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Op. “Vicolo cieco”: Scoperto un vasto traffico di droga tra Messina e provincia. 28 arrestati dalla Polizia di Stato, in manette anche un pusher di Patti

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E’ scattata all’alba l’operazione “VICOLO CIECO” con la quale la Polizia di Stato ha smantellato una nutrita organizzazione dedita al traffico e alle cessione di sostanze stupefacenti di ogni genere che, dopo il rifornimento dalla Calabria, arrivava nel quartiere di Mangialupi, a Messina e, da qui, veniva spacciata in città e provincia. Su ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip di Messina ANTONINO GENOVESE, su indagini coordinate dai sostituti procuratori della Dda GIUSEPPE VERZERA e CAMILLO FALVO (al suo ultimo lavoro nello Stretto, oggi è stato trasferito alla Dda di Catanzaro), sono state arrestate 28 persone, delle quali 23 in carcere e 5 ai domiciliari (foto in alto il cartellone del blitz). Tra i presunti pusher ammanettato anche SALVATORE DE LUCA, di Patti (foto in basso)…

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Op. “Gotha-Pozzo 2″: Sentenza di primo grado per l’ordinario. Inflitti 4 ergastoli, dieci altre condanne per 111 anni di carcere

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Quattro ergastoli, dieci altre condanne per complessivi 111 anni di carcere. Questa la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Messina a carico di tredici imputati, giudicati con il rito ordinario, relativa all’operazione “GOTHA-POZZO 2” (in alto il cartellone del blitz), scattata il 24 giugno 2011. Quattro ergastoli riguardano i cinque casi di sparizione e omicidi avvenuti dal 1993 al 1997, determinante la collaborazione dei pentiti CARMELO BISOGNANO, ALFIO GIUSEPPE CASTRO e SANTO GULLO (a loro volta condannati ma con la diminuente proveniente dalla collaborazione). Tra le pene inflitti, oltre ai quattro carcere a vita, 14 anni per il capo del clan dei “Mazzarroti” TINDARO CALABRESE e 16 anni per il barcellonese GIUSEPPE ISGRO’. Ecco il quadro della sentenza ed i fatti, quindi in coda la sentenza d’appello, emessa a ottobre per lo stesso blitz, riguardante gli imputati giudicati con il rito abbreviato…

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Capo d’Orlando: Traffico di armi, l’arresto dell’ex deputato Massimo Romagnoli con due rumeni. Incastrati dalla Dea, verrà chiesta l’estradizione negli Usa

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Terrorismo e cospirazione finalizzata all’uccisione di cittadini americani in Colombia. Questa la pesantissima accusa che il Procuratore del distretto di New York PREET BHARARA e il direttore della Dea (agenzia antidroga Usa) MICHELE LEONHART, contestano all’imprenditore ed ex deputato di Capo d’Orlando MASSIMO ROMAGNOLI (foto in alto), arrestato in Montenegro insieme a due rumeni, uno dei quali con importanti incarichi nel governo di Bucarest. Determinante, oltre alle indagini in corso da anni e ad una montagna di intercettazioni, l’operato di tre agenti della Dea che, infiltrandosi, da finti acquirenti dei colombiani, hanno incastrato i tre indagati. Romagnoli, come si legge nelle carte, è accusato di essere un trafficante di armi con base in Europa e, in questo caso, insieme ai due rumeni, avrebbe favorito le Farc colombiane. Sarà chiesta l’estradizione con i tre indagati che, in tal caso,  sarebbero detenuti negli Usa: secondo il Codice americano, per questo tipo di reati, le condanne vanno da un minimo di 15 anni all’ergastolo. In questo ampio servizio tutti i dettagli della vicenda ed il profilo di Massimo Romagnoli anche in ambito politico e sportivo a Capo d’Orlando. Nelle due altre foto, dalla TV nazionale della Romania, le armi sequestrate nel corso dell’operazione…

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Messina: Op. “Tris”. Falsi incidenti stradali, eseguiti 12 arresti e 8 obblighi di presentazione alla P.G. In tutto gli indagati sono 52

