Scegliere i fiori per il proprio matrimonio: intervista a Daniel Calamunci di “La Primavera” (Ficarra)

Prosegue il nostro viaggio, nella sezione Pubblicità, alla ricerca e al modo di preparare al meglio un matrimonio. Dopo un primo servizio in precedenza pubblicato e visibile in archivio sul link Pubblicità dal titolo “Sposarsi in provincia di Messina: idee per organizzarsi e vivere un giorno da sogno” (9 luglio u.s.), ecco un altro servizio su come scegliere i fiori per il proprio matrimonio con una intervista ad un imprenditore ed esperto del settore: DANIEL CALAMUNCI, di “La Primavera”, a Ficarra…

Nell’organizzazione di un matrimonio ci sono decisioni che sembrano secondarie fino al giorno in cui si varca la porta della chiesa e ci si accorge che, in fondo, la scena la fanno loro: i fiori. Sono ovunque, sull’altare, tra le mani della sposa, sui tavoli, all’ingresso della sala e sono anche l’unico elemento vivo di tutta la giornata. Ne abbiamo parlato con Daniel Calamunci, floral designer di La Primavera, attività di famiglia con sede a Ficarra, sui Nebrodi in provincia di Messina, che dal 1987 segue cerimonie in tutta la provincia e che oggi porta avanti anche il progetto online dedicato alle bomboniere.

Molte coppie arrivano da lei con le idee già chiare?

“Arrivano con lo screenshot. Quasi tutte. Una foto salvata da Instagram o di un altro matrimonio, e la domanda è: “voglio questo”. Io non dico mai di no ma la prima cosa che chiedo non riguarda i fiori. Chiedo dove vi sposate, a che ora, e che aspetto ha la sala”.

Perché il luogo viene prima?

“Perché il luogo decide più della metà del lavoro. Una chiesa barocca con marmi e ori non ha bisogno di composizioni imponenti: rischi solo di sovraccaricare, spendere molto e non vedere nulla. Una sala moderna, bianca, con soffitti alti, invece assorbe tutto: lì servono volumi veri, altrimenti i tuoi fiori spariscono. Poi c’è la luce: un ricevimento all’aperto a giugno alle 5 del pomeriggio ha una luce durissima, che spegne i colori pastello e fa sembrare il bianco quasi grigiastro. Al tramonto quegli stessi fiori diventano perfetti. Sono cose che in foto non si vedono, ma dal vivo fanno tutta la differenza”.

Se una coppia ha un budget limitato, dove deve concentrarlo?

“Se una coppia ha un budget limitato, il consiglio è di distribuirlo in modo strategico, mantenendo comunque un allestimento armonioso e coerente in tutti gli spazi. Le priorità sono sicuramente il bouquet della sposa, perché sarà presente in moltissime fotografie della giornata; il punto della cerimonia, come l’altare, su cui si concentra l’attenzione degli invitati; l’ingresso della chiesa o la location, che rappresenta il primo impatto visivo e diventa spesso lo sfondo delle fotografie all’arrivo e all’uscita degli sposi; e infine i tavoli, dove gli ospiti trascorrono gran parte del ricevimento. Quando il budget non permette di decorare ogni angolo con la stessa intensità, è preferibile evitare tanti piccoli elementi sparsi e concentrare l’allestimento nei punti più importanti. Questo, però, senza trascurare completamente gli altri spazi: anche con composizioni più semplici, richiami floreali o elementi coordinati, è fondamentale mantenere continuità ed equilibrio nell’intero matrimonio”.

Come si sceglie?

“Guardando l’abito, non il catalogo. Un abito con ricami importanti chiede un bouquet pulito e compatto, altrimenti litigano. Un abito lineare regge un bouquet più libero, quasi scomposto. Poi c’è una cosa che nessuno considera: il peso e le proporzioni. Ho visto bouquet bellissimi e sbagliati, perché troppo grandi. E vanno provati: chiedete sempre una prova, con l’abito o almeno con una foto dell’abito”.

Voi seguite anche le bomboniere. Che rapporto c’è con i fiori?

“Più stretto di quanto si creda, ed è il motivo per cui negli anni ci siamo occupati di entrambe le cose: dal negozio di Ficarra è nato anche il nostro store online di bomboniere per il matrimonio. La bomboniera resta in casa degli invitati per anni. Se le due cose parlano la stessa lingua, stesso colore del nastro, stesso verde, stessa idea di eleganza, il ricordo funziona. Se invece hai un allestimento tutto ulivo e toni naturali e poi consegni una bomboniera dorata e barocca, hai spezzato il racconto. Il mio consiglio è banale ma quasi nessuno lo segue: scegliete la palette una volta sola, all’inizio, e fate passare da lì ogni decisione, partecipazioni comprese”.

Se dovesse riassumere tutto in un solo consiglio?

“Direi di non partire dai fiori ma dalle emozioni che si vogliono vivere e trasmettere. Un allestimento ben riuscito non è necessariamente quello più ricco o spettacolare ma quello capace di valorizzare i luoghi, rispettare lo stile della coppia e creare un’atmosfera armoniosa dall’inizio alla fine. Il compito del fiorista è proprio questo: ascoltare, interpretare e trasformare una storia personale in qualcosa che si possa vedere, vivere e ricordare. Perché, alla fine, il matrimonio più bello non è quello che assomiglia a una fotografia trovata online, ma quello nel quale gli sposi riescono davvero a riconoscersi”.

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Edited by, giovedì 23 luglio 2026, ore 19,28. 

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