L’omicidio a Palermo: l’autore è di Milazzo. Nel giugno 2023 aveva pestato a sangue il presidente di commissione che lo aveva bocciato

E’ originario di Milazzo l’uomo di 38 anni che, domenica, ha ucciso a coltellate a Palermo il suo coinquilino FRANCESCO SPATARO, 53 anni, nell’appartamento di via Sampolo. Il suo nome, FRANCESCO CUSUMANO (foto in alto con il cappello in testa dopo l’arresto), era balzato agli onori della cronaca nel giugno 2023 quando, all’esterno del Tribunale di Messina, aveva aggredito e pestato a sangue l’avvocato ANTONIO LANFRANCHI, presidente della commissione d’esame per l’abilitazione forense, che lo aveva bocciato. Cusumano doveva scontare, per questa vicenda, 3 anni e 10 mesi di reclusione ma si era sottratto all’esecuzione del provvedimento. Il servizio sul link Sicilia News…

GIUSEPPE LAZZARO

E’ originario di Milazzo l’uomo di 38 anni che, domenica, ha ucciso a coltellate a Palermo il suo coinquilino Francesco Spataro (foto sotto), 53 anni, nell’appartamento di via Sampolo che dividevano con un altro uomo, in quel momento assente.

Non solo. Il suo nome, Francesco Cusumano, era balzato agli onori della cronaca nel giugno 2023 quando, all’esterno del Tribunale di Messina, aveva aggredito e pestato a sangue l’avvocato Antonio Lanfranchi, presidente della commissione d’esame per l’abilitazione forense, che lo aveva bocciato. Infatti Cusumano è laureato in giurisprudenza ma aveva mancato l’abilitazione forense. In quella occasione l’avvocato Lanfranchi, colpito con calci e pugni e morso al naso, rimase ferito e ricoverato in ospedale e Cusumano fu arrestato dai carabinieri. Per questa vicenda il dottore in giurisprudenza milazzese è stato condannato a 3 anni e 10 mesi e, cambiando l’aspetto con i capelli, si trovava a Palermo, forse per fuggire e sottrarsi al provvedimento di pena da scontare con l’accusa di lesioni aggravate. Infatti la sentenza definitiva è stata emessa dalla Cassazione nel giugno 2025 e da un anno, non è un caso, Cusumano era sparito dalla provincia di Messina.

L’avvocato Santi Certo, del foro di Barcellona Pozzo di Gotto, che lo aveva assistito nel processo d’appello, ha detto che “la pena era sotto i 4 anni e Cusumano aveva trenta giorni di tempo per chiedere di scontarla fuori, con l’affidamento in prova ai servizi sociali. Per completare la richiesta serviva però la sua firma che però non c’è mai stata”.

Domenica, probabilmente dopo una lite, Francesco Cusumano avrebbe inferto diversi fendenti, al torace e all’addome, a Francesco Spataro e sferrando la coltellata letale al collo. Poi il milazzese si è barricato in casa minacciando di fare saltare l’appartamento con la bombola del gas ma arrendendosi dopo una lunga trattativa, durata sei ore, ai carabinieri e venendo arrestato con l’accusa di omicidio. Per gli investigatori il movente sarebbe da cercare nei rapporti tra i conviventi che sarebbero state mal sopportate da Cusumano e fra i coinquilini dell’appartamento ci sarebbero state continue liti per l’uso del bagno e della cucina.

Edited by, martedì 7 luglio 2026, ore 8,06. 

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