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52 indagati in tutto, dei quali 20 raggiunti da misure cautelari suddivisi in un soggetto in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 8 raggiunti da obbligo di presentazione alla P.G. e 32, quindi, a piede libero. Questi i numeri dell’operazione “TRIS” (foto in alto il quadro) scattata stamane a Messina ed eseguita, su ordinanza firmata dal Gip di Messina MARIA ARENA e indagini coordinate dal sostituto procuratore ANTONIO CARCHIETTI, in sinergia dai carabinieri della Compagnia di Messina Sud e dalla sezione infortunistica della Polizia municipale. L’accusa, per diversi soggetti è scattata anche l’associazione a delinquere, è quella di avere organizzato una serie di falsi incidenti stradali per incassare la liquidazione dell’assicurazione, in un caso riuscito…

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Op. “Terreni in comune”: Conclusi gli interrogatori. Parziali ammissioni del consigliere comunale di Tortorici Sebastiano Armeli, gli altri indagati respingono le accuse

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Si sono conclusi, davanti al gip del tribunale di Patti INES RIGOLI, gli interrogatori delle due persone arrestate e delle tre raggiunte da altre misure, nell’ambito dell’operazione “TERRENI IN COMUNE”, scattata lunedì scorso, fra Tortorici e Capo d’Orlando, nell’ambito di una inchiesta su presunte truffe ai danni dell’Agea. Il consigliere comunale di minoranza di Tortorici SEBASTIANO ARMELI (foto in alto), domiciliato a Capo d’Orlando, arrestato e posto ai domiciliari nella sua qualità di medico veterinario, avrebbe fatto delle parziali ammissioni sulle irregolarità contestate dall’accusa e scagionando, a quanto pare, gli altri indagati. Nell’elenco, oltre ai cinque raggiunti dalle misure restrittive (due arresti ai domiciliari, due obblighi di dimora ed uno di presentazione alla P.G.) anche trenta indagati con accuse a vario titolo. Ecco l’articolo pubblicato su Gazzetta del Sud di ieri, domenica 7, a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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Capo d’Orlando: Confiscata la villa di Francesco Cannizzo a Marcaudo. I familiari in un B&B, la moglie ed una figlia in sciopero della fame

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E’ rientrata ieri pomeriggio la protesta della famiglia CANNIZZO a seguito della confisca della loro villa in contrada Marcaudo a Capo d’Orlando che passa allo Stato che ha assegnato l’immobile al Comune paladino. Smontati e portati via mobili e suppellettili, MARIA ANTONIA CALIO’ e le figlie ELISA, PAMELA e ROBERTA, in attesa di un nuovo alloggio, a spese del Comune saranno ospitate in un bed&breakfast sulla via Trazzera Marina. Comunque la signora Caliò e la figlia Pamela hanno iniziato lo sciopero della fame, l’altra figlia Elisa ha sospeso delle cure mediche in corso. La confisca è stato l’ultimo atto di una vicenda partita nel 2006 con il sequestro dei beni al capo della famiglia, FRANCESCO CANNIZZO, condannato definitivamente all’ergastolo per associazione mafiosa e omicidio per l’operazione “Mare Nostrum” e a 16 anni e 8 mesi per la “Due Sicilie”. Ecco la ricostruzione della vicenda ed il profilo di Francesco Cannizzo (foto in basso). Nelle altre foto, dall’alto in basso: la villa confiscata con gli striscioni esposti ieri mattina dai familiari; davanti all’abitazione, durante lo smontaggio dei mobili, da sx: il dirigente del commissariato di polizia di Capo d’Orlando GIULIANO BRUNO, l’assistente sociale del Comune LUCIA BONTEMPO, la comandante della Polizia Municipale MARIA TERESA CASTANO, l’agente ausiliario LEONINO. Si intravede, sulla sx, uno dei due componenti dell’Agenzia dei Beni confiscati della criminalità organizzata presente sul posto…

