
Fuoco e fiamme nell’attesa seduta di ieri sera del Consiglio comunale di Sant’Agata di Militello. Con i voti della maggioranza il consesso civico è stato salvato e non arriverà il commissario ad acta ma sono annunciate tegole pesanti per i cittadini in tema di tasse. Minoranza polverizzata con il capogruppo PAOLO STARVAGGI che ha teso la mano al “nemico storico”, il sindaco BRUNO MANCUSO (foto in alto i due con l’IA). Il servizio…
TERESA FRUSTERI
Un’aula consiliare tesa e preoccupata ha fatto da cornice alla seduta che si è svolta ieri sera, al municipio di Sant’Agata di Militello. Al centro della discussione del Consiglio c’era la Proposta di Deliberazione n. 77 del 20 luglio 2026, un documento dell’Ufficio Ragioneria che mette sul piatto il futuro economico della città: il bilancio dell’ente e la gestione della pesante tegola arrivata dalla Corte dei Conti. La maggioranza ha votato la delibera in blocco, senza che nessun consigliere di governo prendesse la parola per spiegare ai cittadini il motivo di questa scelta. Un silenzio tattico, dietro cui ci si è fatti scudo dei pareri tecnici degli uffici. Ma dietro i paroloni tecnici e la presunta “responsabilità istituzionale”, c’è un dato politico incontrovertibile che si mormora a mezza bocca nei corridoi: se la delibera sul bilancio non fosse passata, la conseguenza diretta sarebbe stata la decadenza del consiglio e il ritorno a casa di tutti i consiglieri mentre sarebbero rimasti in sella, sino alla fine del mandato, sindaco e giunta, come sta avvenendo, per ragioni differenti, a Caronia e a Sinagra. Ed è qui che cade il velo d’ipocrisia. Più che il bene della città, a muovere le mani alzate per il “sì” sembra sia stato il più classico e istintivo spirito di conservazione: la paura viscerale di perdere la poltrona. Una maggioranza che vota a scatola chiusa non per convinzione ma per pura sopravvivenza politica.
La realtà dei fatti, dunque, è una: chi oggi ha alzato la mano per salvare la propria poltrona si è assunto una responsabilità chiarissima di fronte alla città. Se il ricorso presentato a Roma dal Comune dovesse andare male (l’udienza è stata rinviata tra settembre e ottobre), scatterà un piano di rientro forzato dal disavanzo di ben 1,78 milioni di euro. Tradotto per i cittadini: il Comune dovrà recuperare quasi 600mila euro all’anno per tre anni. Come intende fare cassa l’amministrazione?
I documenti allegati alla delibera parlano chiaro e prospettano due strade dolorose per le famiglie.
Mazzata sui servizi di base, tagli al budget dell’asilo nido comunale (con il rischio di ridurre i posti disponibili); sforbiciate ai fondi per la mensa scolastica; riduzione delle risorse destinate al trasporto con gli scuolabus per le frazioni.
Aumenti delle tasse, rincari della bolletta dell’acqua; aumento del canone sul suolo pubblico per i commercianti; incremento dei diritti di segreteria; aumento della tassa di soggiorno. Un pacchetto “lacrime e sangue” che andrebbe a colpire soprattutto il ceto medio-basso e le famiglie lavoratrici.
Ma il momento più alto del teatro politico si è toccato tra i banchi della minoranza. “C’eravamo tanto odiati”, verrebbe da dire riavvolgendo il nastro degli ultimi anni. Chi l’avrebbe mai detto che proprio il consigliere Paolo Starvaggi, l’uomo che per 20 anni ha fatto fuoco e fiamme contro le giunte-Mancuso, si sarebbe reso protagonista di un’improvvisa ed esaltante conversione sulla via di Damasco?
Infatti il consigliere Starvaggi, con un discorso a sorpresa, ha dapprima difeso l’operato dell’Amministrazione sulla gestione del contenzioso con la Corte dei Conti, per poi “tendere la mano” e abbracciarne l’operato in una sorta di collaborazione diretta.
Di fronte a questo inaspettato idillio, il consigliere di minoranza Giuseppe Puleo è rimasto letteralmente allibito e, nel corso del suo intervento, non ha risparmiato una stoccata tagliente: con una battuta ha detto al sindaco che “finalmente ha trovato il consigliere che li difende”, riferendosi chiaramente a Starvaggi. Rifiutando categoricamente di farsi trascinare in questa manovra e di avallare l’abbraccio con l’amministrazione-Mancuso, Puleo ha preferito astenersi e abbandonare l’aula a passo di carica, sancendo di fatto la polverizzazione dell’opposizione.
Al momento di esprimere il voto favorevole hanno alzato la mano Poma, Pilato, Natale, Damiano, Armeli e Indriolo della maggioranza e Ortoleva della minoranza: consiglieri che hanno scelto di tutelare la stabilità della propria poltrona anziché pretendere il taglio dei costi della politica proposto in aula. Hanno salvato lo scranno, è vero, ma hanno firmato la cambiale. E i cittadini di Sant’Agata si ricorderanno perfettamente chi ha messo la firma su questo conto.
Edited by, venerdì 31 luglio 2026, ore 15,05.