
Sia penalmente con l’assoluzione, due anni fa, di un allora dipendente comunale e sia civilmente con la Corte d’Appello di Messina che adesso ha annullato la condanna, al pagamento di 650.000 euro, emessa in primo grado contro il Comune di Tortorici. A distanza di otto anni e mezzo resta senza colpevoli l’incidente nel quale perse la vita, la notte di San Sebastiano del 2018, la studentessa universitaria CHIARA FOTI RANDAZZESE (foto in alto la Fiat Multipla condotta dalla giovane nel greto del fiume Grado dopo il sinistro). Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
La Seconda sezione della Corte d’Appello di Messina (presidente Vincenza Randazzo, consiglieri Giuseppe Minutoli e Maria Luisa Tortorella) ha annullato la sentenza di primo grado, del giudice Civile del Tribunale di Patti, che aveva condannato il Comune di Tortorici al pagamento di 650.000 euro, a titolo di risarcimento, in relazione all’incidente nel quale, nella notte di San Sebastiano del 2018 a Tortorici, perse la vita la studentessa universitaria di 19 anni Chiara Foti Randazzese (foto sotto). L’ente era stato ritenuto corresponsabile, nella misura del 20%, a causa del pessimo stato di manutenzione delle barriere di protezione ai margini del viadotto “Franchina” lì dove si verificò il tragico sinistro.

A citare nel giudizio il Comune oricense è stata la compagnia assicuratrice dell’auto condotta dalla giovane quella tragica notte. Il Comune è stato rappresentato dall’avvocato Francesco Balletta, del foro di Patti. La sentenza di appello ha rilevato l’insussistenza del nesso di causalità tra la dinamica dell’incidente, autonomo e lo stato di manutenzione della ringhiera ed escludendo la responsabile del Comune.
PENALE
Due anni fa la Corte d’Appello di Messina (presidente Carmelo Blatti) aveva assolto, con la formula “per non avere commesso il fatto”, Carmelo Calanni Rindina, oggi 70 anni, dipendente in quiescenza dell’Area Tecnica del comune di Tortorici, che era stato accusato di omicidio stradale in relazione all’incidente. In accoglimento del ricorso proposto dal difensore dell’imputato, avvocato Alessandro Pruiti Ciarello, venne riformata la sentenza emessa in primo grado, nell’aprile del 2023, dal collegio giudicante del Tribunale di Patti che aveva disposto la condanna del Calanni Rindina a 2 anni di reclusione, pena sospesa, oltre al risarcimento del danno alle parti civile costituite.
Nei confronti dell’allora dipendente comunale, che rispondeva delle accuse che gli erano state attribuite nella qualità di responsabile del Settore tecnico del Comune di Tortorici nonché delegato per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade urbane, veniva contestata in particolare una grave colpa e negligenza in violazione della normativa in materia di sicurezza, per la mancata predisposizione di adeguate protezioni stradali all’altezza del viadotto “Franchina”, in pieno centro abitato, dal quale l’auto condotta dalla giovane studentessa precipitò dopo avere sbandato, precipitando nel greto del fiume Grado. Secondo il capo d’imputazione la barriera laterale ai margini della strada non rispettava i parametri di sicurezza, con una semplice ringhiera in ferro in pessimo stato di manutenzione, un avanzato stato di ossidazione ed evidenti segni di sfaldamento del metallo, che non riuscì a contenere l’impatto della vettura.
LA VICENDA
Nella notte fra il 19 e il 20 gennaio 2018 Chiara Foti Randazzese si trovava alla guida della sua Fiat Multipla che, per cause mai accertate, finì sotto il viadotto precipitando nel fiume e pur guidando a bassa velocità come dimostrato dalle telecamere che ripresero la sequenza del sinistro. Nell’impatto perse la vita la diciannovenne, iscritta al primo anno in Psicologia all’Università di Messina mentre rimasero ferite la sorella Elisa, che perse l’uso delle gambe a seguito del sinistro e il fidanzato di Chiara, il giovane Andrea Calcò Labruzzo, che riportò delle lesioni e ferite varie. Una tragedia che colpì non solo Tortorici che si apprestava a vivere la festa patronale di San Sebastiano, poi annullata, ma tutti i Nebrodi. Una tragedia e un dramma per la famiglia Foti Randazzese ma rimasta senza colpevoli.
Edited by, sabato 20 giugno 2026, ore 19,30.