
Ha destato scalpore, e non solo nel mondo sanitario, l’arresto del prof. FRANCESCO STAGNO D’ALCONTRES (foto in alto), chirurgo plastico, già primario e per 24 anni in servizio al Policlinico di Messina. Il già chirurgo e docente universitario è accusato di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. I dettagli rispetto a quanto pubblicato ieri e le intercettazioni nel servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
L’ex primario di Chirurgia plastica del Policlinico di Messina e in passato parlamentare nazionale Francesco Stagno D’Alcontres, andato in pensione lo scorso luglio, è finito agli arresti domiciliari su disposizione del Gip del Tribunale di Messina Salvatore Pugliese che ha accolto la richiesta della Procura con le accuse di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa.
Nell’inchiesta che vede al centro Stagno d’Alcontres, esponente di Forza Italia poi del Pdl a Messina e deputato nazionale per quattro volte dal 1996 al 2012, la lente della procura è puntata sugli appalti per la fornitura di prodotti medicali: 31 gli indagati. L’indagine riguarda i rappresentanti di svariate aziende farmaceutiche, gravitanti nel mondo della chirurgia plastica che hanno, a loro volta, rapporti di appalto per la fornitura di prodotti medicali con il Policlinico di Messina.
Secondo l’inchiesta della guardia di finanza il noto chirurgo avrebbe preteso mazzette di diverse migliaia di euro da alcune case farmaceutiche e aziende promettendo facilitazioni nei rinnovi degli appalti per gli approvvigionamenti medicali in ospedale o minacciando l’interruzione delle forniture. La Procura, nell’avviso di garanzia, cita episodi di concussione che riguardano le ditte Mentor medical incorporata nella Johnson&Johnson medical, Chirmedical, Medigest, Biomedica Italia, Tegea srl, Athena srl, Coloplast-Kerecis, Polytech Health&Aesthetics Italia, Smith&Nephew Italia, Deco Med, Gc Aesthetics, JC Stevan.
LE INTERCETTAZIONI
“Ho mandato al diavolo ma che minchia gli ho ordinato di tutto e di più a questa della Chirmedical…a un certo punto per il congresso dico mi auguro in una partecipazione al congresso…minchia, gli ho ordinato di tutto e di più. Ma tu ti tendi conto che questo qua dice “possiamo sponsorizzare 1.000 euro…lo sai che mi ha risposto con le faccine di emoj che ridono'”. Questo è il contenuto di una intercettazione telefonica del 29 agosto 2024. D’Alcontres parla con la dottoressa Francesca Broccio (anche lei indagata).
Il telefono del chirurgo era intercettato, e microspie erano state messe nell’ufficio al Policlinico e nell’auto del professore. “L’offerta di 1.000 euro per sponsorizzare il congresso per la Società italiana di chirurgia plastica viene giudicata – scrive il Gip – come manifestatamente esigua”. “Questa appena viene…non gli ordino più niente. Lei per un anno non entrerà più da me. Stop, chiuso definitivamente. Mille euro? Ma siete dei pidocchiosi. Se viene a trovarmi gli dirò potete fare in culo. Qua non entrerete mai più finché ci sono io”, dice il chirurgo in una intercettazione del 2 settembre 2024 riferita sempre alla Chirmedical. Poi in una conversazione con Francesca Melita, capo di sala operatoria della Chirurgia plastica del Policlinico addetta a predisporre gli ordini dei prodotti medicali per il reparto: “Ho un congresso io. Devo campare. Voi capite”, dice il primario riguardo la necessità di ordinare prodotti dalle aziende sponsor.
“Melita – scrive il Gip – reagisce esprimendo la piena consapevolezza dell’illiceità del loro agire, prospettando il rischio di un processo penale per la procedura adottata. Si tenta di rimediare ma Melita consiglia di non ritirare l’ordine per evitare sospetti e di fare passare la richiesta come un acquisto diretto, eludendo di fatto al gara d’appalto”. D’Alcontres avrebbe ottenuto significativi contributi economici sotto forma di sponsorizzazioni, iscrizioni e cene sociali, in occasione dell’organizzazione di un congresso promosso dall’associazione di cui era responsabile scientifico. L’evento, svoltosi lo scorso anno, rientrava tra le iniziative volte alla divulgazione scientifica, aggiornamento per i soci e programmi annuali di attività formativa Ecm. Gli investigatori hanno stimato in oltre 700.000 euro l’ammontare complessivo delle somme di denaro incassate per l’evento. Da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e dall’acquisizione di una copiosa documentazione, sarebbe emerso inoltre che il chirurgo avrebbe effettuato decine di interventi esterni al Policlinico in studi privati della città e della provincia, non dichiarandoli.
Inoltre “l’esame delle fonti di prova – scrive il Gip – dimostra la sistematica falsificazione della presenza in servizio del professore Francesco Stagno d’Alcontres nel Policlinico messinese”. Le assenze ingiustificate dal Policlinico coincidevano con la presenza del professore nella clinica privata “Villa Maria” di Ortoliuzzo (frazione di Messina sul versante tirrenico, a ridosso di Villafranca ndr) dove venivano eseguiti interventi chirurgici a titolo privato e al congresso Sicpre a Giardini Naxos. “Il medico veniva quindi pagato per ore non lavorate o dedicate ad attività privata concorrente”, scrive il giudice Pugliese.
Il prof. Stagno d’Alcontres ha lasciato il servizio dopo 42 anni nel luglio scorso. Ha lavorato per quasi 24 anni al Policlinico messinese. E’ specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, dal 2001 è stato docente ordinario di Chirurgia plastica nell’Università di Messina, direttore della scuola di specializzazione in chirurgia plastica ed estetica, presidente della società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica nel 2022 e 2023. All’Università di Messina il professore ha ricoperto il ruolo di direttore del dipartimento di Patologia umana dell’adulto e dell’età evolutiva “Gaetano Barresi”, è stato ricercatore universitario per la cattedra di Chirurgia plastica nell’Università di Catania e dal 1998 al 2001 ha ricoperto il ruolo di professore associato all’Università di Cagliari.
GLI INDAGATI
Nell’indagine sono coinvolti anche due professionisti di cui si sarebbe avvalso D’Alcontres: la dirigente medica del reparto di chirurgia plastica del Policlinico Antonina Fazio e l’ostetrica esterna Cristina Alì, nei cui confronti il Gip ha disposto il divieto di esercitare la professione sanitaria per un anno. Oltre alla misura cautelare personale e alle due interdittive, sono stati eseguiti due sequestri preventivi per truffa ai danni della pubblica amministrazione: 48.000 nei confronti dell’ex primario e 9.700 euro per la dirigente medico.
IL POLICLINICO
Sulla vicenda il Policlinico di Messina ha inviato una nota: “In ordine alle notizie di stampa riguardanti le misure giudiziarie avviate nei riguardi dell’ex primario di Chirurgia plastica dell’ospedale “Gaetano Martino” e di altro dirigente del medesimo reparto, tutt’ora in servizio, il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito, nel massimo rispetto dell’attività di indagine della magistratura, ha chiesto alla Procura di Messina gli atti di riferimento al fine di poter mettere in atto le necessarie misure disciplinari di competenza dell’azienda”. Santonocito ha avviato una indagine conoscitiva interna, chiedendo agli uffici la trasmissione di tutti gli appalti e gli affidamenti degli anni 2024-25. E “ha anche incaricato un legale di fiducia, del libero foro, per la valutazione dell’eventuale costituzione di parte civile”.
Edited by, sabato 6 dicembre 2025, ore 10,00.