Mazzarrà Sant’Andrea: Sciolto il Consiglio comunale, arriva la commissione straordinaria per 18 mesi

La Commissione prefettizia, nominata nell’ottobre 2025 dalla Prefetta di Messina COSIMA DI STANI, ha concluso il proprio lavoro e la conseguenza è drastica: il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Mazzarrà Sant’Andrea con l’affidamento della gestione dell’Ente a una commissione straordinaria per la durata di diciotto mesi. Vanno via il sindaco, al secondo mandato, CARMELO PIETRAFITTA (foto in alto), la giunta ed il consiglio comunale. Pietrafitta, da un anno, è indagato per induzione indebita a dare o promettere utilità con l’aggravante mafiosa insieme al geometra GIUSEPPE DI NATALE che aveva nominato esperto dell’Ufficio Tecnico. Da questa vicenda giudiziaria si è arrivati allo scioglimento del Consiglio comunale. Il servizio sul link Cronaca…

GIUSEPPE LAZZARO

Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, con l’affidamento della gestione dell’Ente a una commissione straordinaria per la durata di diciotto mesi.

Il provvedimento è stato adottato su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli enti locali (decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267), la norma che disciplina lo scioglimento degli organi elettivi degli enti locali in presenza di situazioni che compromettono il regolare funzionamento dell’amministrazione.

La commissione straordinaria avrà il compito di assicurare la continuità amministrativa dell’Ente e di gestire il Comune per il periodo previsto dalla legge. La decisione arriva nell’ambito dei provvedimenti adottati dal governo in materia di enti locali. Nella stessa seduta del Consiglio dei ministri è stata inoltre deliberata la proroga per sei mesi dello scioglimento dei consigli comunali di Casabona e Badolato, entrambi in Calabria.

Per Mazzarrà Sant’Andrea si apre dunque una fase commissariale della durata di un anno e mezzo, durante la quale la gestione dell’amministrazione comunale passerà alla commissione nominata dallo Stato.

LA VICENDA

Dal mese di agosto del 2025 il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Carmelo Pietrafitta e il geometra Giuseppe Di Natale, esperto tecnico di fiducia del primo cittadino, sono indagati per induzione indebita a dare o promettere utilità con l’aggravante mafiosa. Non si sono ancora concluse le indagini e una ispezione al comune è stata disposta, nell’ottobre 2025, dalla Prefetta di Messina Cosima Di Stani.

Una commissione d’indagine per verificare l’eventuale presenza di infiltrazioni o condizionamenti mafiosi all’interno del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, già destinatario di un provvedimento analogo nel 2014. L’anno successivo, ad ottobre 2015, il comune fu commissariato. A nominarla è stata il Prefetto di Messina Cosima Di Stani, dopo l’inchiesta della DDA di Messina che, nel luglio 2025, ha portato all’arresto di tre persone, tra cui l’ex boss Carmelo Bisognano, già a capo del locale clan mafioso dei “Mazzarroti” e transitato, sul finire del 2010, tra le fila dei collaboratori di giustizia.

L’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia è che Bisognano continuasse a fare business nel movimento terra, imponendosi nel suo territorio d’origine, utilizzando due fratelli imprenditori come “teste di legno”, Antonino e Davide Giardina e avvalendosi, in alcune circostanze, di appoggi negli uffici tecnici comunali. I fari degli inquirenti si erano accesi su attività economiche e imprenditoriali, in particolare sulla gestione di alcune imprese edili. Accertamenti che hanno portato anche a perquisizioni e sequestri negli uffici del Comune e nelle abitazioni del sindaco Carmelo Pietrafitta e del tecnico comunale Giuseppe Di Natale, entrambi indagati.

La Commissione, composta dal viceprefetto Carmelo Musolino, dal Tenente Colonnello Vincenzo Letizia, Capo Sezione della Direzione Investigativa Antimafia di Messina e dalla dottoressa Maria Cacciola, Funzionario Economico Finanziario in servizio all’Ufficio Territoriale del Governo, ha concluso il proprio mandato relazionando al Ministero degli Interni.

SINDACO E TECNICO COMUNALE INDAGATI

Nell’agosto 2025, dopo l’arresto, parlò l’imprenditore Antonino Giardina e il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea Carmelo Pietrafitta e il geometra Giuseppe Di Natale, esperto tecnico di fiducia del primo cittadino, da allora sono indagati per induzione indebita a dare o promettere utilità con l’aggravante mafiosa. Ad accusare il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea e il suo esperto, scelto per migliorare l’andamento dell’Ufficio Tecnico comunale, è l’imprenditore Antonino Giardina, da sempre vicino a Bisognano. A seguito delle sue dichiarazioni, rese nell’interrogatorio di garanzia dello scorso 1 agosto 2025, i sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, Piero Vinci e Fabrizio Monaco, con procedimento dello scorso 8 agosto 2025, hanno emesso un decreto di perquisizione e sequestro, eseguito pochi giorni prima di Ferragosto nelle abitazioni del sindaco e del suo esperto al comune. Perquisizione estesa anche negli uffici del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea e in locali riconducibili ad altri funzionari.

Il provvedimento riguarda il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Carmelo Pietrafitta, 59 anni, eletto sindaco per il secondo mandato nel 2023 da unico candidato e battendo il…quorum e che, in consiglio, ha contato su una maggioranza bulgara e senza opposizione e il geometra Giuseppe Di Natale, 71 anni, tecnico ed esperto di fiducia del primo cittadino. Per l’esecuzione del decreto di perquisizione, la Procura ha delegato gli ufficiali di polizia giudiziaria del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei carabinieri di Messina, con facoltà di sub delega, incaricati anche di consegnare copia del provvedimento agli interessati, i quali contemporaneamente si sono recati a Mazzarrà e a Novara di Sicilia.

LE ACCUSE

Secondo il primo capo di imputazione, frutto delle accuse mosse da Antonino Giardina, il Pietrafitta, nella qualità di sindaco, avrebbe percepito indebitamente somme di denaro per un ammontare complessivo stimato tra i 50 e i 60.000 euro. Tali somme, stando alla ricostruzione accusatoria, sarebbero state corrisposte da Antonino Giardina come corrispettivo per l’affidamento diretto o in subappalto di lavori pubblici commissionati dal Comune tra il 2018 e il 2023 (cioè nei cinque anni del primo mandato da sindaco di Pietrafitta). Il secondo capo di imputazione riguarda invece il geometra Di Natale, che, sempre per l’accusa, avrebbe posto in essere atti diretti a indurre Giardina ad ulteriori dazioni di denaro quale contropartita di nuovi affidamenti. L’imprenditore Antonino Giardina ha dichiarato nell’interrogatorio in carcere che, a seguito del suo rifiuto, le commesse sarebbero state interrotte o ridotte in misura significativa e ha ricostruito i suoi rapporti con Pietrafitta, iniziati già nel 2007-2008, quando questi era assessore, e consolidatisi dopo la sua elezione a sindaco, nel 2018. Le presunte dazioni di denaro, secondo la versione dell’imprenditore pattese, sarebbero avvenute nel garage dell’abitazione del sindaco. A supporto delle dichiarazioni, Giardina ha fatto riferimento anche a registrazioni di colloqui custodite sul proprio telefono, sequestrato dagli inquirenti.

Edited by, mercoledì 5 agosto 2026, ore 12,31. 

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