S.Agata Militello: Le intimidazioni contro la funzionaria comunale Adriana Scaglione. Condannati il dipendente in pensione Franco Morgano a 2 anni e 5 mesi e Francesco Abbate a 3 anni

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Il giudice del tribunale di Patti UGO DOMENICO MOLINA ha condannato a 2 anni e 5 mesi di reclusione il dipendente comunale di S.Agata Militello, adesso in pensione, FRANCO MORGANO (foto in alto) ed a 3 anni FRANCESCO ABBATE, del luogo. I due sono stati ritenuti responsabili, rispettivamente come mandante ed esecutore, di una serie di atti intimidatori rivolti ed eseguiti contro la funzionaria comunale ADRIANA SCAGLIONE e, per ripicca, nei confronti del marito di questa. La coppia si è costituita parte civile al dibattimento insieme alle famiglie ASTONE-BALSAMO. Al centro della vicenda le frizioni sorte, nel 2006, tra la funzionaria, all’epoca capo gabinetto del sindaco del tempo BRUNO MANCUSO ed il MORGANO il quale era già stato condannato a 10 mesi per un altro fatto…

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Mazzarrà Sant’Andrea: L’inchiesta sul sequestro della discarica. Emessi dalla Procura altri 5 avvisi di garanzia, nell’elenco anche il prof. Sebastiano Giambò, condannato per l’op. “Vivaio”

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Novità nell’ambito delle indagini, portate avanti dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, sfociate nel sequestro, il 3 novembre scorso, della discarica per i rifiuti di Mazzarrà Sant’Andrea (foto in alto). Dopo i tre emessi allora, oggi sono stati spiccati altri cinque avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti soggetti accusati di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale. Tra di loro l’avviso è stato notificato anche il prof. SEBASTIANO GIAMBO’ (foto in basso), detto Nello, condannato a 8 anni nel processo relativo all’operazione antimafia “Vivaio”…

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Capo d’Orlando: Confiscata la villa di Francesco Cannizzo in contrada Marcaudo

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E’ rientrata ieri pomeriggio la protesta della famiglia CANNIZZO a seguito della confisca della loro villa in contrada Marcaudo a Capo d’Orlando che passa allo Stato che ha assegnato l’immobile al Comune paladino. Smontati e portati via mobili e suppellettili, MARIA ANTONIA CALIO’ e le figlie ELISA, PAMELA e ROBERTA, in attesa di un nuovo alloggio, a spese del Comune saranno ospitate in un bed&breakfast sulla via Trazzera Marina. Comunque la signora Caliò e la figlia Pamela hanno iniziato lo sciopero della fame, l’altra figlia Elisa ha sospeso delle cure mediche in corso. La confisca è stato l’ultimo atto di una vicenda partita nel 2006 con il sequestro dei beni al capo della famiglia, FRANCESCO CANNIZZO, condannato definitivamente all’ergastolo per associazione mafiosa e omicidio per l’operazione “Mare Nostrum” e a 16 anni e 8 mesi per la “Due Sicilie”. Ecco la ricostruzione della vicenda ed il profilo di Francesco Cannizzo (foto in basso). Nelle altre foto, dall’alto in basso: la villa confiscata con gli striscioni esposti ieri mattina dai familiari; davanti all’abitazione, durante lo smontaggio dei mobili, da sx: il dirigente del commissariato di polizia di Capo d’Orlando GIULIANO BRUNO, l’assistente sociale del Comune LUCIA BONTEMPO, la comandante della Polizia Municipale MARIA TERESA CASTANO, l’agente ausiliario LEONINO. Si intravede, sulla sx, uno dei due componenti dell’Agenzia dei Beni confiscati della criminalità organizzata presente sul posto…

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Barcellona P.G.: Le mazzette alla sezione dell’Aias. Tre condanne, 4 anni inflitti all’ex senatore di Mistretta Sebastiano “Tatà” Sanzarello

 

 

 

 

 

 

E’ arrivata la sentenza di primo grado ieri, davanti alla Prima sezione del tribunale di Messina, per la vicenda delle presunte mazzette pagate all’Aias, l’associazione italiana per l’assistenza spastici, sezione di Barcellona Pozzo di Gotto. Il tribunale ha condannato a 4 anni di reclusione SEBASTIANO SANZARELLO (foto in alto), detto “Tatà”, ex plenipotenziario della politica di Mistretta e dei Nebrodi, in passato senatore, assessore e deputato regionale. Quindi 3 anni sono stati inflitti al funzionario regionale ORESTE CASIMO e 1 anno e 6 mesi (pena sospesa) all’ex presidente dell’Aias di Barcellona, il commercialista LUIGI LA ROSA che vuotò il sacco denunciando quanto accadeva intorno all’Ente di assistenza. Ecco quanto pubblicato in merito sul sito on line www.gazzettadelsud.it

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Mafia Nebrodi: Op. “Tunnel”, 4 persone arrestate dai carabinieri, devono scontare le relative condanne

