Salute&Benessere: Coronavirus, che fare?

Senza allarmismi, come ha ribadito oggi l’assessore regionale alla Salute RUGGERO RAZZA smentendo un presunto caso a Palermo, ma attenzione. E’ il coronavirus il problema di questo primo mese del 2020 che si chiude oggi e che, comunque, sta preoccupando il mondo. Non poteva che trattare questo delicato e attuale argomento la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, nella puntata n. 137 della settimanale rubrica “Salute&Benessere”…

In questi ultimi giorni la principale notizia in tutti i media mondiali è lo sviluppo di questa epidemia virale dalla Cina, che tanto ci sta preoccupando.  Prima di tutto, è importante conoscere il pericolo, come sempre nella vita.  Compresa poi la gravità del fenomeno e analizzati i possibili riflessi sulla nostra salute, si deve pensare alle modalità di prevenzione, oltre cha alle probabili cure.

Prima di allarmarci troppo, cerchiamo di capire affidandoci a fonti autorevoli, evitando le “fake news”, che nel settore della salute fanno ancora più male perché potrebbero essere dannose per la nostra stessa vita. Per questo motivo, consiglio i miei affezionati lettori a mantenersi aggiornati tramite lo specifico sito dell’Istituto Superiore di Sanità (www.epicentro.iss.it/coronavirus), che è costantemente aggiornato, con notizie in italiano provenienti dalle Autorità internazionali.

Passiamo, ora, a capire cos’è il coronavirus. E’ più corretto parlare al plurale: i coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie. I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i pipistrelli), ma in alcuni casi, se pur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione. Un nuovo coronavirus è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo. I coronavirus umani conosciuti ad oggi, comuni in tutto il mondo, sono sette, alcuni identificati diversi anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta) e alcuni identificati nel nuovo millennio.

Il 9 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi hanno identificato un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato prima nell’uomo, chiamato “2019-nCoV”. Questo virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina centrale.

Da quel giorno, è partita una continua attività di ricerca scientifica; pertanto la situazione è in rapida evoluzione e quindi le informazioni potrebbero non risultare sempre allineate con i dati e le informazioni più recenti disponibili. Ad oggi (31 gennaio 2020), i casi accertati nel mondo sono stati oltre 7800, nella stragrande maggoranza in Cina, dove risultano essere morti per questa causa 170 persone. Speriamo che i numeri possano fermarsi, grazie all’impegno dei medici e dei ricercatori di tutto il mondo.

Quali sono i consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non raccomanda alcuna restrizione a viaggi o a rotte commerciali. L’OMS ha inoltre diramato le seguenti raccomandazioni generali:

  • evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute;
  • lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente;
  • evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici;
  • persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree dovrebbero mantenersi a distanza, coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti e lavarsi le mani;
  • rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.

Anche in questo caso è importante seguire le indicazioni di un professionista. Non facciamoci mai diagnosi da soli e, in caso di dubbio, chiamiamo subito il medico! Non dimentichiamo poi che la situazione potrebbe diventare ben più complessa nel caso di soggetti affetti da altre patologie accertate. In particolare in questi casi, in cui potrebbero esserci interazioni con l’assunzione di farmaci, è doveroso rivolgersi ad un medico di fiducia o ad un professionista qualificato.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 31 gennaio 2020, ore 19,11. 

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