Relazione semestrale della DIA: il focus su Messina, Tirrenica e Nebrodi

E’ stata pubblicata la relazione semestrale della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, sulle attività illecite della criminalità organizzata in Italia riferita al periodo 1 luglio/31 dicembre 2024. Nel servizio la ripartizione sulla situazione a Messina città, zona Tirrenica e Nebrodi…

GIUSEPPE LAZZARO

E’ stata pubblicata la relazione semestrale della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, sulle attività illecite della criminalità organizzata in Italia riferita al periodo 1 luglio/31 dicembre 2024.

In provincia di Messina – come si legge nella relazione – non ci sono mutamenti rispetto al semestre 1 gennaio/30 giugno 2024. Ecco la ripartizione con Messina città, zona Tirrenica e Nebrodi.

MESSINA

Ci sono – si legge nella relazione della DIA -, autonome matrici criminali locali, suddivise in gruppi e clan, che si spartiscono, in base agli interessi illeciti del momento, la città secondo una suddivisione puramente geografica. Inoltre, sin dagli anni ’90, è attivo nel capoluogo peloritano il clan Romeo, collegato al clan di Cosa nostra catanese Santapaola-Ercolano, dotato di una propria struttura organizzativa, capace di imporsi a clan e gruppi. Nella zona nord risulterebbe attivo il clan Giostra, che nel tempo è riuscito ad instaurare stabili rapporti con la ’ndrangheta calabrese, con riferimento all’approvvigionamento di sostanze stupefacenti. Nel centro risulterebbe attivo il clan di Camaro, operante in un contesto territoriale in cui si sono registrati fatti di sangue e sussistono importanti piazze di spaccio gestite da sodalizi di varia natura. A sud si rileva la presenza del clan di Mangialupi, caratterizzato da legami di tipo familiare e particolarmente attivo nel narcotraffico e nelle estorsioni…Alcune risultanze investigative, sebbene risalenti al 2021, hanno accertato come il clan avesse mostrato interesse nell’approvvigionamento di cocaina e marijuana da Cosa nostra gelese. Tale aspetto – scrive la Direzione Investigativa Antimafia -, rappresenta un elemento inedito per il panorama criminale messinese. Nella parte meridionale agirebbe anche il gruppo di Santa Lucia sopra Contesse il quale, sebbene non ci siano attuali risultanze investigative che certifichino l’operatività, è stato capace di mantenere nel tempo stabili contatti con sodalizi calabresi, finalizzati a fiorenti traffici di droga. Esiti giudiziari, invece, hanno cristallizzato la presenza di due gruppi criminali operanti nel rione Provinciale, altro quartiere a sud di Messina. Ci si riferisce ai gruppi Provinciale e Maregrosso i quali hanno raggiunto nel tempo una sorta di pax mafiosa finalizzata al raggiungimento di illeciti obiettivi e alla concordata suddivisione del territorio.

I BARCELLONESI

Nella fascia tirrenica a nord della provincia risulterebbe attiva la famiglia Barcellonese, compagine criminale appartenente alla matrice Cosa nostra che opererebbe, attraverso gruppi e frange quali quello dei Barcellonesi in sento stretto ma anche la frangia dei “Mazzarroti” di Mazzarrà Sant’Andrea (con Furnari e Tripi) e il gruppo di Terme Vigliatore, soprattutto nel settore del traffico di stupefacenti spesso perpetrato sinergicamente con altri qualificati sodalizi mafiosi, come quelli calabresi e catanesi. La famiglia in esame è dotata di particolare forza intimidatrice, è fortemente radicata sul territorio con spiccate capacità di rigenerazione e riorganizzazione, nonostante più volte oggetto di attività investigative e pronunce giudiziarie.

I NEBRODI

Nella zona nebroidea, nello specifico a Tortorici e zone contigue – scrive la Dia -, risulterebbe radicata la famiglia Tortoriciana, locale matrice mafiosa suddivisa in due gruppi, quello dei Bontempo Scavo e quello dei Batanesi. Quest’ultimo gruppo, nel tempo, avrebbe assunto il predominio nella zona manifestando notevole interesse verso l’illecito accaparramento dei finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo agro-pastorale, perpetrato attraverso numerose truffe in danno dell’Unione Europea con il coinvolgimento di professionisti, così come confermato dalla recente sentenza di condanna emessa il 5 settembre 2024 dalla Corte di Appello di Messina a conclusione del secondo grado di giudizio del procedimento “Nebrodi” (scattato il 15 gennaio 2020 ndr). Sempre nel quadrante nebroideo – prosegue la Dia -, agisce la famiglia di Mistretta, compagine criminale legata a Cosa nostra, nello specifico al mandamento palermitano di San Mauro Castelverde, che influenzerebbe l’area tra le province di Messina, Palermo ed Enna…Un collaboratore di giustizia (Carmelo Barbagiovanni, di Tortorici, che si è definito numero 2 del clan dei Batanesi ndr) affermerebbe, nelle dichiarazioni rese e riportate nel provvedimento inerente all’operazione “Nebrodi 2” (scattata il 6 febbraio 2024 ndr) che tale sodalizio, sebbene inserito nel mandamento palermitano, ha mantenuto nel corso degli anni stretti legami con il gruppo dei Batanesi.

Edited by, mercoledì 28 maggio 2025, ore 12,10. 

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