Rocca di Caprileone: Falsa testimonianza e calunnia ai danni del comandante Schillaci, condannati due giovani

Il giudice monocratico del tribunale di Messina RITA SERGI ha condannato, a 2 anni e 4 mesi di reclusione, due giovani accusati di falsa testimonianza e di calunnia ai danni del luogotenente GIUSEPPE SCHILLACI, al tempo dei fatti comandante la Stazione dei carabinieri di Rocca di Caprileone (foto in alto). Il processo faceva riferimento all’omicidio di ANDREA OBERDAN BRUNO, ucciso l’11 febbraio 2013…

Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Il giudice monocratico del tribunale di Messina Rita Sergi ha condannato, a 2 anni e 4 mesi di reclusione, Giuseppe Arcodia Pignarello, 26 anni, di Maniace (Ct) e Alessio Antonuccio, 30 anni, di Isola delle Femmine (Pa), accusati di falsa testimonianza e di calunnia ai danni del luogotenente Giuseppe Schillaci, al tempo dei fatti comandante la Stazione dei carabinieri di Rocca di Caprileone, oggi in quiescenza. La vicenda trae origine dalla deposizione resa dai due giovani nell’ambito del processo celebratosi nel 2014 in Corte d’Assise a Messina a carico di Sebastian Oriti, imputato dell’omicidio di Andrea Oberdan Bruno, ucciso a coltellate a Rocca di Caprileone la mattina dell’11 febbraio 2013 nell’androne di casa e con l’Oriti che sta scontando, in carcere, la condanna definitiva a 24 anni di reclusione. I due, escussi quali testimoni all’udienza del 22 dicembre 2014, negavano alcune circostanze riferite in fase di indagine ai carabinieri ed asserivano che, quanto trascritto nel verbale di sommarie informazioni testimoniali, era stato travisato dal comandante Schillaci, il quale poi faceva rileggere ai dichiaranti un documento diverso da quello in seguito da loro sottoscritto. La Corte d’Assise non credeva alla deposizione resa in dibattimento dall’Arcodia Pignarello e dall’Antonuccio e disponeva la trasmissione degli atti alla Procura affinché si valutasse di procedere contro i due giovani per i reati di falsa testimonianza e di calunnia posti in essere al fine di favorire l’imputato dell’omicidio Oriti. La richiesta della Corte veniva accolta e il pm, il 7 novembre 2020, avanzava richiesta di rinvio a giudizio che il Gup del Tribunale di Messina, il 12 maggio 2021, accoglieva disponendo l’avvio del processo. All’udienza Arcodia Pignarello è stato difeso dall’avvocato Giovanni Costanzo Piccinino del foro di Catania e Antonuccio dall’avvocato Bernardette Grasso. Gli imputati sono stati condannati al risarcimento del danno, da liquidarsi in sede civile (solo se la sentenza di condanna sarà definitiva), in favore di Giuseppe Schillaci, costituitosi parte civile con l’avvocato Alessandro Nespola in quanto vittima della calunnia degli imputati. Grande soddisfazione per il sottufficiale, originario di Caronia, che ha patito nel corso di questi anni sofferenza e fastidio a causa di infamanti accuse rese pubblicamente in un’aula di Tribunale anche al fine di adombrare l’operato di un uomo e di un carabiniere sempre onesto e scrupoloso.

Edited by, giovedì 21 luglio 2022, ore 11,36. 

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