
Il Tribunale del Riesame di Messina ha accolto le richieste avanzate dal collegio difensivo (avvocati LUCIO DI SALVO e LIBORIO PORRACCIOLO, foto in alto da sx) di LUCIO MASSIMILIANO DI GANGI, allevatore di Mistretta, sostituendo la custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip del Tribunale di Patti, con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari a Mistretta. L’uomo è stato arrestato per la detenzione di tredici granate e oltre 1.700 cartucce. Il servizio…
Il Tribunale del Riesame di Messina ha accolto le richieste avanzate dal collegio difensivo di Lucio Massimiliano Di Gangi, allevatore di Mistretta, sostituendo la custodia cautelare in carcere, disposta dal Gip del Tribunale di Patti, con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari a Mistretta.
Un risultato significativo per gli avvocati difensori Lucio Di Salvo e Liborio Porracciolo, maturato al termine di un’udienza particolarmente delicata e celebrata in un clima reso ancora più complesso dal forte clamore mediatico sviluppatosi negli ultimi giorni.
La vicenda, nata dal rinvenimento di tredici granate e di oltre 1.700 cartucce in un terreno agricolo, era stata infatti rapidamente proiettata in uno scenario ben più ampio: il nome dell’artificiere mistrettese Pietro Rampulla per la strage di Capaci del 23 maggio 1992, l’ipotesi del tritolo e presunti collegamenti familiari avevano occupato titoli giornalistici, rischiando di sovrapporre la suggestione alla valutazione della posizione personale dell’indagato.
La difesa ha invece ricondotto il confronto al dato processuale, insistendo sulla necessità di distinguere la gravità oggettiva del materiale sequestrato dalla prova della sua effettiva e consapevole disponibilità da parte di Di Gangi.
Il Tribunale del Riesame, pur senza pronunciarsi sul merito definitivo delle accuse, ha ritenuto non più giustificata la permanenza in carcere dell’indagato, sostituendola con gli arresti domiciliari. Una decisione che non elimina il vincolo cautelare ma ne ridimensiona sensibilmente l’intensità, accogliendo la richiesta del collegio difensivo di ricondurre la misura entro criteri di adeguatezza e proporzionalità.
Una decisione che segna un primo importante punto a favore della difesa e che restituisce alla vicenda la sua corretta dimensione giudiziaria. Le indagini proseguiranno e ogni valutazione di responsabilità resta impregiudicata; il Riesame ha però stabilito che, allo stato, le esigenze cautelari possono essere fronteggiate senza la permanenza in un istituto penitenziario. Un primo significativo riequilibrio tra la gravità delle contestazioni e la posizione concreta dell’indagato, riportata dalla difesa sul terreno degli atti e delle garanzie processuali.
g.l.
Edited by, venerdì 17 luglio 2026, ore 12,14.