
48 condanne, 5 assoluzioni (altre parziali) e 5 sanzioni pecuniarie. Sono pesanti le richieste dei pm FRANCESCO MASSARA e MARCO ACCOLLA, pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, a conclusione della requisitoria del processo scaturito dall’operazione “Nebrodi 2”, scattata il 6 febbraio 2024 e che, da poco più di un anno, si celebra davanti al Tribunale di Patti. Seguiranno gli interventi degli avvocati delle parti civili costituite e della difesa prima della camera di consiglio fra il 13 e il 14 luglio. Il servizio con tutte le richieste dei pubblici ministeri…
GIUSEPPE LAZZARO
Sono pesanti la richieste dei pm Francesco Massara e Marco Accolla, sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, nella requisitoria del processo scaturito dall’operazione “Nebrodi 2”, scattata il 6 febbraio 2024.
Il processo (presidente Monica Marino, a latere Giovanna Ceccon e Gianluca Corona), è iniziato nell’aprile 2025 al Tribunale di Patti con 58 imputati (53 persone fisiche e 5 società) e tratta la seconda tranche sui presunti interessi della criminalità organizzata nebroidea sull’erogazione di fondi all’Unione Europea e all’Agea per milioni di euro. La fase dibattimentale e l’escussione dei testi si è conclusa e oggi si è svolta la lunga requisitoria dei due pubblici ministeri della pubblica accusa che, al termine, hanno presentato le loro richieste alla Corte. Questo il quadro:
GLI IMPUTATI E LE RICHIESTE
Salvatore Antonino Basile Gigante, nato a Sant’Agata Militello – 6 anni di reclusione+15.000 euro di multa
Giuseppe Bontempo, di Tortorici – 15 anni
Carmelo Bontempo Scavo, di Tortorici – 22 anni
Giuseppe Bontempo Scavo, di Tortorici – Assoluzione per non avere commesso il fatto
Rosario Bontempo Scavo, di Tortorici – 6 anni
Salvatore Bontempo Scavo, inteso l’”avvocato”, di Tortorici – 23 anni
Sebastiano Bontempo Scavo, inteso “piricoco”, di Tortorici – 25 anni
Sebastiano Bontempo Scavo, inteso “spacchiusu”, di Tortorici – 24 anni
Davide Brugaletta, nato a Caltagirone, domiciliato in Romania – 7 anni
Antonina Merilin Calà Lesina, di Messina – 6 anni e 6 mesi
Antonino Calabrese, di San Fratello – 16 anni e 8 mesi
Alfio Cammareri, di Frazzanò – 20 anni
Paolo Cancelliere, di Alcara Li Fusi – 18 anni
Signorino Conti Taguali, di Biancavilla – 18 anni e assoluzione per un capo di imputazione
Cesare Costanzo Zammataro, nato a Biancavilla, residente a Centuripe – 12 anni e assoluzione per un capo di imputazione
Giuseppe Costanzo Zammataro inteso “pitrinu”, di Tortorici – Assoluzione per non avere commesso il fatto
Giuseppe Costanzo Zammataro (classe 1989), di Tortorici- 3 anni
Rosario Attilio Lucio Crascì, di Tortorici – 4 anni+10.000 euro di multa;
Sebastiano Craxi, di Tortorici – 6 anni+15.000 euro di multa
Maria Destro Mignino, di Tortorici – 6 anni e 10 mesi e assoluzione per un capo di imputazione
Salvatore Aurelio Faranda, di Tortorici – 6 anni e 8 mesi+20.000 euro di multa
Daniele Antonino Faranda, residente a Caltagirone – 11 anni
Gaetano Faranda, di Tortorici – 6 anni+15.000 euro di multa
Leone Faranda, di Messina – Assoluzione per non avere commesso il fatto
Giuseppe Massimo Faranda, di Tortorici – 9 anni e 4 mesi+10.000 euro di multa
Filippo Nicholas Faranda, di Tortorici – 4 anni+5.000 euro di multa
