Op. “Dinastia”: Emesse 42 condanne e decise 5 assoluzioni

Si è chiusa ieri pomeriggio con 42 condanne, da 2 a 20 anni di carcere e 5 assoluzioni, l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Messina MONIA DE FRANCESCO in merito all’operazione “DINASTIA” (foto in alto e in basso alcuni frame sulle indagini svolte dai carabinieri, scattata a fine febbraio del 2020. Tutto il quadro e i dettagli…

Si è chiusa ieri pomeriggio con 42 condanne, da 2 a 20 anni di carcere e 5 assoluzioni, l’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Messina Monia De Francesco in merito all’operazione “Dinastia”, scattata a fine febbraio del 2020. Erano alla sbarra 49 tra presunti capi, affiliati e gregari, imputati nel procedimento sulla più recente riorganizzazione della criminalità organizzata barcellonese che guardava soprattutto al business del traffico di droga (per altri due imputati, Cristian Barresi e Salvatore Piccolo, il giudice ha preso atto del sopravvenuto decesso). L’accusa, il 20 febbraio scorso, aveva sollecitato quasi 300 anni di carcere complessivi, con richieste di pena che andavano dagli 8 mesi fino ai 18 anni. Erano stati il Procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e il sostituto procuratore della Dda di Messina Fabrizio Monaco a formulare le richieste tenendo conto dello sconto di pena di un terzo per la scelta del rito alternativo da parte degli imputati. Tra i condannati anche uno dei figli di esponenti di spicco di Cosa nostra barcellonese, ovvero Vincenzo Gullotti (8 anni e 4 mesi), congiunto del boss Giuseppe Gullotti che, in carcere, sta scontando la pena definitiva a 30 anni di reclusione quale mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, freddato sulla via Marconi a Barcellona la sera dell’8 gennaio 1993. Fatta eccezione per la pena di 2 anni, in tutti gli altri casi si tratta di condanne molto pesanti, per cinque imputati addirittura a 20 anni e per gli altri tra i 5 e i 17 anni di reclusione. Il quadro accusatorio prospettato dalla Dda ha retto quindi al vaglio del Gup De Francesco in maniera quasi integrale. Le pene in molti casi sono persino più dure di quanto aveva richiesto l’accusa.

Assolti da tutte le accuse: Nunzio Di Salvo, Filippo Genovese, Emanuele Di Salvo, Giuseppe Murabito e Luca Amato.

Questa la sentenza: Francesco Anania 14 anni; Daniele Bertolami 10 anni e 4 mesi; Lucia Bilardo 2 anni; Pietro Bonfiglio 10 anni; Salvatore Bucolo 7 anni e 4 mesi; Alessandro Calderone 14 anni e 6 mesi; Dylan Seby Caliri 6 anni e 10 mesi; Pietro Caliri 20 anni; Carmelo Cannistrà 10 anni e 4 mesi; Salvatore Felice Chillari 14 anni; Carmelo Chiofalo 13 anni e 4 mesi; Fabio Crea e Carmelo Driacchio 5 anni e 8 mesi ciascuno; Giovanni Crinò 8 anni; Rosaria De Gaetano e Mauro Di Salvo 6 anni ciascuno; Claudio Febo 8 anni; Giovanni Fiore 20 anni; Carmelo Vito Foti 8 anni; Vito Vincenzo Gallo 10 anni e 8 mesi in continuazione con altra sentenza; Mattia Giardina 7 anni, 5 mesi e 10 giorni; Vincenzo Gullotti e Francesco Scarpaci 8 anni e 4 mesi ciascuno; Francesco Iannello e Samuele Marino 8 anni e 4 mesi cadauno; Salvatore Laudani 16 anni e 10 mesi; Carmelo Mazzù 17 anni in continuazione con altra sentenza; Lorenzo Mazzù 20 anni in continuazione con altra sentenza; Bernardo Mendolia 7 anni 9 mesi e 10 giorni; Massimiliano Munafò 6 anni e 8 mesi; Matias Jesus Piccolo 7 anni; Gjergj Preci 10 anni e 8 mesi; Giuseppe Puliafito 10 anni e 2 mesi; Sebastiano Puliafito 20 anni; Carmelo Quattrocchi 4 anni, 5 mesi e 10 giorni; Antonino Recupero 10 anni e 4 mesi; Giuseppe Scalia 13 anni; Carmelo Tindaro Scordino 16 anni; Tindaro Santo Scordino detto Santino 11 anni; Antonino Signorello 8 anni e 10 mesi; Sergio Spada 20 anni; Andrea Villini 11 anni e 2 mesi.

L’OPERAZIONE

L’operazione “Dinastia” scattò a fine febbraio 2020 con l’esecuzione di 59 misure cautelari, fu coordinata dalla Dda di Messina e condotta dai carabinieri nei confronti della famiglia mafiosa dei barcellonesi, operante a Barcellona Pozzo di Gotto e sul versante tirrenico della provincia di Messina. Le indagini portarono all’arresto di affiliati e gregari della consorteria mafiosa barcellonese che negli ultimi anni avevano investito nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, per integrare i proventi illeciti derivanti dalle estorsioni.

            Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 14 luglio 2021, ore 12,08. 

 

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