S.Agata Militello: Porto dei Nebrodi. Nuova proroga ma la fiducia è finita

Ancora una scadenza mancata. Ancora un rinvio. Ancora promesse che si scontrano con la realtà dei fatti. Il Porto dei Nebrodi di Sant’Agata Militello continua a essere il simbolo di un’opera incompiuta che, a distanza di oltre sette anni dall’avvio dei lavori, non riesce a vedere la luce. Doveva essere completato nel 2019 (!!!), adesso c’è l’ennesima proroga sino al 24 aprile, quindi il problema del dragaggio. Il servizio…

TERESA FRUSTERI

Ancora una scadenza mancata. Ancora un rinvio. Ancora promesse che si scontrano con la realtà dei fatti. Il Porto dei Nebrodi di Sant’Agata Militello continua a essere il simbolo di un’opera incompiuta che, a distanza di oltre sette anni dall’avvio dei lavori, non riesce a vedere la luce.

L’ennesimo termine, fissato prima al 26 marzo e poi fatto slittare al 24 aprile, conferma un copione ormai noto: si procede per proroghe, mentre la consegna definitiva resta un miraggio. Eppure, sulla carta, i lavori sarebbero ormai agli sgoccioli. Secondo l’ultima verifica di febbraio, resterebbe da completare appena il 9% dell’opera, pari a circa 3,4 milioni di euro su un totale di quasi 40 milioni. Numeri che dovrebbero far ben sperare. Ma la realtà percepita dai cittadini è ben diversa.

PROMESSE DISATTESE, FIDUCIA AZZERATA

L’opera, che doveva essere consegnata nel novembre 2019 (!!!), ha accumulato ritardi su ritardi. Troppi annunci, troppe date disattese, troppe rassicurazioni smentite dai fatti. Oggi, a Sant’Agata, prevale un sentimento diffuso: non si crede più a nulla finché non si vedrà il porto finito. Il Responsabile Unico del Procedimento, geometra Claudio Frusteri, ha concesso una nuova proroga motivata anche dalle condizioni meteo degli ultimi mesi. Ma nessuno esclude che anche il termine del 24 aprile possa essere ulteriormente rinviato. Nel frattempo si procede “a step”, con l’obiettivo dichiarato di completare almeno le opere a terra entro l’estate. Un obiettivo che, alla luce della storia recente, appare tutt’altro che scontato.

IL NODO IRRISOLTO DEL DRAGAGGIO

Ma il vero punto critico resta uno: il dragaggio. Un intervento previsto fin dall’appalto originario e mai realizzato. Un’assenza pesante, non solo per la funzionalità del porto ma anche per le ricadute ambientali e costiere. Il dragaggio, infatti, avrebbe consentito il ripascimento naturale del lungomare, attraverso il trasferimento della sabbia accumulata nell’area portuale. Oggi, invece, si scopre che per rimuovere quella sabbia servirebbero ulteriori 10 milioni di euro, secondo quanto dichiarato dal sindaco Bruno Mancuso in una recente intervista. Una cifra relativamente contenuta, che però apre interrogativi ben più grandi.

DOMANDE SENZA RISPOSTE

Perché questi lavori non sono stati eseguiti nei tempi previsti? Si sta forse attendendo un nuovo provvedimento per affidare anche il dragaggio alla stessa impresa? Alla stessa ditta che ha già accumulato sette anni di ritardo? Sono domande legittime, che circolano sempre più insistentemente tra cittadini e osservatori. Già nel dicembre 2025, il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Puleo aveva sollevato il problema con un’interrogazione dettagliata (l’ennesima), anticipando di fatto lo scenario attuale. Le rassicurazioni arrivate allora dall’amministrazione comunale sono state smentite dai fatti.

UN’OPERA SIMBOLO DI RITARDI

Il Porto dei Nebrodi rischia ormai di diventare il simbolo di una gestione inefficiente e di una programmazione che non riesce a tradursi in risultati concreti. E mentre si continua a parlare di percentuali residue e scadenze imminenti, la realtà è sotto gli occhi di tutti: un’infrastruttura strategica per il territorio ancora incompleta, un’opportunità mancata per lo sviluppo economico e turistico della zona. La sensazione, sempre più diffusa, è che il tempo degli annunci sia finito.

Edited by, giovedì 9 aprile 2026, ore 14,43. 

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