Si è conclusa alla mezzanotte di ieri la secolare festa del patrono di Naso, SAN CONO ABATE, il “Supremo”, una delle più antiche della Sicilia e che, ogni anno, richiama migliaia di visitatori, molti provenienti anche dall’estero. Il servizio con: commento, foto, video (in alto l’emozionante ingresso di San Cono nella chiesa di Maria SS. della Catena a Bazia al termine della processione) e la storia di San Cono in brevis. Questo servizio, sul link Eventi, resterà in archivio sino al mese di agosto 2027…
GIUSEPPE LAZZARO

L’uscita di San Cono per la processione
Era iniziata lo scorso 29 agosto, con il consueto pellegrinaggio a Rocca d’Almo, la secolare festa del patrono di Naso, San Cono Abate, il “Supremo”, una delle più antiche della Sicilia e che, ogni anno, richiama migliaia di visitatori, molti provenienti anche dall’estero. Nel programma, allestito dall’Arciprete Francesco De Luca e dal Comitato e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Gaetano Nanì, nel pomeriggio c’è stata la traslazione delle reliquie e del simulacro del patrono, dal Tempio di San Cono alla vicina Chiesa Madre in piazza Roma e, quindi, la consegna delle Chiavi della Città al patrono da parte del sindaco e la messa officiata dall’arciprete della Cattedrale di Patti Pierangelo Scaravilli.
Domenica 30 agosto, all’antivigilia, alle 8 i consueti 21 colpi di cannone hanno segnato l’inizio ufficiale dei festeggiamenti e, nel contempo, hanno suonato tutte le campane delle chiese; messe alle 9 con visita agli ammalati e alle 18,30 presieduta da mons. Mario Raneriu. Al termine si è svolta la processione del SS. Sacramento per le vie del centro storico.
Lunedì 31 agosto è stato il giorno della vigilia con messe alle 9, alle 11 e alle 19 con i solenni Primi Vespri e celebrata da padre Salvatore Maurizio Provenzale, Arciprete di Alcara Li Fusi; quindi si è svolta la solenne processione delle reliquie.
L’uscita di San Cono per la processione – IL VIDEO
Il giorno della festa è stato martedì 1 settembre con una splendida giornata di sole, caldo ma poca umidità. In Chiesa Madre si sono svolte le messe alle 8,30 e alle 9,30 e, alle 11, la Santa Messa solenne, officiata da padre Paolo Politi, Arciprete di San Cono, il piccolo centro in provincia di Catania, gemellato da anni con Naso nel segno dello stesso patrono, seppur differente nell’aspetto (Abate a Naso, Monaco a San Cono). Alla funzione c’è stata la partecipazione delle autorità civili (presenti numerosi sindaci e amministratori dei Nebrodi e della zona tirrenica e con l’assessore regionale Elvira Amata e il deputato all’Ars Pino Galluzzo) e militari e animata dalla corale Cantate Domino di Naso.
Al termine, alle 12,15, è uscita la suggestiva processione del pesante fercolo con il busto e le reliquie di San Cono con l’offerta dei voti in piazza Roma e il percorso sulle vie del centro, la sosta davanti alla chiesa del SS. Salvatore per la benedizione del braccio delle reliquie e sino a Bazia con ingresso nella chiesa Maria SS. della Catena alle 14,00. Come sempre i portatori si sono dati il cambio al grido “Na vuci viva…razzii San Conu” e c’è stata grande emozione, non senza lacrime, in uno dei momenti più toccanti della festa.

La processione in piazza Roma

La processione in corso
La benedizione della reliquia alla chiesa del SS. Salvatore

Le bande impegnate sono state la locale “Associazione Musicale Nuovo Studio 2011” e la “Giuseppe Verdi” e la “Carlo V” di Carlentini.
Dopo la pausa, alle 18,30 si è svolta la messa nella chiesa di Maria SS. della Catena a Bazia dove San Cono resterà sino all’Ottava, martedì 8. In serata tanta gente, molti provenienti da Capo d’Orlando per le origini, hanno affollato il centro pieno di bancarelle e tanti punti per consumare il classico delle feste: il panino con salsiccia.
Intanto, alle 22, via al concerto degli Stadio, il top per il profano della festa portato dall’Amministrazione comunale, andato avanti per due ore e con il sindaco Nanì, la giunta e i consiglieri di maggioranza saliti sul palco quasi al termine. Il concerto si è concluso alle 00,20 e, poco dopo, la conclusione della festa è stata simboleggiata dal consueto sparo dei giochi d’artificio.
Tanta gente scendeva dal centro a Bazia, chi per rientrare in auto o in moto e chi per prendere le navette che, in serata, hanno fatto l’andirivieni sino all’area posta dopo il cimitero dove in tanti avevano lasciato le auto.
Il traffico, i controlli e quanto di competenza, per tutti i giorni della festa e sino a oltre la conclusione, sono stati perfettamente gestiti dai due soli agenti della Polizia Locale di Naso rimasti in organico: Antonino Tripiciano e Francesco Emanuele. Quindi c’è un chiaro problema di organico, nella Polizia Locale di Naso, che il sindaco Nanì dovrà affrontare: la stessa cosa però l’avevamo scritta esattamente un anno fa, e ancora la risoluzione non c’è stata. Tutto perfetto l’ordine pubblico da parte dei carabinieri della Stazione di Naso al comando del luogotenente Giuseppe La Rocca.
FOTO GALLERY

I due carabinieri in alta uniforme davanti a San Cono

Le autorità civili

Il sindaco di Naso Gaetano Nanì con il deputato all’Ars Pino Galluzzo e il vice sindaco di Sinagra Guglielmo La Cava

I sindaci di Naso Nanì e Capo d’Orlando Franco Ingrillì

L’ottima Corale Cantate Domino

Le autorità ecclesiastiche durante la processione

Dal Comune di Capo d’Orlando, da sx: gli agenti della Polizia Municipale Enzo Leonino e Giacomo Campisi e il dipendente Franco Ipsaro

San Cono entra a Bazia, sulla sinistra il primo portatore Armando Scarpuzza

Piazza Roma affollata per il gran concerto degli Stadio
STORIA DI SAN CONO, in brevis

Cono, o Conone, Navacita nacque a Naso nel 1139, figlio del Conte normanno Anselmo, governatore della città. Ancora ragazzo abbandonò la casa e le ricchezze e si ritirò nel locale convento di San Basilio. Trasferito al Convento di Fragalà, a Frazzanò, ebbe come maestri spirituali San Silvestro da Troina e San Lorenzo da Frazzanò, che lo prepararono al sacerdozio. Conone, dopo l’ordinazione, continuò a manifestare segni di vocazione all’eremitaggio e, col permesso dei superiori, si ritirò in una grotta, che prese il nome di Rocca d’Almo. Ben presto la sua fama di santità superò i confini di Naso. Richiamato al monastero dai suoi superiori, fu eletto Abate. In seguito, al ritorno a Naso da un pellegrinaggio in Terra Santa, elargì ai poveri la ricca eredità del padre e si ritirò nella grotta di San Michele. La città era afflitta da un morbo contagioso: i nasitani si rivolsero allora all’Abate che li liberò dalla malattia: del miracolo vi è ricordo nello stesso stemma della città. Morì a 97 anni: era il 28 marzo 1236, Venerdì Santo. Canonizzato nel 1630, San Cono è patrono di Naso, i cui abitanti ancora oggi davanti alle reliquie pronunciano l’invocazione «Na vuci viva…razzi i san Conu».
Edited by, mercoledì 2 settembre 2026, ore 12,20.