
La Corte d’Assise di Messina ha condannato SANTO GENOVESE, di Barcellona, a 30 anni di reclusione per l’omicidio del romeno PETRE CIURAR (foto in alto), che aveva 20 anni, avvenuto il 5 dicembre 2010 a Barcellona. Uguale condanna, con il rito abbreviato, è già stata comminata al barcellonese DOMENICO BUCOLO. Il giovane romeno faceva parte della comunità rom e sarebbe stato ucciso poiché avrebbe commesso dei furti, senza permesso, nella località balneare di Calderà. Il servizio…
La Corte d’Assise di Messina (presidente Maria Eugenia Grimaldi) ha condannato Santo Genovese, di Barcellona, a 30 anni di reclusione per l’omicidio del romeno Petre Ciurar, che aveva 20 anni, avvenuto il 5 dicembre 2010 a Barcellona. Al termine della requisitoria i pm Piero Vinci e Francesco Massara avevano chiesto l’ergastolo ma la Corte ha deciso applicando il bilanciamento di equivalenza tra le aggravanti (premeditazione e metodo mafioso) e le attenuanti generiche.
L’imputato, difeso dall’avvocato Pinuccio Calabrò, ricorrerà in appello non appena, fra novanta giorni, saranno depositate le motivazioni della sentenza. Per lo stesso omicidio è già stato condannato a 30 anni di reclusione, con il rito abbreviato, Domenico Bucolo, anch’egli di Barcellona.
L’omicidio di Petre Ciurar è stato ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e dai carabinieri del Ros come “punitivo” in quanto, secondo l’accusa, sarebbe stato pianificato e organizzato dalla consorteria mafiosa barcellonese per colpire Petre Ciurar che non faceva parte di alcuna organizzazione malavitosa ma che, in quanto integrato nella comunità rom presente nel Longano, si era reso responsabile di alcuni furti avvenuti nella zona della località balneare barcellonese di Calderà senza avere avuto il permesso.
g.l.
Edited by, mercoledì 21 ottobre 2026, ore 11,36.