Capo d’Orlando: Renato Lo Presti, 12 anni dopo. Un grande uomo, un valente legale, un trasparente politico di razza per un vuoto enorme

Come ad ogni 21 giugno Gl Press apre gli aggiornamenti ricordando la figura di RENATO LO PRESTI (nella foto), avvocato, attivo militante missino, poi consigliere comunale ed anche vice-sindaco di Capo d’Orlando, scomparso a causa di un arresto cardiaco improvviso nel tardo pomeriggio del 21 giugno 2000. Un ricordo indelebile ed un esempio inimitabile, di uomo e professionista, per una persona che manca a tutti e che ha lasciato un vuoto incolmabile a dodici anni dalla scomparsa. Uno dei migliori amministratori della storia di Capo d’Orlando ma sempre dimenticato dall’amministrazione, attuale e passata…
Era la prima serata del 21 giugno 2000 quando a Capo d’Orlando si spargeva la voce che l’ex vice-sindaco, avvocato RENATO MARIA LO PRESTI, era stato colpito da un infarto mentre si trovava alla guida del proprio fuoristrada lungo la strada statale 113 che collega Rocca di Caprileone al centro paladino. La disperata corsa dell’ambulanza all’ospedale “Barone Romeo” di Patti purtroppo risultò vana. Alle 20,30 circa il cuore del valoroso RENATO LO PRESTI si fermò per sempre e subito, al nosocomio pattese, i tanti amici arrivarono a flotte restando increduli per una notizia alla quale non si riesce a credere neanche oggi, a dodici anni di distanza. A noi non interessano tutte le storie sorte dopo questa vicenda, circa un mese dopo a seguito dell’operazione antidroga denominata “Doctor” e portata avanti dalla Squadra Mobile di Messina. RENATO LO PRESTI è stato un professionista qualificato, un politico integerrimo e trasparente, una persona magari un pò schiva ma corretta ed è così che intendiamo ricordarlo in questo dodicesimo anniversario dalla scomparsa.
LA CARRIERA
RENATO LO PRESTI nacque a San Piero Patti il 21 aprile 1959, nel centro di origine dei genitori. Il padre, dott. ANTONINO, è stato per tantissimi anni il migliore direttore didattico della scuola elementare del centro di Capo d’Orlando. Il giovane RENATO LO PRESTI seguì subito gli studi liceali brillantemente, insieme all’attività politica militando nel Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale. A 16 anni ricopriva già incarichi importanti in seno alla sezione orlandina del M.S.I., dedicata alla memoria del camerata PAOLO DI NELLA. Erano i tempi delle battaglie nelle strade, della tensione, degli scontri con l’estrema sinistra. Conseguita la maturità brillantemente al liceo scientifico, RENATO LO PRESTI si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina ma mantenendo costante il suo impegno politico. Anzi, a 20 anni entrò a fare parte della direzione provinciale del M.S.I. e venne eletto segretario della sezione “DI NELLA” di Capo d’Orlando. 20 anni, già. Era proprio il 1979 quando, in vista delle elezioni politiche di quel periodo, l’allora segretario nazionale del partito e deputato, on. GIORGIO ALMIRANTE, arrivò in piazza Matteotti a Capo d’Orlando per un comizio rimasto nella storia. RENATO LO PRESTI davanti al sommo ALMIRANTE sul palco guardava esterrefatto la folla che prese d’assalto la piazza centrale del paese con tutti gli iscritti missini a indossare la camicia nera con foulard rosa intorno al collo: altri tempi. Tutto ciò spronò RENATO LO PRESTI per intensificare la sua attività politica e nel 1985 arrivò il primo banco di prova con le elezioni amministrative. Nella lista del M.S.I. (al tempo si votava con il proporzionale e con i partiti), LO PRESTI raggiunse lo scranno a Palazzo Europa venendo eletto quale primo consigliere missino della storia. 