S.Agata Militello: La giunta scivola sull’Area Interna Nebrodi. Ottenuto il rinvio del punto in consiglio

Sotto la spinta dei consiglieri ANTONIO VITALE e GIUSEPPE PULEO, è stato rinviato il punto, unico posto all’ordine del giorno dell’ultima seduta del consiglio comunale di Sant’Agata Militello con una apposita variazione di bilancio. Venuto alla luce ciò che era stato coperto e anche alcuni consiglieri di maggioranza hanno votato insieme all’opposizione. Il servizio…

TERESA FRUSTERI

Una seduta, quella del consiglio comunale di Sant’Agata Militello convocata dalla presidente Monica Brancatella, in cui il punto principale all’ordine del giorno era la variazione di bilancio per l’Area Interna Nebrodi (da oltre vent’anni tantissime idee e progetti ma poco o nulla di concreto sino ad ora) e che si è trasformata in un vero e proprio cortocircuito politico per l’amministrazione comunale. Nonostante i numeri d’aula pendessero nettamente a favore del primo cittadino (con la sola assenza del consigliere Alberto Ferraù), la giunta ha subito lo smacco dell’approvazione del rinvio della proposta a cui tanto teneva.

I fatti: ciò che alla vigilia doveva essere una semplice formalità si è rivelato un banco di prova fatale per l’esecutivo. A smontare la delibera presentata dall’amministrazione sono stati i consiglieri Antonio Vitale e Giuseppe Puleo, che hanno portato alla luce cosa si nascondesse davvero dietro l’atto. Non una semplice variazione nominale di 145mila euro, ma una manovra ben più complessa con in palio milioni di euro per opere pubbliche distribuite tra i 29 comuni dell’Area Interna Nebrodi, con singole progettazioni definitive superiori al milione di euro.

In aula, il consigliere di Controcorrente Puleo ha definito la proposta una vera e propria “scatola cinese” mimetizzata da variazione di bilancio e accusando l’amministrazione di aver tentato una sortita per rimediare alla perdita dei fondi PNRR destinati al torrente Rigamo, dirottando le risorse dell’Area Interna Nebrodi sullo stesso progetto. Oltre ad addebitare alla giunta una gestione inadeguata, Puleo ha denunciato la presenza di ben 1,3 milioni di euro destinati a consulenze, avanzando l’ipotesi che tali risorse servissero a finanziare la campagna elettorale.

Non meno duro l’intervento del consigliere Vitale che, lamentando la grave carenza dei documenti allegati, ha evidenziato come il Consiglio fosse stato chiamato a votare un testo monco delle sue parti fondamentali: lo schema di convenzione con la Regione Siciliana e il quadro definitivo delle opere pubbliche. Vitale ha attaccato l’amministrazione accusandola di mancanza di trasparenza per aver nascosto all’aula la reale portata di un provvedimento da oltre 40 milioni di euro. Chiedendo lo slittamento del punto per permettere di studiare le carte, Vitale ha lanciato una stoccata diretta ai banchi che sostengono il sindaco, incalzando i colleghi a non ridursi a votare al buio per sole direttive di scuderia.

Nel silenzio assoluto della giunta e dei consiglieri di maggioranza, la votazione sul rinvio ha riservato un esito clamoroso. La fermezza dell’opposizione ha incrinato il blocco che sostiene l’amministrazione: con un sussulto d’orgoglio, i consiglieri Sberna, Brancatelli e Poma si sono schierati a favore dello slittamento insieme alla minoranza (Puleo, Starvaggi, Alascia e Vitale). Al contrario, i consiglieri Armeli, Natale e Pilato hanno preferito tirare dritto lungo la linea indicata dal sindaco Mancuso, votando contro il rinvio. L’esito delle urne ha gelato l’aula e certificato una disfatta politica non da poco per l’amministrazione. Evidente la soddisfazione a fine seduta tra i banchi di Puleo e Vitale; quest’ultimo ha chiosato a caldo con una battuta che pesa come un macigno: «Finalmente si è capito chi sono i consiglieri pensanti e chi vota prendendo ordini dall’amministrazione».

Edited by, mercoledì 23 settembre 2026, ore 14,44. 

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