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Mafia Nebrodi: Op. “Tunnel”, 4 persone arrestate dai carabinieri, devono scontare le relative condanne

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Sono tornate in carcere, per scontare le relative condanne, quattro persone rimaste coinvolte nell’operazione antimafia “TUNNEL”, scattata l’11 febbraio 2004 ed eseguita dai carabinieri delle Compagnie di S.Stefano di Camastra e Randazzo contro capi e gregari componenti delle cosche, collegate alla malavita organizzata di Catania, che operavano tra Cesarò e San Teodoro, per il versante nebroideo, Bronte e Maniace per quello etneo. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Randazzo hanno arrestato, in esecuzione di una ordinanza di carcerazione emessa dalla Corte d’Appello di Catania, CLAUDIO REALE, 39 anni, ANTONINO SCIACCA, 63 anni, SIGNORINO SCIACCA, 35 anni e ANTONINO TRISCARI, 36 anni, tutti di Bronte ed alcuni di loro con chiare origini nebroidee (foto in alto in ordine di citazione da sinistra). Ecco l’articolo in merito pubblicato su Gazzetta del Sud dell’edizione di domenica 23 novembre a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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Brolo: “Appalti fantasma”. Sequestro di atti e documenti a ditte, imprese ed un professionista, l’elenco dei nomi

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Otto ditte ed un professionista nel sequestro di atti e documenti a Brolo nell’ambito dell’operazione “Appalti fantasma”. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato ieri atti e documenti sia al Comune (foto in alto) che a titolari di ditte ed imprese nonché ad un professionista. La Procura ha già chiesto una proroga delle indagini di sei mesi, potrebbe scattare a inizio del 2015 una nuova operazione…

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Op. “Corsi d’Oro”: 23 rinviati a giudizio e 8 enti, processo al via il 25 febbraio 2015. I 5Stelle chiedono le dimissioni di Rinaldi da presidente dei questori dell’Ars

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23 rinviati a giudizio oltre a 8 società. Sabato scorso il Gup del tribunale di Messina MONICA MARINO ha così concluso l’udienza preliminare relativa all’operazione “CORSI D’ORO” decidendo il rinvio a giudizio, fra gli altri, dei deputati del Pd e cognati FRANCANTONIO GENOVESE (foto in alto) e FRANCO RINALDI (foto al centro), delle rispettive mogli, CHIARA ed ELENA SCHIRO’, della cognata GIOVANNA SCHIRO’ e, anche, dell’ex sindaco di San Piero Patti SALVATORE LA MACCHIA (foto in basso). Il processo inizierà il 25 febbraio 2015. Intanto i deputati regionali del Movimento 5Stelle chiedono le dimissioni dell’on. RINALDI da presidente del collegio dei questori dell’Ars…

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Brolo: Op. “Appalti fantasma”. Costantino Maniaci dagli arresti domiciliari all’obbligo di presentazione in caserma tre volte alla settimana. Immutati gli altri provvedimenti

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Torna in libertà ma avrà l’obbligo di presentazione dai carabinieri per tre volte alla settimana, COSTANTINO MANIACI (foto in alto), responsabile dell’Area Amministrativa del Comune di Brolo, coinvolto nell’operazione “Appalti fantasma” e che si trovava agli arresti domiciliari dal 18 agosto scorso, quando scattò il blitz eseguito dai carabinieri e dalla guardia di finanza. Il Gip di Patti, INES RIGOLI, ha accolto la richiesta avanzata dai legali di fiducia, avvocati MIMMO MAGISTRO e ALESSANDRO PRUITI CIARELLO. A distanza di due mesi e mezzo dal blitz, quella per Maniaci è l’unica novità visto che il ragioniere CARMELO ARASI è sempre ristretto in carcere e gli altri arrestati, l’ex sindaco SALVO MESSINA, le contrattiste comunali SANTINA CARANNA, ANTONELLA DA CAMPO, GIUSY DI LEO e ROSSELLA ARASI, figlia del suddetto ragioniere, sono sempre ai domiciliari…

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