Barcellona P.G.: Condanna definitiva a 30 anni per omicidio, arrestato Salvatore Micale

Domenica scorsa avevamo pubblicato la notizia della sentenza definitiva di condanna, a 30 anni di reclusione, pronunciata dalla Cassazione nei confronti di SALVATORE MICALE (foto in alto), accusato di avere fatto parte del commando, seppur da esterno e senza sparare, che la sera del 29 settembre 1998, uccise il venditore ambulante GIOVANNI CATALFAMO a Barcellona. Oggi l’esecuzione dell’ordine di carcerazione da parte dei carabinieri che hanno arrestato Micale per scontare la pena…

GIUSEPPE LAZZARO

Nella mattinata odierna, a Barcellona Pozzo di Gotto, i carabinieri del R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale), con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Messina, hanno dato attuazione a un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica di Messina, nei confronti di Salvatore Micale, 48 anni, di Barcellona. Il provvedimento segue la sentenza della Corte Suprema di Cassazione emessa il 16 settembre scorso che ha determinato il rigetto del ricorso proposto da Micale avverso la sentenza di condanna a 30 anni di reclusione inflitta in primo grado il 28 maggio 2020 e confermata dalla Corte d’Appello di Messina il 14 ottobre 2021, rendendo così definitiva la pena inflitta nei due gradi di giudizio.

Salvatore Micale era stato tratto in arresto dai carabinieri del R.O.S. il 30 gennaio 2019, a Barcellona Pozzo di Gotto, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Messina, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ad esito dell’attività investigativa scaturita dall’operazione “Nemesi” che aveva puntualmente ricostruito una serie di omicidi commessi tra il 1997 e il 2001 per motivi afferenti alle dinamiche interne e agli interessi della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”. In particolare Salvatore Micale è stato ritenuto responsabile, in concorso con altri pregiudicati, dell’omicidio di Giovanni Catalfamo, commesso a Barcellona il 29 settembre 1998, fatto aggravato poiché commesso avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. (associazione mafiosa) e al fine di agevolare le attività dell’associazione di tipo mafioso dei “Barcellonesi”.

L’OMICIDIO

Il venditore ambulante Giovanni Catalfamo fu ucciso nel cortile del condominio “Cavaliere” di contrada Oreto a Barcellona e per un regolamento di conti all’interno dei clan del barcellonese. Quella sera, secondo anche il racconto di alcuni collaboratori di giustizia, un commando attese il ritorno a casa della vittima designata che, non appena scesa dalla vettura, fu crivellata a colpi di arma da fuoco. Secondo l’accusa, ed il racconto dei pentiti, a bordo della moto che entrò in azione c’erano Carmelo D’Amico, già a capo del braccio armato del clan dei “Barcellonesi” e da alcuni anni transitato tra le fila dei collaboratori di giustizia e Antonino Calderone, inteso “Caiella”. Sarebbe stato Salvatore Micale ad avvertirli del rientro a casa del venditore ambulante con alcuni squilli al telefonino ai quali c’era l’ordine di non rispondere. I pentiti che hanno incastrato Salvatore Micale sono stati lo stesso Carmelo D’Amico, il fratello Francesco e Aurelio Micale. L’imputato, difeso dagli avvocati Tommaso Calderone e Giuseppe Lo Presti, è stato condannato anche al pagamento dei danni alle costituite parti civili, ai familiari della vittima e delle associazioni familiari delle vittime, da quantificare in sede civile oltre ad una provvisionale di 50.000 euro per ognuna delle parti e confermato il risarcimento all’associazione antimafia “Antonino Caponnetto”.

Edited by, venerdì 23 settembre 2022, ore 18,13. 

(Visited 303 times, 3 visits today)