Gli omicidi a Siracusa e Caltagirone: Arrestati i due killer

Con moventi di natura economica uno e di una casa andata all’asta l’altro, i carabinieri hanno risolto i casi legati ai due omicidi avvenuti martedì sera a Siracusa e Caltagirone e dove sono stati uccisi, rispettivamente, l’ingegnere navale e ufficiale della Capitaneria di Porto FRANCESCO MIRABELLA, 30 anni (foto in alto a sx, sulla dx il luogo dell’agguato) e RAFFAELE MARRUCA, 63 anni. Arrestati il trentenne FRANCESCO MIRABELLA che si è costituito e il 54enne di Avola CORRADO RAMETTA. Il servizio sul link Sicilia News…

SIRACUSA

E’ Francesco Mirabella, 30 anni, l’uomo costituitosi a Siracusa e accusato di avere ucciso in via Elorina a colpi di pistola Giuseppe Pellizzeri, ingegnere navale, ufficiale della Capitaneria di Porto di 37 anni. L’uomo è in stato di fermo con l’accusa di omicidio dopo che, martedì sera, si è presentato nella caserma dei carabinieri. Il provvedimento di fermo è stato emesso nel corso della notte dal sostituto procuratore di Siracusa Stefano Priolo che sta coordinando le indagini. Secondo una prima ricostruzione l’ingegnere navale sarebbe stato colpito al torace, una ferita che si è rivelata fatale rendendo vano il trasferimento all’ospedale “Umberto I” di Siracusa. La lite sarebbe nata per problemi di natura economica, per un debito tra Pellizzeri e il fratello di Mirabella ma su questo punto sono in corso gli accertamenti da parte della Procura di Siracusa. Pellizzeri da alcuni mesi era stato dislocato a Messina dopo avere prestato servizio per alcuni anni a Siracusa. Sposato, era in attesa della nascita di un figlio. Il padre è molto conosciuto in città poiché titolare di una attività commerciale.

CALTAGIRONE

Sono stati i familiari di Raffaele Marruca, 63 anni, a ritrovare il corpo senza vita del parente, martedì sera, nella sua casa di contrada San Nicolò Le Canne, a Caltagirone (CT). Inizialmente si era pensato a un incidente domestico. Ma i primi accertamenti effettuati dalla polizia municipale di Caltagirone hanno indotto gli agenti a pensare che si trattasse di omicidio. Per questo sul posto sono arrivati anche i carabinieri della scientifica. I rilievi sulla scena del crimine hanno consentito di accertare che l’uomo era deceduto a causa di tre colpi d’arma da fuoco, calibro 7,65, due dei quali al petto e uno all’inguine. Da lì sono partite le indagini per risalire a chi ha sparato, attraverso un accurato intreccio di dati, ossia l’acquisizione di testimonianze e l’analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza della zona. I carabinieri del Comando Provinciale di Catania e della Compagnia di Caltagirone, al lavoro per tutta la notte, sono riusciti a individuare in poche ore il presunto autore dell’omicidio, identificato in Corrado Rametta, 54enne residente ad Avola (Siracusa). L’uomo, ormai braccato, ha consegnato spontaneamente ai carabinieri una pistola con cinque colpi nel caricatore, illegalmente detenuta, riferendo, inoltre, di essersi cambiato subito dopo il delitto e indicando un terreno adiacente al campo sportivo dove aveva occultato gli abiti sporchi di sangue, subito recuperati. La ricostruzione degli eventi ha fatto emergere anche il movente dell’omicidio, che sarebbe maturato in seno a dissapori relativi a una vendita immobiliare. In particolare, l’indagato avrebbe nutrito rancori nei confronti del cognato della vittima, il quale si era aggiudicato all’asta una casa pignorata a Rametta. In preda a sentimenti di rivalsa e vendetta, l’uomo avrebbe sparato, andando poi a rifugiarsi proprio all’interno dell’abitazione oggetto del contendere. Sono ancora in corso verifiche per stabilire se si sia trattato, comunque, di una vendetta trasversale o di un tragico errore di persona. Intanto Rametta è stato fermato per omicidio aggravato, condotto e rinchiuso in carcere. L’indagine è coordinata dal Procuratore di Caltagirone Rosanna Casabona, già pm a Messina.

             g.l.

Edited by, giovedì 12 giugno 2025, ore 8,48. 

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