Catania: Giustiziato e bruciato per un debito, arrestati i due esecutori

I carabinieri hanno arrestato due uomini a Catania e Zaccanopoli (Vibo Valentia), rispettivamente PIETRO CATANZARO e DANILO SORTINO, ritenuti responsabili di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e incendio. I due avrebbero ucciso il 35enne SALVATORE ALFIO PRIVITERA tra Catania e Carlentini il 5 gennaio scorso per dissidi sul traffico di droga e debiti da gioco d’azzardo. Si trattò del primo omicidio del 2026 in Sicilia. Il servizio sul link Sicilia News…

I carabinieri questa mattina all’alba hanno arrestato due uomini a Catania e Zaccanopoli (Vibo Valentia), ritenuti responsabili di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e incendio. I due avrebbero ucciso il 35enne Salvatore Alfio Privitera tra Catania e Carlentini il 5 gennaio scorso per dissidi sul traffico di droga e debiti da gioco d’azzardo.

Gli arrestati sono Pietro Catanzaro, 36 anni, di Catania, con diversi precedenti, figlio di Giovanni Catanzaro, detto “u Milanisi”, esponente di vertice del clan Cappello-Bonaccorsi e Danilo Sortino, 23enne di Lentini, anche lui con vari precedenti.

Le indagini sono partite dopo il ritrovamento nelle campagne di Carlentini del corpo carbonizzato di Privitera all’interno della sua auto. Gli autori del delitto avevano cercato di eliminare ogni traccia, incendiando il cadavere e il veicolo. Nonostante ciò i militari, grazie al gps, hanno individuato la macchina vicino alla spiaggia del complesso residenziale Villaggio Ippocampo di mare a Catania. Lì sono state trovate numerose tracce ematiche riconducibili a una colluttazione ma anche una ciocca di capelli, una collana in oro strappata e un bossolo di fucile.

Secondo la ricostruzione degli investigatori Privitera, dopo una violenta aggressione, è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla nuca. I due esecutori del delitto hanno più volte tentato di appiccare l’incendio all’auto con dentro il cadavere per poi trasportarlo a San Demetrio, a Carlentini. Qui hanno nuovamente appiccato il fuoco. Subito dopo Sortino ha cambiato scheda sim e dispositivo telefonico facendo perdere le proprie tracce. Infatti è stato localizzato e arrestato in Calabria.

“Lo scenario che noi abbiamo ricostruito è quello di un pestaggio violentissimo seguito da un colpo di grazia con la pistola alla nuca – ha detto il Procuratore di Catania Francesco Curcio -. Questa operazione è una risposta immediata dello Stato. Abbiamo indizi per ritenere che, oltre ai due arrestati, ci siano altri complici”.

         g.l.

Edited by, giovedì 19 marzo 2026, ore 13,49. 

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