Militello Rosmarino: Due anni dopo il devastante incendio è ancora dramma per alcune famiglie, senza casa e futuro

Sono passati due anni da quel drammatico 22 settembre 2023 quando un devastante incendio colpì alcune contrade di Militello Rosmarino (foto in alto). Ma, dopo due anni, nulla è ancora stato fatto: non c’è un piano di ricostruzione e ci sono famiglie ancora senza casa e senza futuro. Il servizio…

TERESA FRUSTERI

22 settembre 2023: Militello Rosmarino brucia. Le fiamme salgono dalle contrade Picasi, San Leonardo, Scurzi, avvolgono le colline, lambiscono il centro storico. Il cielo diventa nero, la gente scappa, i vigili del fuoco e la protezione civile corrono di casa in casa per far evacuare. Canadair ed elicotteri sorvolano il paese, la strada provinciale viene chiusa, il fuoco sembra inghiottire tutto.

Oggi, due anni dopo, chi c’era ricorda quei giorni con la paura negli occhi. Quando lo raccontano, ancora oggi, hanno le lacrime. La sirena dei mezzi di soccorso, il crepìtio del fuoco, l’odore di bruciato: sono ricordi che non se ne vanno. E poi c’è chi da quell’incendio non si è mai ripreso. Famiglie che non sono mai rientrate nelle loro case. Le loro abitazioni sono ancora inagibili, alcune distrutte, altre ridotte a scheletri anneriti. Pareti crepate, tetti crollati, mobili bruciati, fotografie di una vita andate in fumo.

Oggi queste persone vivono in una sola stanza, in alloggi di fortuna o da parenti. Hanno perso le loro comodità, la loro intimità, la loro quotidianità. Di aiuti se ne sono visti pochi, di risposte ancora meno. Nessun piano chiaro di ricostruzione, nessun sostegno che dia certezze. Molti di loro vivono ancora oggi sospesi, tra la speranza e la rassegnazione. Questa non è solo cronaca: è una ferita aperta nel cuore di una comunità. Militello Rosmarino non può e non deve dimenticare. Ricordare significa pretendere che chi ha perso tutto abbia finalmente ciò che gli spetta: una casa, una vita dignitosa, la possibilità di ricominciare.

“Siamo stanchi — dice con la voce spezzata una delle famiglie colpite. — Sono due anni che viviamo in una stanza, senza privacy, senza le nostre cose. Ogni giorno ci svegliamo guardando le macerie e ci sembra di rivivere l’incendio. Ci sentiamo abbandonati, dimenticati da tutti. Abbiamo perso tutto: la casa, la tranquillità, i nostri ricordi. Chiediamo alla Regione Siciliana e alle istituzioni un aiuto vero, concreto. Non vogliamo promesse, vogliamo solo tornare a vivere, a sentirci di nuovo a casa nostra, a ricostruire la nostra vita qui, nel nostro paese”. Perché la vera ricostruzione non è spegnere le fiamme, ma restituire a queste famiglie un futuro.

Edited by, martedì 23 settembre 2025, ore 9,35. 

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