134 furono i voti che arrisero al segretario sezionale del partito che avviò una durissima battaglia. Cinque anni di feroce lotta in aula contro il binomio che monopolizzava l’allora scenario politico orlandino e composto da DC e PSI: da un lato il sindaco NINO MESSINA, gli assessori CONO GERMANA’, GIOACCHINO GORGONE, LUCIANO MILIO, BASILIO LIPARI, i consiglieri FERNANDO BISCUSO, CONO GALIPO’, il futuro candidato a sindaco SALVATORE LIBRIZZI, dall’altro il solo RENATO LO PRESTI che rompeva le uova nel paniere ai “dominus” politici dell’epoca. Ma è anche giusto ricordare che il dibattito andò avanti con stile e correttezza anche fuori dall’aula consiliare e che tutti ammiravano il lavoro del giovane consigliere missino. E LO PRESTI riportò l’on. ALMIRANTE a Capo d’Orlando nel giugno 1986 (conferenza nella sala dell’allora hotel “Bristol”). Purtroppo la prima amarezza per RENATO LO PRESTI maturò nel 1990, alla scadenza del mandato. Alle amministrative del 6 e 7 maggio la lista del M.S.I. arrivò spaccata: da un lato la cordata di LO PRESTI (con i vari SALVATORE MANTINEO, ENZO IERULLI, ANTONELLO INGRILLI’, GIOVANNI IOPPOLO etc.), dall’altra quella opposta (con i vari WALTER MANGANO, PEPPINO MANCARI, PAOLINO e NINI’ SOTTILE etc.). La spaccatura, frutto di incomprensioni rimasti tali dal 1985 e mai risolti, portò al buon successo elettorale di LO PRESTI ma a cui le 132 preferenze ottenute non bastarono per confermarsi a Palazzo Europa. La fronda interna al partito aveva persino determinato che alcuni missini non avessero votato il loro partito che non raggiunse, così, il quorum necessario. L’amarezza per RENATO LO PRESTI fu immensa ma, contemporaneamente, arrivò la laurea in Giurisprudenza e l’abbandono dalle cariche politiche ricoperte. Da legale LO PRESTI ricevette il primo incarico di un certo peso nel 1993 dalla famiglia ALFANO quale parte civile per il futuro processo contro i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio del giornalista BEPPE ALFANO, ucciso a Barcellona l’8 gennaio 1993. Ma la svolta arrivò proprio in quel ‘93, verso la fine dell’anno. Il camerata di un tempo ENZO SINDONI, al tempo amministratore delegato dell’Upea e non ancora sindaco, era entrato nel vortice delle accuse del pentito di mafia di Tortorici, ORLANDO GALATI GIORDANO, che lo accusava di avere simulato le minacce di morte ricevute nel ‘90 e da SINDONI denunciate pubblicamente anche alla Rai e di avere ordito un piano per far uccidere il dott. LUCIANO MILIO, al tempo direttore dell’Apo, concorrente dell’Upea nella esportazione di agrumi. SINDONI venne denunciato prima di essere anche arrestato, la mattina del 16 febbraio 1994, insieme ai cognati catanesi e residenti a Capo d’Orlando SALVATORE FALANCA (scomparso quattro anni fa) e ALFIO LEONARDI con l’accusa di essere stato il primo mandante e gli altri due esecutori materiali di due delitti avvenuti in danno di proprietà di LUCIANO MILIO a Rocca di Caprileone e a San Salvatore di Fitalia l’anno prima. Una fase delicatissima per il giovane ENZO SINDONI che si rivolse, grazie all’amico comune ENRICO CATANIA (noto allenatore di calcio e impiegato comunale), proprio all’avvocato RENATO LO PRESTI il quale, con passione e dedizione, cominciò a smontare il sistema, lo stesso che ha visto imputati, davanti al tribunale di Catania, proprio ORLANDO GALATI GIORDANO, il giudice GIUSEPPE GAMBINO (allora Procuratore della Repubblica di Patti) e altri personaggi. Il binomio SINDONI-LO PRESTI cresceva nei consensi e fu in quel 1994 che SINDONI, sospinto da tanti amici, decise di candidarsi a sindaco per spazzare via il “vecchio” della Prima Repubblica. Accanto, il giovane imprenditore volle proprio RENATO LO PRESTI, nominato vice-sindaco e assessore ai Lavori pubblici e alla Protezione civile. Furono un trionfo quelle elezioni del 12 e 26 giugno 1994 con un’accoppiata, SINDONI-LO PRESTI, capace di trascinare la folla ma anche di dare risposte concrete alla città. La svolta della cosiddetta “rivoluzione gentile” portò ad alcune decisioni come quella che LO PRESTI si dotava di un “pool” di professionisti locali (come gli ingegneri ENZO ANDRONACO, SALVATORE BEFUMO, ALDO MINCIULLO, l’architetto NUNZIO