San Marco d’Alunzio: L’indagine sulla RSA (11 morti, 3 indagati). Chiuso l’incidente probatorio con importanti novità

Undici morti in piena emergenza Coronavirus (originario nome del virus) e tre indagati. Per questa vicenda c’è una indagine in corso, davanti al Gip del Tribunale di Patti EUGENIO ALIQUO’, sulla RSA di San Marco d’Alunzio e le due strutture annesse (foto in alto il complesso). Per i consulenti d’ufficio nessuna colpa, di quanto accadde nella primavera 2020, può essere attribuita ai responsabili delle due strutture sanitarie ed assistenziali che fanno capo alla famiglia MIRACULA…

Importanti novità, a conclusione dell’incidente probatorio svoltosi davanti al Gip del Tribunale di Patti Eugenio Aliquò sulla RSA, la Residenza sanitaria aluntina dove, nella drammatica primavera 2020 in piena emergenza determinata dal Coronavirus, scaturirono 11 decessi, a causa del virus, per altrettanti anziani e pazienti a causa del focolaio scoppiato nella RSA “Villa Pacis San Francesco” e nella struttura di supporto “Residenza Aluntina”.

Allo stato gli indagati sono tre: Tindara Irò, presidente dell’Associazione dei Balocchi, gestore della RSA, difesa dagli avvocati Salvatore Librizzi e Salvatore Saccà; Nunziatina Miracula, amministratore unico della RSA “Villa Pacis San Francesco”, assistita dall’avvocato Salvatore Giannone e Biagio Todaro, responsabile di gestione della Residenza Aluntina, difeso dall’avvocato Massimo Miracola.

L’incidente probatorio era stato chiesto dal titolare delle indagini, il sostituto procuratore di Patti Andrea Apollonio. Nell’ultima udienza c’è stato l’esame dei consulenti tecnici d’ufficio, la professoressa Elvira Ventura Spagnolo e il prof. Antonio Cascio, che hanno discusso a lungo sulla relazione depositata, per comprendere in sostanza se ai tre indagati si può o meno contestare il reato di epidemia colposa. Per le difese erano presenti anche i consulenti di parte, il dott. Mario Mondello e il prof. Giulio Cardia. I consulenti d’ufficio hanno risposto alle domande del pm e degli avvocati ed hanno consegnato al giudice Aliquò un corposo atto composto da oltre 300 pagine. Sostanzialmente, tenuto conto di quanto emerge dalla documentazione presente agli atti, acquisita durante le indagini e anche successivamente durante le operazioni peritali, seppur siano individuabili elementi di censura sotto l’aspetto organizzativo-gestionale delle strutture aluntine coinvolte, non si può non considerare, valutando nel complesso l’intera vicenda con il criterio, il grosso limite dettato dalle conoscenze mediche all’epoca dei fatti su quanto è avvenuto nelle strutture per anziani presenti sull’intero territorio nazionale. In definitiva, per i consulenti d’ufficio, nessuna colpa, per il decesso degli undici anziani, è addebitabile ai responsabili delle strutture sanitarie ed assistenziali che sono gestite dalla famiglia Miracula che fa capo al sindaco di San Marco d’Alunzio Filippo Miracula. L’indagine prosegue.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, venerdì 3 giugno 2022, ore 15,56. 

 

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