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Sono tornate in carcere, per scontare le relative condanne, quattro persone rimaste coinvolte nell’operazione antimafia “TUNNEL”, scattata l’11 febbraio 2004 ed eseguita dai carabinieri delle Compagnie di S.Stefano di Camastra e Randazzo contro capi e gregari componenti delle cosche, collegate alla malavita organizzata di Catania, che operavano tra Cesarò e San Teodoro, per il versante nebroideo, Bronte e Maniace per quello etneo. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Randazzo hanno arrestato, in esecuzione di una ordinanza di carcerazione emessa dalla Corte d’Appello di Catania, CLAUDIO REALE, 39 anni, ANTONINO SCIACCA, 63 anni, SIGNORINO SCIACCA, 35 anni e ANTONINO TRISCARI, 36 anni, tutti di Bronte ed alcuni di loro con chiare origini nebroidee (foto in alto in ordine di citazione da sinistra). Ecco l’articolo in merito pubblicato su Gazzetta del Sud dell’edizione di domenica 23 novembre a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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Capizzi: Sequestro di beni, per 50 milioni di euro, della Dia di Catania e Messina, a Giuseppe Scinardo (coinvolte anche la moglie e la figlia)

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La Dia di Catania e Messina ha eseguito una confisca di primo grado di beni per 50 milioni di euro riconducibili all’imprenditore GIUSEPPE SCINARDO, 76 anni, originario di Capizzi, ritenuto uomo di fiducia del capomafia di Mistretta SEBASTIANO RAMPULLA, deceduto alcuni anni fa.  Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania e riguarda società, ditte, numerosi immobili, vaste distese di terreno e svariati fabbricati. Coinvolte nel sequestro anche la moglie e la figlia di Scinardo. Nelle foto: in alto GIUSEPPE SCINARDO ed una fase del sequestro; in basso la conferenza stampa svoltasi stamane alla Dia di Catania, secondo da destra è il capo della sezione di Catania RENATO PANVINO, primo da dx è il tenente colonnello dei carabinieri LETTERIO ROMEO, capo della sezione Dia di Messina…

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Capizzi: La confisca dei beni per 3,5 milioni di euro all’imprenditore Giuseppe Farinella. Tutti i particolari dell’operazione della Dia

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Dopo il sequestro preventivo, ecco la confisca dei beni, per 3,5 milioni di euro che passano allo Stato, di proprietà o riconducibili a VINCENZO FARINELLA (nella foto), imprenditore di Capizzi, appartenente alla cosca mafiosa del Gruppo di Mistretta. La confisca, così come il sequestro precedente, è stata eseguita dalla Dia su provvedimento della Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Messina. Farinella è stato arrestato e condannato a 4 anni e 9 mesi, in primo grado, nell’ambito dell’operazione “Montagna” scattata il 22 marzo 2007. Ecco l’articolo in merito pubblicato sulle pagine di cronaca regionale di Gazzetta del Sud di oggi a firma del responsabile di questo sito, Giuseppe Lazzaro…

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Op. “Barbarossa”: Le estorsioni sui cantieri della A20. La Cassazione annulla quattro condanne con rinvio

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La Corte di Cassazione (nella foto il “palazzaccio” a Roma) ha annullato con rinvio quattro condanne sentenziate, dalla Corte d’Appello di Messina, nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nell’operazione antimafia “BARBAROSSA”, scattata il 28 luglio 1999. Si tratta di GIUSEPPE MARINO GAMMAZZA e SEBASTIANO BONTEMPO, entrambi di Tortorici, GIUSEPPE PRESTI, di S.Stefano di Camastra e GAETANO LETIZIA, di S.Agata Militello. Per i quattro con l’annullamento ed il rinvio verrà celebrato un nuovo processo d’appello a Reggio Calabria. A inizio luglio la Suprema Corte, per un altro troncone, aveva deciso un annullamento senza rinvio (ANTONINO LAMONICA, di Caronia), due annullamenti con rinvii (parziali, PINO LO RE, di Caronia e SANTO SCIORTINO di Acquedolci) ed una condanna definitiva (SALVATORE PRIOLA, di Rocca di Capri Leone)…

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Capo d’Orlando: Il testamento con la presunta firma falsa del giornalista William Castro e la citazione a giudizio della moglie Simona Lenzo. Il settimanale Cronaca Vera affronta la vicenda

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Anche il settimanale CRONACA VERA (in alto la pagina) si occupa della vicenda giudiziaria che vede accusata, di falsità in scrittura privata con la continuazione del reato, l’avvocato SIMONA LENZO (foto al centro), originaria di Palermo, residente a Naso in contrasa Santa Carrà, moglie del giornalista de La Sicilia WILLIAM CASTRO (foto in basso), deceduto la mattina del 26 dicembre 2011. Al centro della vicenda la presunta falsità delle firme apposte sui testamenti legati all’insegnante NUNZIATINA CANTALES, madre del giornalista e deceduta l’1 febbraio 2006 e del figlio WILLIAM. Ecco una descrizione della prima puntata del servizio di Cronaca Vera, quindi il riepilogo dei fatti, da noi trattati in giugno, secondo il prospetto dell’accusa; l’integrale della denuncia presentata da WALTER CASTRO, fratello maggiore del giornalista; i passi più salienti delle conclusioni della consulente TIZIANA ZACCARIA, incaricata dalla Procura…

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Op. “Gotha”: Il boss barcellonese Filippo Barresi condannato a 16 anni e 8 mesi

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Mano pesante del collegio giudicante del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto che, con il rito abbreviato, ha condannato, a 16 anni e 8 mesi di reclusione, il boss barcellonese FILIPPO BARRESI (foto in alto), in questo caso accusato di associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione “Gotha”, scattata il 24 giugno 2011. Barresi, dopo due anni e tre mesi di latitanza, era stato arrestato a fine gennaio 2013 a Milazzo. Risarcimenti previsti per le parti civili costituite: l’associazione Ance ed i Comuni di Barcellona e Montalbano Elicona…

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