ci sarà la sentenza per l’imputato Sebastian Oriti

rocca-omicidio-foto

 

 

 

 

 

 

 

Si avvia verso la conclusione, davanti alla Corte d’Assise di Messina, il processo per l’omicidio del meccanico di Rocca di Capri Leone ANDREA OBERDAN BRUNO (foto in alto a sx), ucciso a coltellate la mattina dell’11 febbraio 2013 sotto casa da SEBASTIAN ORITI (foto in alto a dx), da quel giorno ristretto in carcere con l’accusa di omicidio con l’aggravante della premeditazione. Nell’ultima udienza, svoltasi venerdì, la parola è passata, al termine delle escussioni testimoniali, proprio all’imputato che ha dichiarato che il coltello era in mano al Bruno al momento della colluttazione. Una versione che non ha convinto il pm ROSANNA CASABONA e le parti civili costituite: come già riportato, l’accusa sostiene un disegno criminis completamente diverso. L’ultimo atto è stato fissato per l’11 marzo prossimo: inizierà la discussione finale, la Corte potrebbe entrare in camera di consiglio nel pomeriggio ed emettere la sentenza. Ecco l’articolo in merito pubblicato, su Gazzetta del Sud di ieri, a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

Leggi tutto…

Capo d’Orlando: Tentata estorsione, con il metodo mafioso, ad un imprenditore. La denuncia paga, tre persone arrestate dalla polizia. La soddisfazione dell’Acio

10517952_10206273463098206_8926808109017197038_n

 

 

 

 

 

La polizia del Commissariato di Capo d’Orlando e la Squadra Mobile di Messina, su ordinanza firmata dal Gip di Messina SALVATORE MASTROENI e su richiesta del sostituto procuratore applicato alla Dda di Messina LILIANA TODARO, stamane hanno arrestato tre persone. Uno dei tre è di Capo d’Orlando, ARMANDO CALOGERO INCOGNITO, gli altri due sono di Messina, PAOLO DE DOMENICO e VITTORIO CONTIGUGLIA (quest’ultimo originario di Ucria). L’accusa è di tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, nei confronti di un imprenditore di Capo d’Orlando, impegnato nel campo alimentare che ha denunciato le richieste estorsive alla polizia collaborando e ricevendo gli elogi da parte dell’associazione antiracket Acio. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti in una conferenza stampa svoltasi alla Questura di Messina. Nelle foto (risoluzione di Simone Scaffidi) i tre arrestati, da sx: Armando Calogero Incognito, Paolo De Domenico e Vittorio Contiguglia…

Leggi tutto…

Brolo: Op. “Appalti fantasma”. Decorrenza dei termini, dopo sei mesi liberi i 6 indagati, 5 con il divieto di dimora, una con obbligo di pg, Rossella Arasi. Si prosegue verso la conclusione delle indagini e l’udienza preliminare

brolo-mutui-cartellone-blitz2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Gip di Patti INES RIGOLI ha applicato il divieto di dimora a Brolo a cinque dei sei indagati (uno era in carcere e cinque ai domiciliari) tornati liberi, per decorrenza dei termini, dalla mezzanotte nell’ambito dell’operazione “APPALTI FANTASMA” (in alto il cartellone del blitz). Chiaramente l’indagine, per questa tranche, inerente il blitz scattato il 18 agosto 2014, prosegue verso la conclusione della stessa e l’udienza preliminare. Il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è stato imposto per ROSSELLA ARASI. Ripercorriamo le tappe della vicenda con tutti i nomi degli indagati e delle società coinvolte e partendo dalla richiesta delle indagini di sei mesi chiesta, poco prima di Natale, dal pm inquirente e che prelude ad eclatanti novità nei prossimi mesi…

Leggi tutto…

Op. “Gotha/Pozzo 2″: Concorso in associazione mafiosa ed estorsione aggravata. Chiesti tredici anni di carcere per gli imprenditori Mario Aquilia e Francesco Scirocco. Si riprenderà il 13 marzo

gotha-aquilia_mario

 

 

 

 

 

 

gothascirocco_francesco

 

 

 

 

 

Il pm FABIO D’ANNA, applicato alla Dda di Messina, ha chiesto la condanna a 13 anni di carcere e 10.000 euro di multa, per gli imprenditori MARIO AQUILIA (foto in alto), di Barcellona e FRANCESCO SCIROCCO (foto in basso), di Gioiosa Marea, arrestati il 24 giugno 2011 nell’ambito dell’operazione “Gotha/Pozzo 2”. I due imprenditori sono accusati di concorso in associazione mafiosa ed estorsione aggravata con le modalità mafiose. Dopo gli interventi delle parti civili costituite, il processo riprenderà il 13 marzo e la parola passerà ai legali della difesa. Nel giugno 2014 a Francesco Scirocco è stata confermata la confisca dei beni per circa 30 milioni di euro…

Leggi tutto…

Messina: Op. “Corsi d’oro”. Dopo la decisione della Cassazione, la Guardia di Finanza esegue il provvedimento. L’on. Francantonio Genovese è tornato in carcere

francantonio_genovese-620x3501

 

 

 

 

 

 

 

resizer1

 

 

 

 

 

L’on. FRANCANTONIO GENOVESE (foto in alto), deputato nazionale del Partito Democratico, è tornato in carcere oggi pomeriggio (nella foto in basso, da www.gazzettadelsud.it, il momento in cui l’auto con a bordo il parlamentare sta per varcare il cancello di Gazzi). Ieri sera la II sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa del deputato avverso la decisione del Tribunale del Riesame di Messina che, nel mese di luglio 2014, aveva accolto un altro ricorso, quello presentato dal Procuratore aggiunto di Messina SEBASTIANO ARDITA che contestava la concessione dei domiciliari a Genovese dopo sei giorni di detenzione nel carcere di Messina Gazzi. L’on. Genovese è coinvolto nell’operazione “CORSI D’ORO” il cui secondo troncone lo ha già visto rinviato a giudizio per il processo che inizierà il prossimo 25 febbraio con imputati, in tutto, 23 persone e 8 società. Il provvedimento del ritorno in carcere è stato eseguito dalla Guardia di Finanza…

Leggi tutto…