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Capo d’Orlando: Gli auguri pasquali della classe II B dell’Istituto Comprensivo n. 2 “Giovanni Paolo II”

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Accogliendo una precisa richiesta degli stessi alunni pubblichiamo quanto da loro realizzato in occasione della Pasqua per fare gli auguri a corpo docente e genitori con i cartelli appositi (foto in alto e in basso) prima delle vacanze. Si tratta dei ragazzi (foto al centro) della classe II B dell’Istituto Comprensivo n. 2 “Giovanni Paolo II” di Capo d’Orlando…

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Torrenova: Grande partecipazione e tanta emozione per la Via Crucis vivente

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Grande partecipazione di gente e conseguenti emozioni ieri sera in piazza Autonomia a Torrenova per la rappresentazione della Via Crucis vivente (in alto tre scene nelle foto) organizzata dalla parrocchia di Maria SS. Addolorata, in collaborazione con il Comune, le associazioni e numerosi cittadini… 

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Capo d’Orlando: Estorsione aggravata dal metodo mafioso. In appello condanna a 4 anni e 3 mesi per Giuseppe Letizia e a 6 anni e 2 mesi per Salvatore Giglia

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Pene rideterminate rispetto al giudizio di primo grado ma teorema accusatorio pienamente confermato con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso. La Corte d’Appello di Messina ha condannato l’imprenditore di Capo d’Orlando GIUSEPPE LETIZIA (foto in alto), già titolare della “Saetta autoespurghi”, a 4 anni e 3 mesi di reclusione (rispetto ai 5 anni e 4 mesi subiti in primo grado) e a 6 anni e 2 mesi  (8 anni in primo grado) SALVATORE GIGLIA (foto in basso), ritenuto il referente, su Sinagra, del clan dei Bontempo Scavo, che sta scontando 16 anni e 6 mesi di carcere per la condanna riportata per l’operazione “Romanza-Icaro”. LETIZIA aveva già subito una condanna per violenza privata con l’aggravante mafiosa e gli furono sequestrati beni per quasi 2 milioni di euro. Vittima, nel procedimento, l’imprenditore orlandino SARINO GALIPO’, costituitosi parte civile. Ecco l’articolo pubblicato domenica 30 marzo su Gazzetta del Sud a firma del responsabile di questo sito…

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Op. “Vivaio”: Sentenza d’appello. Confermato l’ergastolo per l’omicidio-Rottino. Decise 13 condanne e 3 assoluzioni

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La conferma di un ergastolo, 13 condanne, 3 assoluzioni e 5 prescrizioni. Questa la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Messina nel processo di secondo grado relativo all’operazione “VIVAIO” (foto in alto il cartellone), scattata il 10 aprile 2008 con quindici persone arrestate dai carabinieri del Ros. Tra le condanne confermato l’ergastolo ad ALDO NICOLA MUNAFO’ (foto in basso a sx), accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio di ANTONINO “NINI’” ROTTINO, ucciso a Mazzarrà Sant’Andrea la notte del 22 agosto 2006. Seppur ridotte condanne pesanti per TINDARO CALABRESE, ritenuto il capo del clan dei “Mazzarroti” (16 anni) e per il prof. SEBASTIANO “NELLO” GIAMBO’ (foto in basso a dx), condannato a 8 anni, ex sindaco di Mazzarrà e già presidente della Tirreno Ambiente…

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Op. “Rinascita”: La ricostituzione del clan dei Bontempo Scavo. Sentenza della Cassazione: 5 condanne annullate con rinvio, 11 confermate

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Solamente la Gazzetta del Sud, in questo articolo pubblicato oggi sulle pagine di cronaca regionale a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro, tratta la vicenda relativa alla sentenza emessa dalla Cassazione che ha chiuso il procedimento scaturito dall’operazione “RINASCITA” (in alto il cartellone del blitz), scattata il 13 giugno 2008 ed eseguita dalla polizia del commissariato di Capo d’Orlando. Al tempo fu bloccata, con le indagini coordinate dalla Dda, la ricostituzione del clan dei BONTEMPO SCAVO sul territorio, in particolare sotto forma di estorsioni. La Suprema Corte ha reso definitive 11 condanne (per un paio di imputati bisognerà solo rideterminare la pena complessiva) mentre altre 5 sono state annullate con rinvio ad altra Corte d’Appello. In questo caso si tratta di MICHELE SIRAGUSANO, di S.Angelo di Brolo; RINA CALOGERA COSTANZO, di Tortorici; SALVATORE GIGLIA e GIUSEPPE SINAGRA, entrambi di Sinagra e ROSARIO BONTEMPO SCAVO, di Tortorici…

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Caronia: Confiscati i beni per 25 milioni di euro all’imprenditore Antonino Lamonica. Particolari e retroscena con le dichiarazioni del pentito Carmelo Bisognano

