
Una reazione a catena a seguito di un incidente di caccia. L’82enne ANTONIO GATANI (foto in alto) avrebbe ucciso per errore GIUSEPPE PINO (foto in basso a sx), quindi sarebbe stato ucciso dall’altro fratello Pino, DEVIS (foto in basso a dx) che, a sua volta, potrebbe essere stato assassinato dal quarto uomo presente sulla scena del crimine. E’ questa la pista seguita, ma è una ipotesi e non una certezza, dalla Procura e dai carabinieri della Compagnia di Patti per fare luce sul triplice omicidio avvenuto due settimane fa in contrada Caristia a Montagnareale. Il quadro potrebbe essere chiaro in questa settimana: da ieri sono iniziati i rilievi balistici dei Ris. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
E’ partita una settimana importante nell’inchiesta sul triplice omicidio di Montagnareale dello scorso 28 gennaio con vittime l’82enne di Patti Antonio Gatani ed i fratelli di San Pier Niceto Giuseppe e Devis Pino, rispettivamente 44 e 26 anni: i funerali dei tre sono stati celebrati venerdì scorso, quello di Gatani nella Concattedrale di Patti, quelli dei fratelli, con la lettura biblica dei Testimoni di Geova ai quali appartenevano, nel centro nicetino. Come già riporato c’è un indagato a piede libero per omicidio: si tratta di un 48enne agricoltore di Montagnareale, grande amico di Gatani.
Da ieri, nei laboratori del Ris (Raggruppamento investigazioni scientifiche) dei carabinieri di Messina, sono iniziati gli accertamenti balistici sulle armi sequestrate, i fucili da caccia regolarmente detenuti, sia alle tre vittime che a casa dell’indagato, sul Dna e sulle impronte papillari prelevate dai medici legali nel corso delle autopsie per compararli con quelli trovati sui fucili. Si conoscerà anche l’esito dello stub, l’esame per accertare la presenza di polvere da sparo sugli abiti e sulla pelle al quale il 48enne è stato sottoposto ma che, comunque, a caccia andava regolarmente e con regolare licenza.
Emerge una possibile e clamorosa novità: quella che gli omicidi siano stati una catena conseguenza di un incidente di caccia. Gli inquirenti focalizzano l’attenzione sul 48enne indagato che, dapprima, avrebbe riferito al Procuratore di Patti Angelo Cavallo e alla sostituta procuratrice Roberta Ampolo, di avere accompagnato quella mattina del 28 gennaio scorso il Gatani in auto fino al bosco di contrada Caristia e di essersi poi allontanato e di avere sentito poco dopo le detonazioni ma pensava fossero colpi esplosi da altri cacciatori. Qualche giorno dopo invece l’agricoltore in un nuovo interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere.
La pista che si segue, ma senza certezza, è quella che l’82enne Gatani sarebbe stato il primo a sparare uccidendo per errore Giuseppe Pino con una fucilata al petto. Il fratello Devis a sua volta avrebbe sparato ed ucciso l’82enne ed infine il quarto uomo, presente sulla scena del crimine, avrebbe dapprima ferito ad un fianco Devis Pino e poi lo avrebbe finito con una fucilata esplosa da distanza ravvicinata. La ricostruzione è ipotizzata a seguito dell’esito delle autopsie svolte sui corpi delle tre vittime e gli esami balistici dovrebbero completare il quadro con chiarezza.
Edited by, martedì 10 febbraio 2026, ore 17,02.