
Consiglio comunale (foto in alto) ad alta tensione a Sant’Agata di Militello: bocciata la commissione d’indagine sul porto presentata dal consigliere GIUSEPPE PULEO che si rivolgerà all’Autorità giudiziaria, rinviata la definizione agevolata dei tributi e scontro politico tra maggioranza e opposizione. Il servizio…
TERESA FRUSTERI
Un consiglio comunale ad alta tensione si è trasformato nell’ennesima puntata del teatro dell’assurdo mondo politico santagatese. Tra commissioni d’indagine negate senza proferir parola, varianti milionarie e clamorosi autogol burocratici che rinviano le agevolazioni fiscali per i cittadini, l’ultima seduta ha offerto uno spettacolo, sicuramente non memorabile, di fronte a una comunità che aspetta risposte concrete ormai da troppo tempo.
Il primo round si è consumato sul porto, un’opera che sembra navigare da anni nel mare aperto dei ritardi e dei misteri finanziari. Il consigliere di opposizione Giuseppe Puleo ha presentato una mozione chiara: istituire una Commissione d’indagine per fare luce su un iter che definire tormentato è un eufemismo. I numeri e i fatti snocciolati in aula da Puleo, supportati da relazioni tecniche e atti, sono da capogiro: dai 48 milioni di euro inizialmente posti a base di gara si è già passati a un aumento di circa 20 milioni (per un totale che sfiora i 68 milioni).
E ancora: il giallo del molo di sottoflutto. La ditta esecutrice ha chiesto altri 11 milioni di euro per “opere complementari”, giustificandoli con un presunto rischio collasso del molo per il 40%. Una tesi basata su una relazione dell’Università di Catania che però, secondo Puleo, presenterebbe pesanti limiti metodologici e indagini geofisiche inutilizzabili. Il sospetto sollevato in aula è pesante: il rischio di crollo strutturale sarebbe stato enfatizzato ad arte solo per intercettare nuovi fondi pubblici.
Strutture già deteriorate – Le carte lette in aula parlano di ammaloramenti evidenti delle strutture a terra, infissi non a norma di sicurezza e un dragaggio – inizialmente previsto dall’appalto originario – che non sarebbe mai stato eseguito. ?Di fronte a questo scenario, la maggioranza che sostiene l’amministrazione (con i voti dei consiglieri Natale, Indriolo, Armeli, Pilato e Sberna) ha scelto la via del silenzio, votando contro la commissione d’indagine senza fornire mezza motivazione. A rendere il quadro ancora più grottesco ci ha pensato un’assenza pesante tra i banchi della minoranza: quella del consigliere Paolo Starvaggi, capogruppo di minoranza. Un’assenza che profuma di clamorosa contraddizione politica: proprio l’avvocato Starvaggi, infatti, in più occasioni aveva sbandierato pubblicamente l’altisonante promessa di voler istituire un “osservatorio sul porto”. Un organismo rimasto rigorosamente sulla carta e mai nato che, ironia della sorte, ha visto il suo principale promotore disertare l’aula proprio nella serata in cui si discuteva concretamente di attivare i controlli sul bacino portuale.
In questo scenario di silenzi e banchi vuoti, la vera perla della serata è arrivata dal sindaco Bruno Mancuso. Il primo cittadino, invece di entrare nel merito di sette anni di ritardi e oltre quindici proroghe concesse all’impresa, ha sfoderato una difesa da manuale: «Sono un medico, non un tecnico», ha dichiarato, aggiungendo di aver bisogno di supporto legale e tecnico per rispondere e che, dopotutto, trattandosi di una mozione non aveva nemmeno l’obbligo di replica.
Restano così al buio i tempi di consegna, la reale stabilità del molo e la collaudabilità delle opere, nonostante la forte perplessità espressa dal consigliere Ortoleva che, senza mezzi termini, ha definito la vicenda “un atto vergognoso per la città”.
Poiché il consiglio ha abdicato al proprio dovere di vigilanza, la palla passerà ora alla magistratura: Puleo ha già annunciato un esposto alle autorità giudiziarie.
Se sul porto l’amministrazione si dichiara “non competente” per via delle lauree in medicina, sulla sanatoria fiscale dei tributi comunali (la proposta n. 41 per la cancellazione di sanzioni e interessi sui debiti arretrati) l’aula è sprofondata nel caos tecnico. La seduta è saltata, costringendo al rinvio del regolamento sulla definizione agevolata.
Il motivo? Mancavano i pareri tecnici e contabili obbligatori sugli emendamenti. Eppure, la data del consiglio era fissata da dieci giorni: tutti sapevano che i consiglieri avrebbero potuto presentare modifiche per migliorare il testo a favore dei contribuenti ma né i Revisori dei Conti né la responsabile del Servizio Finanziario, Giuseppina Smiriglia, si sono presentati in aula.
Edited by, mercoledì 17 giugno 2026, ore