
Una città intera, Reggio Emilia, con in testa il sindaco MARCO MASSARI, è addolorata per l’assurda tragedia di lunedì sera dove, a coltellate, ANDREA PELLATI, 43 anni, ha ucciso il pizzaiolo RAFFAELE STIPA (foto in alto), 67 anni, originario di Capo d’Orlando, titolare con la sorella ANTONELLA della pizzeria “Yoghi”, frequentatissima. Il delitto potrebbe essere maturato per un debito di 35 euro di pizze arretrate non pagate. La sorella, ferita nell’aggressione, sta meglio e ha ricostruito quanto accaduto. L’indagato è in carcere con le accuse di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate. Raffaele Stipa doveva tornare in ferie a Capo d’Orlando ad agosto. Il servizio sul link Cronaca…
GIUSEPPE LAZZARO
Un omicidio inspiegabile, maturato senza avvisaglie. Antonella Stipa, 52 anni, sorella di Raffaele, 67 anni, ferita mentre cercava di difendere il fratello pizzaiolo, originario di Capo d’Orlando ucciso a coltellate, affida il suo sgomento alla Gazzetta di Reggio Emilia: “L’assassino lo conosciamo benissimo, da ben 25 anni. E non ha mai creato problemi. Non so cosa gli sia scattato in testa: la rabbia, pura rabbia”.
L’uomo arrestato, Andrea Pellati, 43 anni, era qualcosa di più di un cliente abituale. Un residente del quartiere, che spesso i pizzaioli aiutavano facendo credito. È stata Antonella a indicare nell’immediatezza agli investigatori nome e cognome dell’aggressore. Il 43enne, racconta Antonella, soprattutto quando era a corto di soldi mandava “avanti” altri. Cosa accaduta anche lunedì a pranzo, con una amica del 43enne. “Le ho fatto presente – dice la donna ferita, tuttora ricoverata – della promessa del giorno prima e le ho detto “stavolta ti servo, ma non venire più, ormai hai un debito di 35 euro”. Lei ha risposto che avrebbe saldato quando avrebbe riscosso la pensione, ai primi di luglio.

Poi la sera, intorno alle 21, si presenta Andrea Pellati alla pizzeria “Yoghi”. “Raffaele in quel momento era da solo accanto al forno perché io ero in bagno – prosegue la sorella -. Quell’uomo non ha detto nemmeno una parola. È entrato, ha appoggiato lo zaino a terra vicino alla macchinetta del caffè, ha tirato fuori il coltello da cucina che si era portato da casa, ha girato dietro al bancone e ha aggredito mio fratello”. L’intera azione è stata filmata dalle telecamere interne del locale. “Dopo mio fratello, ha accoltellato me, che mi sono messa in mezzo. L’aspetto strano è che non c’è stato un grido, una parola, niente. Tanto che c’erano dei clienti, nella saletta a fianco, che non si sono accorti di nulla. Finché io, a terra in una pozza di sangue, ho urlato “aiuto, aiuto” e a quel punto le persone presenti hanno dato l’allarme al 112”. “Mi deve dire il perché, perché lo ha fatto. Per i soldi? Per 35 euro? Non c’era alcun bisogno, avremmo continuato a fargli credito. Chissà cosa gli è passato per la testa. Davvero non me lo spiego”.
L’aggressione è avvenuta lunedì sera alla pizzeria “Yoghi” in via Gran Sasso d’Italia, nella zona sud della città, non lontano dall’ospedale. Stipa era arrivato trent’anni fa a Reggio Emilia e gestiva il locale da oltre vent’anni insieme alla sorella, rimasta ferita dal killer mentre cercava di difendere il fratello.

Raffaele Stipa al lavoro e, in basso, con la sorella Antonella
Pellati ora dovrà rispondere di omicidio aggravato e lesioni personali aggravate nei confronti della donna ma al vaglio della sostituta procuratrice di Reggio Emilia Maria Rita Pantani, titolare del fascicolo d’inchiesta, c’è anche l’ipotesi di chiedere le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. “Il presunto movente è partito in realtà da mezzogiorno di lunedì”, ha puntualizzato in conferenza stampa il Procuratore di Reggio Emilia Calogero Gaetano Paci, quando un amico dell’aggressore era andato a chiedere tre pizze senza pagare. C’è stato il rifiuto della sorella perché “avevano altri debiti per pizze non pagate di entità esigua”. Cosa sia poi maturato difficile dirlo “ma da ciò che abbiamo ricostruito dalle telecamere interne del locale, l’uomo è entrato unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima”.

Il giorno dopo, davanti alla pizzeria, una processione di persone del quartiere per ricordare il titolare e ieri sera si è svolta una fiaccolata con in testa il sindaco reggiano Marco Massari. C’è chi porta un fiore e chi scrive un messaggio su un foglio accanto a un pupazzetto. “Era una bravissima persona – racconta una signora del quartiere – noi della zona venivamo tutti qui a mangiare una pizza. Aveva una gentilezza che andava oltre. Mi dispiace tantissimo, è morto dove aveva dedicato la vita”.
Raffaele Stipa doveva tornare in ferie a Capo d’Orlando ad agosto come ogni anno. La vittima mera vedova e lascia due figli, nel centro paladino contava diversi parenti e numerosi cugini tra cui gli Stipa del noleggio e vendita auto sulla via Consolare Antica.
Edited by, mercoledì 1 luglio 2026, ore 14,02.