Palermo: L’omicidio del 21enne Paolo. Confessa il killer, oltre duemila persone alla fiaccolata

Oltre duemila persone hanno aderito ieri sera alla fiaccolata in memoria delle vittime della violenza a Palermo organizzata dopo l’omicidio del 21enne PAOLO TAORMINA (foto in alto a dx), che con la famiglia gestiva un pub vicino al Teatro Massimo e ucciso, sabato notte, forse per cercare di fermare una rissa, con un colpo di pistola in fronte da GAETANO MARANZANO (foto in alto a sx), padre di una bambina di quasi 1 anno, fermato e che ha confessato anche se dato un movente tutto da verificare. Oggi l’autopsia. Palermo è sgomenta ma domenica sera i locali della movida hanno ugualmente aperto come se nulla fosse accaduto. Il servizio sul link Sicilia News…

Oltre duemila persone hanno aderito ieri sera alla fiaccolata in memoria delle vittime della violenza a Palermo organizzata dopo l’omicidio di Paolo Taormina. Alla manifestazione hanno partecipato la madre di Paolo, Fabiola Galioto, e la sorella Sofia, entrambe in lacrime (foto sotto).

Le persone hanno sfilato fino al Teatro Massimo con in mano candele o telefonini accesi. Alla fiaccolata, oltre ai familiari di altre vittime della violenza come i tre giovani uccisi a Monreale nell’aprile scorso, hanno partecipato anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore Anello e il capogruppo di “Lavoriamo per Palermo” Chinnici. Il sindaco, quando il lungo corteo è arrivato al Teatro Massimo, ha parlato alcuni minuti con la madre di Paolo. Anche davanti al pub della vittima “O scruscio” per tutta la serata centinaia di persone hanno manifestato solidarietà alla famiglia Taormina sostando davanti al locale e portando fiori.

Il locale è sotto sequestro. Per l’omicidio di Paolo Taormina è stato fermato Gaetano Maranzano, un 28enne che viene dal quartiere Zen, rione periferico ad alto tasso criminale. Maranzano è stato raggiunto dai carabinieri, che conducono le indagini, ieri mattina a casa della compagna, al quartiere Cruillas. Non avrebbe fatto resistenza e, secondo indiscrezioni, avrebbe ammesso l’omicidio sostenendo di aver litigato mesi prima con la vittima che aveva fatto commenti sgraditi sulla sua donna. I due si sono rivisti sabato notte, Paolo gli avrebbe chiesto di intervenire per riportare la calma tra i suoi amici che litigavano con altri ragazzi proprio davanti al locale di Paolo. Ne sarebbe nata una discussione, poi Maranzano avrebbe preso la pistola, una calibro 9 illegalmente detenuta, e avrebbe sparato al 21enne in testa. Anche la madre di Taormina, che era nel locale che gestiva col figlio, ha raccontato di aver visto il giovane sparare con un’arma piccola. Per avere certezze sulla dinamica, però, si dovrà attendere l’autopsia che dovrebbe svolgersi oggi nell’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo. Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Palermo, stanno analizzando le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona che è piena di locali, che la sera hanno riaperto come se nulla fosse accaduto. In uno dei filmati si vedrebbe un’improvvisa confusione all’esterno del pub e poi una persona alzare un braccio verso Paolo. Il video, però sarebbe brevissimo, solo pochi secondi.

“Ma come si fa? Qual è la motivazione? Mi hanno distrutto la vita. Come si fa a sparare in testa a un ragazzo? Come faccio a vivere ora? Mi avete tolto la speranza”, urla la madre della vittima. Lei, il marito e la figlia Sofia – la coppia ha un terzo figlio più piccolo – hanno aperto il loro locale, a pochi metri dal Teatro Massimo, a febbraio scorso. Quando arriva alla camera mortuaria dove è stata portata la salma ha ancora gli jeans sporchi del sangue del ragazzo. “Il cuore gli batteva ancora, l’ho sentito respirare” dice. Secondo il suo racconto, Paolo le è morto tra le braccia.

Su Tik Tok, nella sua ultima foto postata (oltre 31 mila visualizzazioni dopo che si è diffusa la notizia dell’omicidio), Gaetano Maranzano inserisce un sottofondo musicale e parlato in cui si sente: “Tu mi arresti e per che cosa? Per l’omicidio di Michele Navarra…”. Il riferimento è alla fiction “Il capo dei capi” che racconta le vicende dei corleonesi e di Totò Riina e, in particolare, dell’uccisione del dott. Michele Navarra, medico, considerato il capo della consorteria mafiosa a Corleone sino a quando non venne ucciso, nel 1958 a Prizzi, dalla banda di Liggio per esautorarne il potere. Sui social il presunto omicida appare con una barba lunga e diverse collane dorate tra cui una con un pendente a forma di revolver. Il giovane del quartiere Zen posta poi foto con la figlia piccola, che compirà 1 anno in questi giorni, e in una di queste la bimba, con le collane del padre al collo, tiene in mano il pendente con la pistola in miniatura.

              g.l.

Edited by, lunedì 13 ottobre 2025, ore 11,03. 

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