Messina: Arrestata a Catania la donna che ha versato l’acido all’avvocato Broccio

E’ stata trovata a Catania, e arrestata con l’accusa di lesioni aggravate, la donna di 47 anni accusata di avere aggredito venerdì sera con l’acido l’avvocato messinese PIERFRANCESCO BROCCIO (foto in alto). La donna, catanese, era stata condannata nel 2007 per l’omicidio del marito e aveva scontato la pena fino al 2020, trascorrendo gli ultimi anni nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. A trovarla ieri sera in via Crispi e a portarla in carcere sono stati i carabinieri. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

E’ stata trovata a Catania, e arrestata con l’accusa di lesioni aggravate, la donna di 47 anni accusata di avere aggredito con l’acido l’avvocato messinese Pierfrancesco Broccio. La donna, catanese, era stata condannata nel 2007 per l’omicidio del marito e aveva scontato la pena fino al 2020, trascorrendo gli ultimi anni nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto. A trovarla ieri sera in via Crispi e a portarla in carcere sono stati i carabinieri.

Broccio, sul quale la 47enne avrebbe spruzzato un acido corrosivo che gli ha causato ustioni sul 20% del corpo, è ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania con la prognosi riservata ma non in pericolo di vita.

I fatti sono accaduti la sera di venerdì scorso allorquando la donna – in passato già assistita dall’avvocato Broccio in un processo penale – aveva chiesto di incontrarlo per ottenere una consulenza legale. L’indagine è nata dalla denuncia della parte offesa che, nell’immediatezza del fatto, ha riferito di avere subito le lesioni durante un incontro promosso dalla stessa donna. Il decreto di fermo – che riflette un quadro indiziario provvisorio ed è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Catania – si fonda su un grave compendio indiziario, costituito allo stato dalle informazioni rese dalla vittima e da altri testimoni, nonché da una serie di intercettazioni finalizzate a rintracciare l’indagata, che nell’immediatezza del fatto si era resa irreperibile. Il professionista aveva prelevato la donna alla stazione ferroviaria di Messina Centrale, per poi dirigersi con lei verso il suo studio del legale al villaggio Santo Stefano Medio. Al momento di scendere dall’auto, la donna avrebbe prelevato dalla propria borsa una bottiglietta con del liquido e l’avrebbe schizzata all’indirizzo del legale, per poi fuggire a piedi.

Edited by, lunedì 28 settembre 2026, ore 12,50. 

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