Salute&Benessere: Le apnee notturne

Sono le apnee notturne l’argomento di questa settimana a cura della dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova, per la puntata n. 97 della rubrica “Salute&Benessere”. La sindrome da apnea notturna è l’insieme degli episodi che causano una disfunzione o alterazione respiratoria durante il sonno, che può causare un’eccessiva sonnolenza diurna…

La sindrome da apnea notturna (nota anche come SAHS, acronimo inglese di sleep apnea-hypopnea syndrome) è l’insieme degli episodi che causano una disfunzione o alterazione respiratoria durante il sonno, che può causare un’eccessiva sonnolenza diurna. È un disturbo relativamente comune e circa la metà dei pazienti che ne soffrono è in sovrappeso. Consiste nel fatto che la respirazione si interrompe una o più volte, oppure rallenta eccessivamente, durante il sonno. Le pause possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti. È un disturbo sotto-diagnosticato, perché spesso non è possibile individuarlo con la sola visita medica, né esistono esami del sangue utili per diagnosticarlo. La maggior parte dei pazienti che ne soffre non sa di essere malato, perché il disturbo si presenta soltanto durante il sonno. In genere sono i famigliari o il partner a notare per primi i sintomi.

La tipologia più comune è l’apnea ostruttiva (nota anche come OSAS, acronimo inglese per Obstructive Sleep Apnea Syndrome) in cui le vie respiratorie si ostruiscono durante il sonno, rallentando o interrompendo la respirazione: quando si cerca di respirare l’aria che attraversa l’ostruzione può causare un forte russamento.

Quando siamo svegli, i muscoli del collo sostengono le vie respiratorie tenendole aperte, quindi l’aria arriva senza problemi nei polmoni. Quando dormiamo, questi muscoli si rilassano e le vie respiratorie si restringono. In condizioni normali il restringimento non impedisce all’aria di entrare e uscire dai polmoni, ma, se si è in sovrappeso o obesi, le vie respiratorie possono rimanere ostruite, in tutto o in parte, perché il tessuto adiposo in eccesso può far ispessire le pareti della trachea (il canale dove passa l’aria).

I sintomi più comuni dell’apnea ostruttiva sono la stanchezza e la difficoltà di concentrazione durante il giorno, la depressione, l’irritabilità, i frequenti risvegli notturni, i risvegli bruschi accompagnati da senso di soffocamento, il risveglio con mal di gola e il mal di testa mattutino.

L’apnea del sonno, se non viene curata, può aumentare il rischio di ipertensione, infarto, ictus, obesità e diabete, insufficienza cardiaca, aritmie o altre anomalie del battito cardiaco, sviluppo di ipertrigliceridemia (aumento dei trigliceridi nel sangue), incidenti sul lavoro o alla guida di veicoli.

L’apnea nel sonno può essere curata modificando lo stile di vita, con apparecchi ortodontici, con dispositivi per la respirazione e con l’intervento chirurgico. I farmaci di solito non vengono usati.

Se soffriamo di apnea nel sonno lieve, l’importante per curarci sarà probabilmente modificare leggermente le nostre abitudini quotidiane. Se siamo in sovrappeso o obesi, cerchiamo di dimagrire: dimagrire anche solo di poco può alleviare di molto i sintomi! E’ bene evitare l’alcol e i farmaci che provocano sonnolenza, perché causano difficoltà nel tenere la gola aperta durante il sonno. Proviamo poi a dormire sdraiati su un lato anziché supini per avere meno difficoltà a tenere aperte le vie respiratorie, usando cuscini o pigiami speciali che impediscono di dormire supini.

Se non si vuole passare la vita dormendo con una macchinetta e rischiando comunque gravi conseguenze, non escludiamo l’ipotesi di seguire un piano alimentare personalizzato, redatto da un nutrizionista. In breve tempo, con la determinazione, si può risolvere il problema e rendere felici anche chi dorme con noi!

Eventuali quesiti potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 29 marzo 2019, ore 18,11.

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