Messina: E-commerce abusivo scoperto dalla guardia di finanza. Emesse 7 misure cautelari (6 arresti e un obbligo)

Su delega della Dda di Messina, la guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di sette persone indagate per associazione per delinquere finalizzata all’introduzione nello Stato, per la vendita e commercializzazione di prodotti con marchi contraffatti o alterati e per ricettazione (foto in alto parte del materiale contraffatto sequestrato). Eseguiti 6 arresti (4 in carcere, 2 ai domiciliari) e un obbligo di presentazione alla p.g. Servizio e nomi degli arrestati…

Su delega della Dda di Messina, la guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di sette persone indagate per associazione per delinquere finalizzata all’introduzione nello Stato, per la vendita e commercializzazione di prodotti con marchi contraffatti o alterati e per ricettazione. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Messina, ha disposto il carcere per quattro indagati, gli arresti domiciliari per due e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per una settima persona. La Procura aveva chiesto una misura cautelare anche per altre cinque persone.

In carcere sono finiti: Angelo Arrigo, 37 anni; Paolo Arrigo, 36 anni; Antonino Arrigo, 52 anni e Ramona Assenzio, 47 anni.

Agli arresti domiciliari sono: Giuseppa Paratore, 34 anni e Alessia Stracuzzi, 33 anni. A questi si aggiunge un obbligo di presentazione.

Al centro dell’inchiesta una indagine su e-commerce abusivo e illegale che si è avvalsa anche di intercettazioni telefoniche e telematiche, videoriprese, accertamenti bancari, servizi di osservazione e pedinamento, sequestri di beni. Gli accertamenti hanno fatto emergere, secondo la Procura di Messina, un’associazione dedita alla commercializzazione di capi di abbigliamento, accessori e profumi, con marchi contraffatti di noti brand nazionali ed esteri, composta da pregiudicati. Alcuni di loro avrebbero agito illegalmente pur trovandosi agli arresti domiciliari.

Le investigazioni hanno ricostruito l’operatività, dal 2022 a oggi, del sodalizio, radicato nel popolare quartiere Giostra che agiva tramite una pagina Facebook collegata a un gruppo chiuso, con oltre 2.200 iscritti, sulla quale pubblicizzava la vendita di prodotti di varia natura, a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato.

L’osservazione della pagina, ritiene la Procura di Messina, ha permesso di cristallizzare il modus operandi del gruppo: attraverso dirette social, condotte dagli indagati, venivano commercializzati centinaia di prodotti, poi ritirati nelle loro case, anche in costanza di televendita, ovvero consegnati a domicilio, per quelli più vicini, o spediti per i clienti fuori sede. Sui conti intestati agli indagati sono emerse movimentazioni di denaro sproporzionate rispetto ai redditi leciti, praticamente nulli, e ostentate manifestazioni di ricchezza sui social anche dai loro familiari.

            g.l.

Edited by, giovedì 23 aprile 2026, ore 10,22. 

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