Giuseppe Furnari, di Montalbano Elicona – 7 anni e 6 mesi+1.500 euro di multa
Vincenzo Galati Giordano inteso “Lupin”, di Tortorici – 18 anni
Sebastiano Galati Giordano, nato a Biancavilla, residente ad Adrano – 15 anni
Carmelo Galati Massaro, di Biancavilla – 20 anni
Placido Galvagno, di Biancavilla – 3 anni e 8 mesi
Luisa Germanà, nata a Bronte, domiciliata a Tortorici – 5 anni e 4 mesi
Salvatore Giallanza, di Caltagirone – 4 anni+5.000 euro di multa
Salvatore Giglia, di Sinagra – 16 anni e 8 mesi
Salvatore Gulino, di Caltagirone – 6 anni+15.000 euro di multa
Renis Haka, nato in Albania- 3 anni+6.000 euro di multa
Rosario Iuculano, di Tortorici – 14 anni
Basilio Lionetto, di Capri Leone – 14 anni
Antonino Maurizio Liuzzo Scorpo, di Tortorici – 6 anni+15.000 euro di multa
Saverio Marcinnò, di Caltagirone – 6 anni
Giuseppa Messina, di Monterosso Almo (RG) – 3 anni e non doversi procedere per un capo di imputazione
Marika Messina, nata a Milano, domiciliata a Lentini – 4 anni e 6 mesi+5.000 euro di multa
Daniele Monastra Ciarello, di Caltagirone – 4 anni
Roberto Salvatore Parlagreco, di Tortorici – 15 anni
Alfio Pillera, di Randazzo – 7 anni
Andrea Pizzino, di Sant’Agata Militello – 4 anni e 6 mesi+9.000 euro di multa
Francesco Princiotta, nato a Sant’Agata Militello – 4 anni e 4 mesi
Carmela Puglisi, di Tortorici – 5 anni;
Antonino Puliafito, di Tripi – 3 anni+500 euro di multa;
Giuseppe Silvestro, di Tripi – 3 anni+500 euro di multa;
Carmelo Vitale, di Castel di Iudica (CT) – Assoluzione per non avere commesso il fatto
Nunzio Zaiti, di Alcara Li Fusi – Assoluzione perchè il fatto non sussiste
Carmelino Zingales, di Rocca di Capri Leone – 5 anni.
LE SOCIETA’ AGRICOLE IMPUTATE
Rinascita società cooperativa agricola di Tortorici – Sanzione di 240.000 euro
Società agricola Tirrenia di Caltagirone – Sanzione di 240.000 euro
Le Colline società agricola semplice di Tortorici – Sanzione di 180.000 euro
Campi Verdi società agricola di Tortorici – Sanzione di 150.000 euro
Agribovini società agricola di Caltagirone – Sanzione di 150.000 euro
Nel procedimento sono costituiti parte civile, oltre ai privati, tra cui otto imprenditori di Montalbano Elicona vessati per anni, anche diversi enti e associazioni: tra gli altri la Regione Siciliana, Addiopizzo di Messina, il Centro studi “Pio La Torre”, la “Rete per la Legalità” di Messina, Barcellona e della Sicilia, il Comune di Montalbano Elicona.
Il collegio dei difensori è composto dagli avvocati: Nino Cacia, Antonino Campisi, Alessandro Pruiti Ciarello, Eleonora Caruso, Salvatore Silvestro, Flavio Sinatra, Christian Parisi, Sebastiano Campanella, Decimo Lo Presti, Alessandra Ioppolo, Giuseppe D’Anna, Giuseppe Serafino, Alessandro Angelino, Carmelo Occhiuto, Vincenzo Giannone, Santi Terranova, Floriana Indovino, Massimo Scerba, Dario Maria Pastore, Giuseppe Mancuso, Filippo Barbera, Flavia Galbato Muscio, Tindaro Celi, Concetta Triscari, Margherita Limongi, Walter Pompeo Salvatore, Nino Favazzo e Maria Americanelli.
Da lunedì 15 giugno spazio alle decine di avvocati impegnati nelle difese, con un calendario già stilato che arriverà per il ciclo delle arringhe fino al 13 luglio. Il giorno dopo, il 14, i giudici dovrebbero entrare in camera di consiglio per emettere la sentenza.
