Il presidente Mattarella concede la grazia (parziale) al gioielliere di Nicolosi che uccise due rapinatori

GUIDO GIANNI (foto in alto), originario di Torino, residente nel catanese, nel 2008 sparò nel suo negozio di orafo a Nicolosi (CT) a tre rapinatori uccidendone due e venne condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione. Il presidente della Repubblica SERGIO MATTARELLA ha firmato ieri la grazia, parziale, che permetterà all’uomo di scontare i poco meno di 4 anni che gli restano da scontare, in affidamento ai servizi sociali. Il servizio sul link Sicilia News…

Nel 2022 Maria Angela Distefano, moglie di Guido Gianni, lanciò una petizione su Change.org per chiedere la grazia al presidente della Repubblica. Il marito, che oggi ha 66 anni, era stato condannato a 12 anni e 4 mesi di reclusione per avere ucciso due banditi, e averne ferito un terzo, che tentavano una rapina nella sua gioielleria di Nicolosi. “Ha difeso me, la sua vita e quella di un cliente”, disse la donna.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha ora concesso la grazia parziale, che ha estinto 3 anni e 2 mesi di reclusione, dopo una pena già espiata di 5 anni e 3 mesi. Gianni dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a 4 anni, che consente al Tribunale di Sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale.

Gianni, originario di Torino, trasferitosi da 30 anni nel catanese, sparò a tre banditi che avevano fatto irruzione nel suo negozio, uccidendone due, di 21 anni, e ferendo il terzo, un pregiudicato di 30 anni. Il fatto avvenne nel 2008. All’inizio dell’inchiesta il gioielliere venne indagato per omicidio per legittima difesa, reato che non prevede l’arresto. Nelle varie fasi processuali i periti ricostruirono che l’uomo, dopo avere ingaggiato una colluttazione con i banditi li avrebbe feriti, ma i colpi mortali sarebbero stati esplosi mentre fuggivano. Il pm chiese 17 anni di reclusione al termine della requisitoria nel processo di primo grado.

Gianni, un orafo noto nella zona per la sua abilità professionale, spiegò di non avere capito che l’arma degli aggressori, una copia perfetta di una calibro 9, fosse giocattolo, confermando di avere sparato due colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio, come aveva già fatto nel dicembre del 1999 sventando un’analoga rapina ma questa volta i banditi invece di fuggire gli puntarono una pistola alla gola. Nacque una colluttazione durante la quale il gioielliere esplose diversi colpi di arma da fuoco ferendo i tre rapinatori, due dei quali in maniera mortale. ”Ho sparato per difendere la vita di mia moglie e la mia, ho difeso la mia famiglia non volevo uccidere”, disse Gianni agli investigatori.

“Ringrazio il presidente Sergio Mattarella per la grazia, anche se parziale, per me lui è il mio eroe, mi ha salvato la vita mentre subivo violenza”, ha commentato la moglie Maria Angela. “Fino a ieri – aggiunge – piangevo lacrime di dolore, oggi di gioia. Penso a lui e a quello che ha passato, adesso spero di poterlo vedere tornare presto a casa”. Ricorda la sua iniziativa di raccolta firme per la grazia ma non vuole aggiungere altro. “Ho parlato con l’avvocato – spiega – e attendiamo il risultato dei conteggi sugli anni che gli restano da scontare e quelli che gli sono stati graziati”. Alla domanda sulla condanna a suo marito glissa: “Preferisco non rispondere, mi interessa vedere mio marito a casa…”.

            G.L.

Edited by, giovedì 8 ottobre 2026, ore 10,42. 

 

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