Catania: Corruzione e turbativa d’asta, 4 arresti. C’è anche l’ex assessore Arcidiacono

Agli arresti domiciliari sono finiti tre medici ed un ex funzionario universitario. Tra gli indagati anche due ex assessori regionali. Questo il quadro di una operazione scattata stamane a Catania ed eseguita dai carabinieri per turbata libertà degli incanti e corruzione. Tra gli arrestati anche il dirigente medico e cardiologo GIUSEPPE ARCIDIACONO (foto in alto), ex assessore comunale. Il servizio sul link Sicilia News…

Giuseppe Arcidiacono, 65 anni, dirigente medico e cardiologo dell’Arnas “Garibaldi” di Catania ed ex assessore del Comune di Catania, un medico odontoiatra, Nunzio Ezio Campagna, di 61 anni, un ex funzionario amministrativo dell’Università di Catania, Gesualdo Antonio Missale, di 53 anni ed un responsabile scientifico, Sebastiano Felice Agatino Ferlito, di 69 anni, sono stati arrestati dai carabinieri e posti ai domiciliari a Catania su disposizione della Procura etnea per turbata libertà degli incanti e corruzione. Misure disposte nell’ambito di indagini sulle procedure di attribuzione di incarichi in merito a progetti finanziati e approvati dall’assessorato alla Salute della Regione Siciliana. Nei confronti degli arrestati sono contestati i reati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio o del servizio.

Nell’ambito della stessa ordinanza il Gip del Tribunale di Catania ha riservato all’esito di un interrogatorio la decisione nei confronti di altri otto indagati, destinatari di richieste di applicazione della misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio. Arcidiacono, dirigente di Fratelli d’Italia ed ex assessore della giunta guidata dall’ex sindaco Salvatore Pogliese, aveva presentato la sua candidatura a sindaco di Catania nelle elezioni del 28 e 29 maggio ma l’aveva poi ritirata per appoggiare quella del candidato sindaco del centro-destra, avvocato Enzo Trantino.

Tra i 12 indagati figurano anche due ex assessori della Regione Siciliana: Ruggero Razza, di Fratelli d’Italia e Antonio Scavone, dell’Mpa. Indagato anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Catania, Ignazio La Mantia. Per loro e per altri cinque indagati la Procura aveva chiesto l’applicazione della misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio. Il Gip deciderà all’esito dell’interrogatorio di garanzia, come previsto dalla legge.

Razza, ex assessore alla Sanità e Scavone, ex assessore al Lavoro, sono indagati per turbata libertà di scelta del contraente. La Procura, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Catania, contesta un diverso episodio ciascuno. Razza avrebbe favorito un candidato per un progetto da 10.000 euro per “Osas Catania – sentinelle della prevenzione”. Scavone un altro candidato per un progetto da 15.000 euro per il “Centro cardio hub e spoke – modello di prevenzione e riabilitazione”. L’otorinolaringoiatra Ignazio La Mantia è indagato per turbata libertà degli incanti con l’accusa di avere favorito un candidato a un concorso a dirigente all’Ordine dei Medici di Catania. Gli altri indagati per cui la Procura ha chiesto la misura interdittiva sono: Alberto Bianchi, Filippo Di Piazza, Giuseppe Di Rosa, Calogero Grillo, Ignazio La Mantia, Maria Rosalia Leonardi. Il Gip ha fissato l’interrogatorio di garanzia per il prossimo 5 maggio. Ruggero Razza, in qualità di ex assessore regionale alla Sanità, è imputato nell’ambito dell’inchiesta, pendente a Palermo, sulla presunta falsificazione dei dati Covid in Sicilia. In quel procedimento la Regione Siciliana, con l’allora presidente Nello Musumeci, si è costituita parte civile.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania e condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando provinciale etneo dal settembre 2020 al settembre 2021, ha riguardato i progetti “Osas Catania – sentinelle della prevenzione” e “Prevenzione – diagnosi e terapie delle carie dentali riscontrate nei cittadini fragili o in età scolastica della provincia di Catania”, procedure indette e gestite dall’Azienda Policlinico Universitaria di Catania, nonché il progetto “Centro Cardio ‘Hub&Spoke’”, modello di prevenzione e riabilitazione, procedura indetta e gestita dall’Arnas “Garibaldi”. Le indagini avrebbero accertato il “ruolo centrale” di Campagna e Missale nella “organizzazione e pianificazione delle condotte illecite contestate”. Ai due viene contestato di avere “influito sulla predisposizione dei bandi in modo da rendere pressoché certa la nomina dei soggetti predestinati secondo logiche finalizzate a garantire l’appoggio dei soggetti istituzionali comunque coinvolti nei progetti – ora nella fase genetica ora nella fase esecutiva – oltre che, contestualmente, a garantire vantaggi per sé o a favore di soggetti loro vicini”. Durante le indagini è emersa inoltre la turbativa del concorso per la nomina di direttore amministrativo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Catania. Secondo le accuse la turbativa avrebbe favorito la vittoria, poi verificatasi, di un ex funzionario amministrativo dell’Università di Catania, Gesualdo Antonio Missale, ottenendo in anticipo le tracce delle prove scritte e gli argomenti dell’esame orale grazie alla collaborazione di appartenenti all’Ordine di Catania e di Palermo che sarebbero legati al medico odontoiatra Nunzio Ezio Campagna il quale, prima ancora che venisse emanato il bando di concorso, avrebbe proposto la figura di Missale quale soggetto di assoluta fiducia e in grado di svolgere tale incarico mettendosi totalmente a loro disposizione. Per la Procura l’elevato compenso in tal modo ottenuto dal Missale costituirebbe un’ulteriore utilità percepita per l’attività illecita che sarebbe stata svolta in favore di campagna nei progetti.

           g.l.

Edited by, sabato 29 aprile 2023, ore 14,40. 

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