L’OPERAZIONE
Il 6 febbraio 2024 a Tortorici e nelle province di Siracusa, Enna, Rovigo, Catania e Gorizia, i carabinieri del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) e del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, i finanzieri del Comando Provinciale di Messina e il personale della Squadra Mobile della Questura di Messina, con il supporto del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori di Sicilia”, del Nucleo Cinofili di Catania, del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri e della Sezione Aerea di Manovra Guardia di Finanza di Catania, diedero esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali emessa dal Gip del Tribunale di Messina Eugenio Fiorentino su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 37 soggetti, appartenenti e/o indiziati di appartenere alla famiglia mafiosa “Tortoriciana”, poiché indagati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione dedita alla coltivazione, acquisto, detenzione, cessione e al commercio al minuto di sostanza stupefacente di vario tipo, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche in concorso, riciclaggio e autoriciclaggio, malversazioni di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali i finanzieri del Comando Provinciale e i carabinieri del Comando Tutela Agroalimentare eseguirono il sequestro preventivo di 349 titoli Agea, definiti “tossici” poiché acquisiti fraudolentemente e del sequestro, anche per equivalente, di somme superiori a 750.000 euro.
I reati fine (ad eccezione di quelli di falso e malversazione di erogazioni pubbliche) sono aggravati ai sensi dell’art. 416 bis del Codice penale poiché commessi al fine di agevolare l’attività dell’associazione di stampo mafioso cosiddetta dei “Tortoriciani”, nella sua articolazione del gruppo dei Bontempo Scavo e del gruppo dei Batanesi, operante a Tortorici e sulla fascia tirrenica della provincia di Messina.
In particolare l’attività investigativa, avvalendosi anche delle dichiarazioni rese da tre collaboratori di giustizia, Carmelo Barbagiovanni, Giuseppe Marino Gammazza e Salvatore Costanzo Zammataro, già appartenenti al clan dei Batanesi, ha consentito di ricostruire, seppur nella preliminare prospettazione accusatoria: l’esistenza di un’associazione operante secondo i canoni mafiosi denominata “famiglia tortoriciana” composta dall’articolazione del gruppo dei Bontempo Scavo e del gruppo dei Batanesi, finalizzata – mediante la forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo – alla commissione di una indeterminata serie di delitti, contro il patrimonio, tra cui estorsioni e truffe aggravate perpetrate a danno dell’Unione Europea e dell’Agea, nonché al controllo in modo diretto o indiretto, di attività economico/imprenditoriali; l’esistenza e l’operatività di un’associazione dedita alla coltivazione, all’acquisto, alla detenzione, alla cessione e al commercio al minuto di sostanza stupefacente, attiva sul versante tirrenico della provincia di Messina, tra Tortorici, Sinagra, Capo d’Orlando e Rocca di Capri Leone, promossa e organizzata da soggetti a vario titolo collegati alla famiglia mafiosa tortoriciana dei Bontempo Scavo e all’articolazione dei Batanesi; la commissione di numerose truffe ai danni dell’Agea poste in essere sia da appartenenti al gruppo dei Batanesi che a quello dei Bontempo Scavo. Tali soggetti avrebbero orientato la propria attività verso la percezione con modalità fraudolente di contributi comunitari, garantendosi, in tal modo, un canale di finanziamento estremamente redditizio.
Fattispecie estorsive in danno di un’impresa calabrese impegnata nei lavori di realizzazione del metanodotto nel fiume tra i comuni di Mistretta e Santo Stefano di Camastra che sarebbe stata costretta a consegnare la somma di 4.000 euro in occasione delle festività di Natale e Pasqua di ogni anno, a partire dal 2015 e sino al 2018, nonché in danno di soggetti provati al fine di accaparrarsi terreni agricoli da destinare al pascolo.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali i finanzieri del Comando Provinciale e i carabinieri del Comando Tutela Agroalimentare eseguirono il sequestro preventivo di 349 titoli Agea, definiti “tossici” poiché acquisiti fraudolentemente e del sequestro, anche per equivalente, di somme superiori a 750.000 euro da prelevare sui conti di 8 società, derivanti dalle truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni riguardanti le campagne agricole 2015-2020.
Edited by, giovedì 11 giugno 2026, ore 17,37.