Capo d’Orlando: La Corte dei Conti apre la procedura di pre-dissesto al Comune. Il disavanzo è di 43 milioni di euro

Dopo la recente convocazione a Palermo dei vertici comunali, amministrativi e finanziari, la Corte dei Conti illustra i numeri. Il Comune di Capo d’Orlando ha un disavanzo di 43 milioni di euro, è stata aperta la procedura di pre-dissesto e, per cercare di risanare i conti, ci sono due mesi di tempo: diversamente sarà default per Palazzo Europa…

La Corte dei Conti, Sezione di controllo per la Regione Siciliana, nella camera di consiglio dello scorso 26 maggio e dopo avere sentito i vertici comunali (sindaco Franco Ingrillì), amministrativi (segretaria generale Carmela Caliò) e finanziari (capo area Antonella Micale), ha adottato una deliberazione traumatica nei confronti del Comune di Capo d’Orlando, conseguente agli accertati “PROFILI DI IRREGOLARITÀ CONTABILE E CRITICITÀ PER GLI EQUILIBRI DI BILANCIO NONCHE’ DI DIFFORMITÀ DALLA SANA GESTIONE FINANZIARIA”, rinvenuti esaminando il Rendiconto degli esercizi degli anni 2017, 2018 e 2019 ed il bilancio di previsione 2020/2021. Il disavanzo acclarato ammonta ad oggi a 43 milioni di euro, una voragine, per cui l’Ente, nelle more dell’adozione delle misure correttive tese “al ripristino dell’equilibrio di bilancio e all’emersione e al recupero del disavanzo non potrà assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge”.

La Sezione di Controllo ha inoltre intimato al Comune di trasmetterle le adottande misure correttive entro il termine di 60 giorni precisando che spetta esclusivamente all’Ente “la valutazione sulle misure più adeguate per porre rimedio alle GRAVI IRREGOLARITÀ CONTABILI E, SOPRATTUTTO, PER RIPRISTINARE GLI EQUILIBRI DI BILANCIO, IN SOSTANZA GIÀ COMPROMESSI, tenendo conto che esse devono possedere i requisiti dell’IMMEDIATEZZA E DELLA CONCRETEZZA”.

E se dovesse fallire la procedura di riequilibrio? In agguato c’è la DICHIARAZIONE DI DISSESTO che, come chiarito dalla Corte Costituzionale, la sua mancata attivazione può generare responsabilità amministrativa e/o sanzionatoria. Per il giudice delle leggi “di fronte all’impossibilità di risanare strutturalmente l’Ente in disavanzo, la procedura del pre-dissesto non può essere procrastinata in modo irragionevole, dovendosi necessariamente porre una cesura con il passato così da consentire ai nuovi amministratori di svolgere il loro mandato senza gravose eredità (sentenza n.18/2019).

Per evitare il dissesto il comune ha due mesi di tempo per riparare i danni e cominciare a risanare i conti: ci riuscirà, e come?

           Giuseppe Lazzaro

Edited by, lunedì 6 giugno 2022, ore 10,02. 

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