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Come già riportato ieri il tribunale di Messina ha confiscato i beni, per un valore di 25 milioni di euro, all’imprenditore di Caronia ANTONINO LAMONICA (foto in alto), sospettato di contiguità con la criminalità organizzata nell’ambito della sua attività lavorativa. In precedenza c’era stato il sequestro da parte della Dia (nelle altre due foto). Ecco i particolari ed i retroscena con le dichiarazioni del pentito CARMELO BISOGNANO, ex capo del clan dei “Mazzarroti”, che hanno disegnato il ruolo che avrebbe rivestito l’imprenditore caroniense per l’affidamento di pubblici appalti e quanto doveva dividere con i referenti di Cosa nostra sul territorio compreso tra Acquedolci, Caronia e S.Stefano di Camastra. Al LAMONICA, a luglio condannato a 3 anni e 6 mesi in appello per l’operazione “Barbarossa”, è stato anche applicato l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni. Ecco l’articolo in merito pubblicato, in questo 31 dicembre, sulle pagine di cronaca regionale di Gazzetta del Sud, a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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Op. “Luna”: Lo spaccio di droga a Sant’Angelo di Brolo. Inflitte 9 condanne, disposta una prescrizione

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Si è conclusa con nove condanne ed una prescrizione davanti al collegio giudicante del tribunale di Patti, l’ultima tranche del processo scaturito dall’operazione “LUNA”, eseguita dai carabinieri della compagnia di Patti e delle Stazioni territoriali competenti, all’alba del 18 luglio 2007. Il blitz portò alla scoperta di un vasto traffico di droga che, partendo dall’Olanda, finiva nell’hinterland nebroideo avendo la piazza dello spaccio di Sant’Angelo di Brolo quale principale punto di riferimento. Non solo: nell’ordinanza di custodia cautelare vennero accertati anche episodi di spaccio di banconote false, atti intimidatori e danneggiamenti ai danni di amministratori e consiglieri comunali al tempo in carica a Sant’Angelo. Ecco tutto il dettaglio della sentenza… 

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Op. “Gotha-Pozzo 2″: Sequestrati i beni (5 milioni di euro), preludio alla confisca, all’imprenditore di Gioiosa Marea Tindaro Marino, condannato a 8 anni per associazione mafiosa

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Sequestro dei beni (foto in basso d’archivio una fase), che preludono alla confisca, per un valore di 5 milioni di euro, di proprietà o riconducibili, all’imprenditore di Gioiosa Marea TINDARO MARINO (foto in alto), arrestato il 24 giugno 2011 nell’ambito dell’operazione “Gotha-Pozzo 2″ e condannato a 8 anni con l’accusa di associazione mafiosa ed i suoi legami con il clan dei “Mazzarroti”. Interessati al provvedimento, eseguito dai carabinieri del Ros, anche la moglie dell’imprenditore, VINCENZA CONTENTA MAGISTRO, la figlia ANNA MARINO e SALVATORE BUZZANCA, di Patti…

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La fine della latitanza dei fratelli Mignacca (2. servizio): L’arresto dei 7 favoreggiatori, 4 sono di Tortorici. Una lunga catena di omicidi, anche per questioni d’onore

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Una rete di insospettabili fiancheggiatori ha coperto, in questi anni, la latitanza dei fratelli VINCENZINO e CALOGERO MIGNACCA, terminata domenica in un casolare di Lentini. Ieri mattina i carabinieri del Ros hanno arrestato sei persone, quattro a Tortorici e tutti in una unica frazione, quella di Marù. Quasi tutti incensurati, arrestato anche un ex carabiniere ausiliario. Foto in alto, da sx, gli arrestati (risoluzione di Giulio Schiavo): CARMELO BONTEMPO VENTRE (di Randazzo); GIUSEPPE GALATI SANSONE (di Tortorici); OSCAR GALATI SANSONE (figlio di Giuseppe); SEBASTIANO GALATI SANSONE (fratello di Giuseppe e zio di Oscar); SALVATORE LA FORNARA (di Randazzo ma originario di Tortorici); SEBASTIANO TILENNI SCAGLIONE (di Tortorici, fidanzato con la figlia di CESARE BONTEMPO SCAVO, al carcere duro da 12 anni) e GIUSEPPE CANIGLIA (di Lentini, figlio del proprietario del casolare dove i Mignacca si rifiugiavano). In un altro servizio tutti gli omicidi per i quali i MIGNACCA sono rimasti coinvolti: da quelli di MAURIZIO IOPPOLO, GIUSEPPE GUIDARA, CALOGERO MANIACI BRASONE sino a VINCENZO BARTOLONE, ucciso per avere messo gli occhi addosso all’allora fidanzata e futura moglie di VINCENZINO MIGNACCA. Ecco i due articoli in merito pubblicati oggi su Gazzetta del Sud uno a firma e l’altro con sigla del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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La fine della latitanza dei fratelli Mignacca (1. servizio): Retroscena e particolari sul blitz di Lentini con l’arresto di Calogero ed il suicidio di Vincenzino. Ritrovato un arsenale a disposizione dei ricercati

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Sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Comando Provinciale dei carabinieri di Messina (foto in alto in terza fila, da dx i sostituti procuratori della Dda ANGELO CAVALLO e VITO DI GIORGIO, quindi il colonnello SPAGNOL, comandante provinciale dell’Arma), i particolari sul blitz di domenica a Lentini che ha messo fine alla latitanza dei fratelli MIGNACCA con VINCENZINO (foto in alto) che si è suicidato sparandosi alla testa e CALOGERO (foto in alto in seconda fila) che è stato arrestato dai carabinieri del Gis di Livorno. Oltre ai fiancheggiatori arrestati (segue altro servizio), ritrovato un arsenale (foto in basso) con pistole, fucili e munizioni. In questi due primi servizi i particolari sul blitz ed il profilo dei fratelli MIGNACCA…

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