Barcellona P.G.: Il blitz di febbraio. Per droga e armi sono 36 gli indagati

E’ diviso in tre filoni l’iter giudiziario scaturito dalla imponente operazione antimafia che, su indagini della DDA di Messina, venne eseguita dai carabinieri il 22 febbraio scorso, con 81 persone arrestate e 5 sottoposte ad obblighi, nell’ambito della riorganizzazione del clan mafioso dei “Barcellonesi” (in archivio, sul link Cronaca, tutti i dettagli riportati al tempo, l’operazione non ebbe un nome in codice). Per il filone relativo a droga (traffico, spaccio, detenzione) e armi, sono 36 le persone indagate a conclusione delle indagini…

La DDA di Messina ha chiuso il cerchio sulla maxi-inchiesta dei carabinieri incentrata sulla riorganizzazione di Cosa nostra barcellonese. Al vaglio dei magistrati inquirenti, guidati dal Procuratore Maurizio De Lucia, il troncone relativo per lo più ai reati di traffico, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni.

I NOMI DEI 36 INDAGATI

Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina Francesco Massara ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di: Tommaso Pantè, 52 anni, di Milazzo; Teresa Morici, 41 anni, nata a Palermo; Caterina Papale detta “Katia”, milazzese di 26 anni; Tindaro Papale, detto “Geppetto”, 31 anni, di Milazzo; Maria “Mary” Di Biase, 41enne di Messina; Salvatore Benenati, 47 anni, di Barcellona; Alessandro Abbas, 31 anni, originario di Messina; Gabriele Antonino Abbas, messinese di 27 anni; Desirè Cambria, 23 anni, originaria di Pontedera ma domiciliata a Milazzo; Daniele Mazza, messinese di 28 anni; Alessio Materazzi, 23 anni, nato a Milazzo; Elena Sottile, messinese di 27 anni; Patrick Emanuele, 25 anni, nato a Messina; Luigi Mariutti, 51 anni, di Brindisi; Delia Giovanna Mariutti, 25 anni, di Misterbianco; Santo Genovese, 31 anni di Barcellona; Massimo Pirri, 31 anni, di origini russe ma domiciliato a Messina; Filippo Rosario Natoli, 22 anni, nato a Milazzo; Gabriel Naluz, 22 anni, nato a Milazzo; Salvatore Parasole, 36enne di Milazzo; Maria Concetta Lenzi, messinese di 64 anni; Anna Maria Morgavi, 24 anni, di Palermo; Fabrizio Beneduce, barcellonese di 29 anni; Cristian Celi, 34 anni, di Barcellona; Emmanuel Mondello, 24 anni, di Milazzo; Sonia Sirugo, 48 anni, originaria di Avola; Giuseppe Cosenza, 43enne catanese; Filippo La Macchia, 45 anni, di Barcellona; Enrico Caristi, 28 anni, di Messina; Giuseppe Francesco Calabrese, barcellonese di 38 anni; Davide Emanuele, 31 anni, di Milazzo; Emilian Jonut Apreotese, romeno di 26 anni; Salvatore Leo, 37 anni, di Messina; Yassine Lakhlifi, 27enne marocchino; Antonino Grasso, 23 anni, di Barcellona; Othmane Tuijri, marocchino di 33 anni.

LE ACCUSE

I carabinieri, in particolare, hanno ricostruito episodi di detenzione e spaccio di stupefacenti e possesso di armi, prevalentemente nel 2017, tra Messina, Milazzo, Falcone, Isole Eolie, Catania, Merì, Barcellona. Nell’avviso di conclusione delle indagini, l’accusa ha incluso anche gli indagati nei confronti dei quali il Gip del Tribunale di Messina Fabio Pagana aveva rigettato la misura cautelare. Si tratta di uno stralcio della mega operazione in cui sono confluiti tre filoni investigativi gestiti dai carabinieri del Comando provinciale di Messina e delle Compagnie di Barcellona e Milazzo di eseguire tra Sicilia e Calabria misure cautelari emesse, su richiesta della DDA.

Il blitz scattò lo scorso 22 febbraio, con 86 persone sottoposte a misura cautelare (81 arrestate e 5 con obblighi) a risultato di una capillare attività coordinata dal Procuratore aggiunto di Messina Vito Di Giorgio e dai tre sostituti della DDA Fabrizio Monaco, Antonella Fradà e Francesco Massara, sul clan mafioso dei “Barcellonesi”. Un gruppo storicamente radicato nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, capace di esercitare anche nei centri vicini del comprensorio tirrenico messinese un costante tentativo di infiltrazione in attività imprenditoriali ed economia lecita, sia nel settore della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli (attraverso l’acquisizione di imprese intestate a prestanomi o imponendo, con metodo mafioso, la fornitura dei prodotti), sia nel business dei locali notturni del litorale tirrenico, oltre a tentare di condizionare le campagne elettorali.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 17 giugno 2022, ore 15,14. 

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