INGENUO, il geometra ALDO MINCIULLO, solo omonimo del primo) inseriti nel settore dei lavori pubblici e dando il via libera al primo piano di protezione civile affidato all’allora responsabile dell’Ala-Soccorso e futuro consigliere comunale, geometra LUCA GIUFFRE’. Un lavoro efficiente quello di LO PRESTI che fece realizzare dall’ingegnere MAURIZIO DE SANCTIS, dell’Università di Padova, il progetto sul nuovo porto, contribuì all’arrivo di veri finanziamenti e che ha lasciato anche quelli futuri come quelli per la costruzione della chiesa di SANTA LUCIA nella omonima borgata ed inaugurata il 17 luglio 2005. Soprattutto, LO PRESTI apparve come un amministratore non solo capace e funzionale ma anche serio, scrupoloso e trasparente. Ma nel 1998, alla vigilia delle amministrative per fine legislatura, il giocattolo andò a rompersi. Il sindaco uscente e ricandidato ENZO SINDONI riconfermava nella sua squadra assessoriale l’ingegnere CONO MIRAGLIOTTA e ciò a LO PRESTI non andò giù. L’avvocato LO PRESTI si dimise da vice-sindaco un mese prima della scadenza del mandato ma contribuì ugualmente alla vittoria del SINDONI-bis con la composizione e la creazione di una lista chiamata “Movimento per Capo d’Orlando” che, malgrado lo scetticismo iniziale, fu la grande rivelazione di quella tornata elettorale conquistando 1.500 voti e ben 4 consiglieri comunali: BASILIO LIMA, LUCA GIUFFRE’, SALVATORE LETIZIA e MONICA REALE. Escluso da una candidatura che sembrava certa per le contemporanee elezioni provinciali nella lista di Forza Italia, LO PRESTI abbandonò tutte le possibilità di aderire ai partiti dedicandosi alla sua attività legale e a quella di coordinatore di quel “Movimento” che, nel gennaio 1999, andò all’opposizione e lasciando la maggioranza anche se ci fu il rientro, dopo la morte di LO PRESTI, di LETIZIA e REALE successivamente. Poi la scomparsa, improvvisa, nel 2000. RENATO LO PRESTI lo abbiamo sintetizzato in questo profilo che sembra lungo ma che, in verità, è molto poco rispetto a quello che lui ha fatto e ha lasciato. Gli amici del cuore sono gli unici, oltre ai familiari chiaramente, che lo ricordano annualmente. Si tratta di ALDO MINCIULLO (l’ingegnere), ANTONELLO INGRILLI’, ENRICO CATANIA, GIGI VASI, LUCA GIUFFRE’, GIOVANNI IOPPOLO, il militare della guardia di finanza che opera in Lombardia ENZO REALE, il ragioniere ALDO GIUFFRE’, il prof. PIPPO SALVO, camerata di vecchio stampo originario di Novara di Sicilia ma residente a Capo d’Orlando dove insegna ed il responsabile di questo sito GIUSEPPE LAZZARO. E il 13 agosto 2007 i compagni di liceo di RENATO si riunirono a Capo d’Orlando, a 30 anni di distanza dalla licenza di maturità acquisita, per una rimpatriata ma, prima, tutti quanti si recarono al cimitero di contrada San Martino per visitare la tomba del loro indimenticato compagno e amico. Ed è amaro constatare di come l’amministrazione comunale continua a dimenticare uno dei suoi migliori amministratori di sempre e senza avergli ancora intitolato qualcosa, in particolare il campo sportivo di contrada Pissi, inaugurato un anno fa, nell’ambito di una “cittadella dello sport” che RENATO LO PRESTI aveva voluto sin dal 1994. Sarebbe stato non giusto ma doveroso intitolare il “Pala Fantozzi” al compianto CICCINO MICALE ed il campo di Pissi a RENATO LO PRESTI. E concludiamo con le struggenti parole che i camerati di un tempo quali GIGI VASI, il brolese, dott. PIETRO MIRAGLIA ed altri, incisero sui manifestini a lutto il giorno dei funerali di RENATO LO PRESTI, il 23 giugno 2000, svoltisi in una chiesta di Cristo Re stracolma.
“CARO RENATO, SARAI SEMPRE PRESENTE IN TUTTI NOI PER LE TUE VIRTU’, L’ESEMPIO, L’IMPEGNO, LA COERENZA, IL CORAGGIO, L’ALTRUISMO, LO SPIRITO DI SACRIFICIO, LA CRISTIANA CAPACITA’ DI STARE ACCANTO A TUTTI ED IL CAMERATESCO STILE DI SAPERE SFIDARE I POTENTI”.
Giuseppe Lazzaro
Edited by, giovedì 21 giugno 2012, ore 9,48.












