Capo d’Orlando: Tentato omicidio per una donna contesa, condanna confermata a 12 anni di reclusione

La Corte d’Appello di Messina ha confermato in toto la condanna, a 12 anni di reclusione, nei confronti di AGOSTINO GALATI (foto in alto), di Capo d’Orlando, accusato di tentato omicidio nei confronti di FABIANO CALANNA, parte civile costituita con l’assistenza dell’avvocato ALESSANDRO NESPOLA. I fatti avvennero in contrada Forno Alto la sera del 5 ottobre 2014 e con oggetto della contesa una donna…

GIUSEPPE LAZZARO

La Corte d’Appello di Messina (presidente Bruno Sagone, a latere Arena e Grimaldi), ha rigettato l’appello proposto dagli avvocati Alberto Gullino e Maria Giovanna Gorgone nell’interesse dell’imputato Agostino Galati, 52 anni, residente a Capo d’Orlando in contrada Forno, avverso la sentenza di condanna pronunciata il 30 novembre 2020, in primo grado, dal Tribunale Collegiale di Patti. La Corte d’Appello ha, quindi, confermato in toto la sentenza di primo grado che aveva condannato Agostino Galati alla pena di 12 anni di reclusione con l’accusa di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione.

La parte civile costituita, Fabiano Calanna, di Capo d’Orlando, cui il Tribunale di Patti aveva riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva di 20.000 euro, è stata assistita e difesa dall’avvocato Alessandro Nespola.

I fatti accaddero la sera del 5 ottobre 2014 a Capo d’Orlando quando giungeva al 112 una chiamata da parte di un operatore sanitario della guardia medica di via Mancini dove il medico segnalava la presenza di una persona, Fabiano Calanna, il quale si era ivi recato per farsi medicare in quanto presentava delle ferite lacero-contuse in varie parti del corpo e, in particolare, sul capo ed all’altezza dell’addome. Lo stesso medico riferiva che, a suo parere, si trattava di un probabile accoltellamento e che il paziente aveva dichiarato le generalità dell’autore dell’aggressione. Mentre la vittima veniva trasportata con un’ambulanza presso l’ospedale di Sant’Agata Militello per ulteriori accertamenti, temendo che la situazione degenerasse, i carabinieri della Stazione di Capo d’Orlando si recavano presso l’abitazione dell’autore indicato dalla vittima. I militari dell’Arma, dopo averlo rintracciato, lo conducevano in caserma per ulteriori verifiche. Nel contempo effettuavano il sopralluogo sul posto dove era avvenuta l’aggressione, in contrada Forno Alto, reperendo i corpi contundenti utilizzati per colpire più volte la vittima. I militari, oltre a rinvenire una leva in ferro di 48 centimetri posta sotto sequestro e risultata l’oggetto dell’aggressione, rilevavano a terra varie macchie di sangue il che dimostrava che lì in effetti poco prima era avvenuta l’aggressione raccontata dalla vittima. Quindi veniva arrestato Agostino Galati con l’accusa di tentato omicidio. L’alterco fra i due, l’imputato e la costituita parte civile di adesso, sarebbe stato causato da motivi di natura sentimentale con, al centro della vicenda, una donna.

Ad Agostino Galati, per evitare che la condanna diventi definitiva e con la pena da scontare, non resta che ricorrere in Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza d’appello le cui motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.

Edited by, lunedì 17 gennaio 2022, ore 10,43. 

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