Come dimostra il video, sono dodici le bare, con all’interno altrettanti defunti e, quindi, a funerali svolti, in attesa di sistemazione, leggasi sepoltura, al cimitero di Sant’Agata Militello: un vergognoso magazzino di anime. Che fa chi di competenza? Il servizio…
TERESA FRUSTERI
Chiamatela camera mortuaria, chiamatelo deposito di osservazione. Ma la realtà che le immagini odierne restituiscono è quella di un magazzino di anime. Oltre dieci feretri sono attualmente ammassati in una stanza, allineati su gelide scaffalature metalliche, in attesa di una sepoltura che il Comune non riesce a garantire.
La camera mortuaria dovrebbe essere un luogo di passaggio dignitoso, il tempo di un ultimo saluto prima della tumulazione. A Sant’Agata di Militello, invece, è diventata un binario morto. Vedere quelle bare disposte su più livelli, come merce in attesa di smistamento, è uno spettacolo che lacera il cuore e offende la coscienza di un’intera comunità. Non è solo un problema di spazio: è un fallimento di civiltà. Dietro ogni legno lucido c’è una storia, una famiglia che piange, un vuoto che non trova pace.
L’ombra della cronaca e l’immobilismo
Questa situazione non nasce dal nulla. Solo qualche mese fa, il cimitero è finito al centro di una bufera giudiziaria con l’intervento della guardia di finanza della Tenenza di Sant’Agata di Militello. Quel sequestro di aree e ossari aveva già svelato una gestione torbida e indagini della Procura di Patti che pesano come macigni sulla gestione dei servizi cimiteriali. Eppure, nonostante i riflettori della giustizia e le continue lamentele per l’emergenza loculi, nulla sembra essere cambiato.
Dignità sospesa: Le famiglie sono costrette a vivere un lutto “congelato”. Non c’è una lapide su cui piangere, non c’è un luogo dove portare un fiore che non sia questo deposito spoglio e indecoroso.
Carenza cronica
La mancanza di posti è un’emergenza annunciata da anni ma le soluzioni tampone e le promesse di nuovi loculi non bastano più quando si arriva a trattare i defunti come oggetti da stoccare.
Il tempo delle scuse è scaduto
Oltre le carte, oltre i bandi e oltre le indagini delle Fiamme Gialle che hanno segnato gli ultimi mesi, restano quei feretri. Restano gli sguardi dei parenti che non sanno dove poggiare un fiore e che sono costretti a subire l’ennesimo affronto burocratico. L’amministrazione ha il dovere morale di uscire dai palazzi, smettere di rimpallare responsabilità tecniche e svuotare immediatamente quella stanza. Sant’Agata di Militello non chiede miracoli, chiede solo la decenza elementare di poter onorare i propri cari. Ridate dignità a chi non c’è più. Il tempo delle giustificazioni è finito.
Edited by, sabato 11 aprile 2026, ore 16,12.